Ciao,
nell'ambito del collegamento di interruttore differenziale (puro) e magnetotermico in un impianto monofase 230 VAC, sistema TT, il differenziale va collegato prima o dopo il magnetotermico ?
Grazie.
Collegamento differenziale con magnetotermico
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Il differenziale puro va messo preferibilmente dopo il magnetotermico.
Se il rischio di corti circuiti fra differenziale e magnetotermico sono minimi, puoi metterlo anche prima
Se il rischio di corti circuiti fra differenziale e magnetotermico sono minimi, puoi metterlo anche prima
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GioArca67 ha scritto:Il differenziale puro va messo preferibilmente dopo il magnetotermico.
Se il rischio di corti circuiti fra differenziale e magnetotermico sono minimi, puoi metterlo anche prima
Quindi collegando il differenziale prima del magnetotermico, in teoria potrebbe essere attraversato da correnti per il quale non e' dimensionato.
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In un impianto monofase 230 V in sistema TT, il collegamento corretto tra interruttore differenziale (puro) e magnetotermico dipende dallo scopo, ma la configurazione più corretta e più usata è: Magnetotermico Differenziale (puro)cianfa72 ha scritto:Ciao,
nell'ambito del collegamento di interruttore differenziale (puro) e magnetotermico in un impianto monofase 230 VAC, sistema TT, il differenziale va collegato prima o dopo il magnetotermico ?
Grazie.
Cioè, a monte il magnetotermico, a valle il differenziale puro.
Perché questa è la configurazione preferibile?
Protegge il differenziale dai sovraccarichi Il differenziale puro non ha protezione magnetica/termica integrata se si verifica un sovraccarico o un corto circuito, è sempre il magnetotermico a monte a intervenire, evitando danni al differenziale.
La norma richiede che ogni dispositivo sia protetto da sovracorrenti. Un differenziale puro deve essere sempre protetto da un magnetotermico a monte.
Maggiore selettività e ordine funzionale. L’interruttore magnetotermico interrompe i guasti di corrente e cortocircuito, mentre il differenziale rileva le dispersioni verso terra metterli in quest’ordine è tecnicamente logico.
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StefanoSunda
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Se ne parla anche in questa discussione.
Certo che in un quadro elettrico realizzato secondo le "normali" tecniche, la possibilità di un corto circuito tra il differenziale e il magnetotermico è veramente remota. Se poi il differenziale è del tipo meccanicamente accoppiabile con un magnetotermico (come in figura) la possibilità di tale corto circuito è praticamente nulla.
Certo che in un quadro elettrico realizzato secondo le "normali" tecniche, la possibilità di un corto circuito tra il differenziale e il magnetotermico è veramente remota. Se poi il differenziale è del tipo meccanicamente accoppiabile con un magnetotermico (come in figura) la possibilità di tale corto circuito è praticamente nulla.
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Alternative: differenziale magnetotermico (salvavita)
Se invece usi un magnetotermico differenziale (MT+Diff in un unico apparecchio), il problema non si pone: le funzioni sono integrate nello stesso dispositivo. Stefano
Se invece usi un magnetotermico differenziale (MT+Diff in un unico apparecchio), il problema non si pone: le funzioni sono integrate nello stesso dispositivo. Stefano
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StefanoSunda
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StefanoSunda ha scritto:Alternative: differenziale magnetotermico (salvavita)
Cioe' come alternativa un magnetotermico + differenziale integrato.
Altra cosa: da quanto capisco ai differenziali puri si applicano le sigle AC, A, B, F mentre ai magnetotermici (puri) si applicano le curve B, C, D (in base al tipo di applicazione/tempo di intervento).
Quindi in teoria una magnetotermico-differenziale (integrato) del tipo C, AC e' diverso da uno C, A.
Corretto ?
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AC: rileva solo correnti di guasto alternate sinusoidali pure
A: rileva AC e DC pulsante (tipico elettronica, inverter semplici, alimentatori switching)
F: evoluzione del tipo A, adatto a inverter monofase, pompe di calore, ecc.
B:rileva AC, DC pulsante e DC pura (per frequenze più alte, fotovoltaico, industriale)
A: rileva AC e DC pulsante (tipico elettronica, inverter semplici, alimentatori switching)
F: evoluzione del tipo A, adatto a inverter monofase, pompe di calore, ecc.
B:rileva AC, DC pulsante e DC pura (per frequenze più alte, fotovoltaico, industriale)
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StefanoSunda
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Ho un po' di dubbi.
Secondo voi tecnicamente è preferibile installare il magnetotermico a monte e il differenziale a valle.
QUindi faccio una domanda: considerando che, secondo quanto indicato da catalogo Schneider, il differenziale assume il potere di interruzione dell'interruttore MT posto in serie (non centra nulla, ma è l'unica informazione inerente che ho a disposizione), come si comporta un differenziale installato a monte di un MT in caso di corto a valle?
Si scioglie? Resiste?
Come faccio a saperlo?
Chiaramente considerando che l'interruttore MT intervenga tempestivamente.
Facciamo un discorso generale, considerando il caso peggiore in riferimento alla corrente di corto (cto cto 3F a breve distanza dal quadro).
Secondo voi tecnicamente è preferibile installare il magnetotermico a monte e il differenziale a valle.
QUindi faccio una domanda: considerando che, secondo quanto indicato da catalogo Schneider, il differenziale assume il potere di interruzione dell'interruttore MT posto in serie (non centra nulla, ma è l'unica informazione inerente che ho a disposizione), come si comporta un differenziale installato a monte di un MT in caso di corto a valle?
Si scioglie? Resiste?
Come faccio a saperlo?
Chiaramente considerando che l'interruttore MT intervenga tempestivamente.
Facciamo un discorso generale, considerando il caso peggiore in riferimento alla corrente di corto (cto cto 3F a breve distanza dal quadro).
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