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Impianto locale medico gruppo 2

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[1] Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentecorrieri5 » 10 lug 2008, 12:01

Mi hanno contestato il fatto che ho messo gli interruttori differenziali a valle del trasformatore d'isolamento.
La normativa 64/8 sez.710 dice che non occorre il diiferenziale a valle del trasfo d'isoalm., ma il fatto che io l' abbia messo non indica che è sbagliato o fuori norma, giusto? Quindi la mia scelta progettuale non è sbagliata?
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[2] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utenteandreandrea » 10 lug 2008, 12:44

A mio parere quei differenziali non avranno mai ragione di intervenire, perché l'eventuale guasto a terra sarà rilevato prima dal controllore di isolamento. Però, se i differenziali dovessero scattare intempestivamente per qualche loro difetto, verrebbe meno la continuità di servizio e questo non mi sembra una bella cosa.
Sinceramente io toglierei i differenziali.
Saluti
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[3] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentecorrieri5 » 10 lug 2008, 13:00

Il fatto è che questo è un progetto che va in Eritrea e che non sono sicuro che là il nodo equipotenziale venga fatto bene, quindi ipoteticamente si potrebbero trovare un impianto senza protezione dai contatti indiretti.Cosi' almeno hanno il differenziale.
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[4] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentecrit » 10 lug 2008, 13:38

Non so come è la situazione impiantistica in Eritrea ma per come la vedo io una cosa che quanto meno non serve e possibilmente dannosa è un errore.
La protezione contro i contatti indiretti è ottenuta non solo con il trafo d'isolamento ma questo deve avere anche determinate caratteristiche proprio perché la protezione mediante diff non è ritenuta abbastanza sicura per i locali medici grupppo 2.
Se poi chi esegue l'impianto ne realizza metà dimenticandosi il nodo (che deve avere una resistenza massima se non ricordo male di 0,2ohm) è un altro paio di mani.
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[5] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto UtenteMike » 10 lug 2008, 14:09

Concordo con Crit. Il traformatore di isolamento viene utilizzato come sistema alternativo per la protezione dai contatti indiretti proprio per garantire continuità di servizio alle apparecchiature in sala operatoria... Se c'è un intervento a cuore aperto il chirurgo deve aspettare che trovino il guasto e che ripristino il differenziale?
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[6] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentecorrieri5 » 10 lug 2008, 14:23

Si, d'accordo. Ma la normativa non vieta di mettere il differenziale, giusto? Mi dice che non occorre, ma non me lo vieta
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[7] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentealphabit » 10 lug 2008, 14:45

Se il progetto prevede il trasformatore di isolamento (che deve avere determinate caratteristiche) mettere i differenziali non serve a nulla (in quanto non scatteranno mai al primo guasto a terra).
Avere il nodo equipotenziale fatto male significa che non c'è egualizzzazione del potenziale tra masse e e masse estranee, situazione di per se pericolosa.
L'unico apparecchio in grado di diminuire il rischio in questione è il trasformatore di isoalmento in quanto anche con una fase a terra limita la corrente di dispersione a valori bassissimi, in pratica dovuti alla sola capacità dei circuiti.
in questo modo limitando la corrente di dispersione anche le diffrenze di potenziale tra le varie apparecchiatutre sono basse in quanto proporzionali alle correnti)
Se invece il problema fosse che non sei sicuro che mettono il trasformatore di isolamento allora avrebben un senso mettere i differenziali. (ma in questo caso l'egualizzazione del potenziale diventa seppure inidonea avrebbe molta piu' importanza)
Sono tutti discorsi per capire quale protezione è piu' importante di una'altra, certo che la sicurezza in un locale di gruppo 2 è avere il trasformatore di isoalmento ed il nodo equipotenziale insieme, il controllo dell'isolamento, inoltre la selettività e la continuità dell'alimentazione.
un saluto
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[8] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentecorrieri5 » 10 lug 2008, 15:03

Grazie per le risposte. Però dico che se il nodo equipot. è fatto male il trasfo d'isol. non serve a nulla e sarebbe un impianto molto pericoloso.Avendoci i differenziali aumento notevolmente la sicurezza elettrica dei circuiti.
In conclusione essendo un ospedale in Eritrea realizzato con denaro offerto da vari sponsor, ho paura che alcuni lavori siano tirati via o che non ci sia la competenza idonea per farli tra cui il nodo.Ecco perché propongo i diff.

Stefano
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[9] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto Utentealphabit » 10 lug 2008, 15:37

Veramente un impianto fatto con il trasformatore di isolamento è l'impianto piu' sicuro che ci sia...
non per nulla viene adottato dalla normativa negli ambienti piu' a rischio.
Il nodo è secondario...
Un saluto
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[10] Re: Impianto locale medico gruppo 2

Messaggioda Foto UtenteMike » 10 lug 2008, 15:51

Attenzione, nei locali medici di gruppo 2 la protezione contro i contratti indiretti mediante interruzione automatica dell'alimentazione NON è ammessa e quindi NON puoi metterci i differenziali a valle del IT-M. Qui in Italia, in Eritrea non lo so. Sempre in questi locali c'è anche il pericolo dovuto al microschok risolvibile solamente con i collegamenti equipotenziali delle masse estranee. Capisco che il tutto deve costare poco perché sono aiuti umanitari ma su cose specialistiche le cose o si fanno bene o è meglio lasciar perdere...
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