Un mesetto fa mi sono costruito un termometro da salotto per rimpiazzare un accrocchio cinese con qualcosa di esteticamente piú piacevole e sicuramente con performance superiore.
Ho documentato il processo qui: https://www.electroyou.it/boiler/wiki/u ... come-scusa
Ora gli ho realizzato un igrometro da compagnia, in modo che il termometro non si senta solo.
Quello che considero importante nello sviluppo di un circuito non è cambiato ed è documentato sopra, quindi non mi pare il caso di scrivere un articolo. Molto brevemente, l'architettura è questa:
- ho cercato uno strumento analogico con aspetto retrò e scala 0-100%, ho trovato un voltmetro con range 0-10 V
- ho cercato un sensore d'umidità di marca affidabile che uscisse in tensione. Ho optato per l'SHT30-ARP-B di Sensirion e l'ho alimentato con con una referenza di tensione a 2.5 V (REF3325)
- ho realizzato un boost converter basato su un TLV61046A che porta i 5 V dell'USB a 13 V
- con mezzo LMC6042 alimentato a 13 V porto la tensione in uscita a 1.25 V - 11.25 V, con l'altra metà buffero un partitore di tensione che mi genera 1.25 V a partire dalla referenza
- le due uscite degli opamp alimentano lo strumento
C'è una caratteristica poco conosciuta di certi sali (e questo è il motivo per cui posto in Fisica) per cui loro soluzioni sature producono un equilibrio nell'ambiente loro sovrastante ad un'umidità relativa nota.
Se volete approfondire, vedete qui: https://nvlpubs.nist.gov/nistpubs/jres/ ... 89_a1b.pdf
Come vedete per certi sali si ottiene un'indipendenza dalla temperatura impressionante.
Ho scelto tre sali che per me erano facili da ottenere, che avessero poca dipendenza dalla temperatura e che mi fornissero tre punti rappresentativi: cloruro di sodio, cloruro di litio e carbonato di potassio. Ah, e non volevo roba ultra-tossica.
Il risultato non è stato male
Cloruro di sodio, valore teorico 75%, valore misurato ~73%
Carbonato di potassio, valore teorico 43%, valore misurato ~45%
Cloruro di litio, valore teorico 11%, valore misurato ~15%
Il sensore è specificato per una tolleranza massima del 5%, quindi tutti i valori rientrano in questo margine.
La tolleranza tipica è del 3% e piú o meno ci siano, il cloruro di lito non la soddisfa, ma siamo anche in condizioni di misura estreme.
In particolare la misura col cloruro di litio ci ha messo giorni per raggiungere l'equilibrio. Il vasetto della marmellata chiuso con parafilm e nastro adesivo forse non è proprio il massimo dell'equipaggiamento scientifico
Piccolo fatto divertente: se rovesciate da qualche parte una goccia di soluzione satura di cloruro di litio, questa non si asciugherà mai, nemmeno nel deserto di Atacama.
Saluti,
Boiler


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