Sto redigendo gli as-built di un progetto che prevede anche un impianto di rivelazione incendi con circa 150 rivelatori di fumo tra ambiente e controsoffitto. Ad impianto terminato il professionista incaricato della prevenzione incendi richiede che venga indicato sulla planimetria anche il n° di matricola di ogni rivelatore. Sembra che ciò sia richiesto dai VV.F. che, attraverso il n° di matricola, possono risalire all'anzianità di servizio del rivelatore.
Io ho predisposto una tavola in cui ogni rivelatore è individuato univocamente dal codice che gli attribuisce la centrale in fase di programmazione inziale. Effettuare adesso il rilievo delle matricole dei singoli rivelatori richiede un lavoro di qualche giorno e la riapertura parziale del controsoffitto di ogni locale.
Chiedo se l'indicazione del n° di matricola sia un obbligo previsto da qualche norma tecnica che non conosco. Finora è sempre stata sufficiente (anche per i VV.F.) la codifica univoca assegnata in fase di programmazione della centrale.
L'anzianità di servizio dei rivelatori decorre a partire dalla data dell'installazione (DICO) e tra 12 anni saranno facilmente individuabili dal registro di manutenzione quei rivelatori che sono stati sostituiti nel frattempo.
Mi sfugge qualcosa?
Rivelatori di fumo - obbligo indicazione matricola?
Moderatore:
iosolo35
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@pakk
Grazie della dritta. Verifico se il sw della centrale me lo consente.
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Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

- Messaggi: 436
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Un paio d'anni fa ho fatto un lavoraccio del genere.
Identificazione dei rivelatori con codice alfanumerico e indicazione dei seriali e della data di installazione (modifica e ampliamento di impianto esistente).
Mai più
Il software di programmazione della centrale non leggeva i seriali.
Li ho rilevati tutti singolarmente.
Questo lavoro l'ho fatto nell'ambito del "controllo iniziale" secondo UNI 11224 in collaborazione con l'installatore incaricato della manutenzione.
In quel caso abbiamo fatto questo lavoro per risalire alle date di installazione, perché avevamo l'elenco dei seriali dei rivelatori installati qualche anno prima (si trattava già di una modifica) e siamo andati a cercarli uno ad uno (per esclusione abbiamo quindi identificato la data di installazione degli altri rivelatori).
In sostanza è un lavoraccio, può essere sicuramente utilissimo, purchè poi l'elenco sia mantenuto aggiornato nell'ambito dei controlli periodici.
Specifico che la Norma UNI 11224 non cita mai i seriali (nemmeno per quanto riguarda la lista di controllo dettagliata).

Identificazione dei rivelatori con codice alfanumerico e indicazione dei seriali e della data di installazione (modifica e ampliamento di impianto esistente).
Mai più
Il software di programmazione della centrale non leggeva i seriali.
Li ho rilevati tutti singolarmente.
Questo lavoro l'ho fatto nell'ambito del "controllo iniziale" secondo UNI 11224 in collaborazione con l'installatore incaricato della manutenzione.
In quel caso abbiamo fatto questo lavoro per risalire alle date di installazione, perché avevamo l'elenco dei seriali dei rivelatori installati qualche anno prima (si trattava già di una modifica) e siamo andati a cercarli uno ad uno (per esclusione abbiamo quindi identificato la data di installazione degli altri rivelatori).
In sostanza è un lavoraccio, può essere sicuramente utilissimo, purchè poi l'elenco sia mantenuto aggiornato nell'ambito dei controlli periodici.
Specifico che la Norma UNI 11224 non cita mai i seriali (nemmeno per quanto riguarda la lista di controllo dettagliata).

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Vita la norma non ti bastava chiedere conferma (riportando la norma) ai VVFF locali ?
K
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Kagliostro
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Franco140751 ha scritto:Chiedo se l'indicazione del n° di matricola sia un obbligo previsto da qualche norma tecnica che non conosco. Finora è sempre stata sufficiente (anche per i VV.F.) la codifica univoca assegnata in fase di programmazione della centrale.
Non mi riusulta.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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