ciao ragazzi..è possibile avere un circuito ,anche con operatori differenziali,che diano una vout=V1/v2 ?
grazie e ciao
ps la formula nn deve essere esattamente quella:anche se c'è qualche coefficiente nn c'è problema
dividere due tensioni
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IsidoroKZ
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Non capisco il senso della tua domanda.
Innanzitutto V1/V2 è un rapporto tra tensioni e non può quindi essere una tensione d'uscita.
C'è una macchina che effettua proprio la trasformazione che cerchi (forse) ed è appunto il trasformatore, che data V1 in ingresso fornisce una V2 proporzionale a V1 secondo il RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE.
Cerca di porre meglio la questione e forse ci si potrà capire.
Saluti
Danilo
Innanzitutto V1/V2 è un rapporto tra tensioni e non può quindi essere una tensione d'uscita.
C'è una macchina che effettua proprio la trasformazione che cerchi (forse) ed è appunto il trasformatore, che data V1 in ingresso fornisce una V2 proporzionale a V1 secondo il RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE.
Cerca di porre meglio la questione e forse ci si potrà capire.
Saluti
Danilo
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Danilo Tarquini
155 1 3 8 - Master

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hai ragione la domanda è proprio stupida..il probl è che ho due tensioni strettamente correlate da analizzare e in uno schema a blocchi che illustrava il problema le due tensioni venivano fatte entrare in un blocco detto divider che riportava come spiegazione appunto al formula vout=v1/v2 ;così senza pensare ho creduto che ci fosse un circuito che realizzava quella formula...mi accontenterò dell' op amp in configurazione differenziale che mi da la differenza tra le due..grazie ancora e ciao
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maximum spider
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Adesso capisco un poco meglio la tua richiesta.
Non sono un esperto di elettronica ma certamente con operazionali è possibile operare (appunto) su segnali in ingresso, quindi anche dividerli.
Poni il quesito in "Elettronica" e certamente otterrai risposta.
Ciao
Non sono un esperto di elettronica ma certamente con operazionali è possibile operare (appunto) su segnali in ingresso, quindi anche dividerli.
Poni il quesito in "Elettronica" e certamente otterrai risposta.
Ciao
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Danilo Tarquini
155 1 3 8 - Master

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- Località: S.Benedetto dei Marsi (Aq)
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La tecnica dell'elaborazione analogica di valori di tensione e'
nota dalla fine degli anni sessanta.
La somma e la sottrazione mediante amplificatori operazionali
sono tuttora ampliamente utilizzate.
Meno conosciute sono la moltiplicazione e la divisione,
soprattutto perche' l'avvento del microprocessore rese possibili
soluzioni digitali che di fatto si imposero.
Eppure tuttora esistono integrati che svolgono in modo analogico
almeno la moltiplicazione fra 2 segnali (attenti che la dizione
multiplier/divider nasconde spesso la divisione solo per una costante).
Il principio della moltiplicazione analogica e' semplice: disponendo
di generatori quadratici (cioe' che fanno quadrato della tensione
al loro ingresso) si calcola ((A+B)^2 - (A-B)^2)/4 = A*B
Il generatore quadratico non e' altro che un operazionale con una
rete particolare di diodi e resistenze che generano appunto un
andamento parabolico dell'uscita.
Per la divisione si sommano in un operazionale le tensioni A+B*U
(dove U e' la tensione di uscita, che viene reazionata sul
moltiplicatore di B).
In definitiva si ha U = G*(A+B*U) e se il guadagno G e' molto
grande (come normale negli operazionali) si puo' concludere
che U = -A/B.
nota dalla fine degli anni sessanta.
La somma e la sottrazione mediante amplificatori operazionali
sono tuttora ampliamente utilizzate.
Meno conosciute sono la moltiplicazione e la divisione,
soprattutto perche' l'avvento del microprocessore rese possibili
soluzioni digitali che di fatto si imposero.
Eppure tuttora esistono integrati che svolgono in modo analogico
almeno la moltiplicazione fra 2 segnali (attenti che la dizione
multiplier/divider nasconde spesso la divisione solo per una costante).
Il principio della moltiplicazione analogica e' semplice: disponendo
di generatori quadratici (cioe' che fanno quadrato della tensione
al loro ingresso) si calcola ((A+B)^2 - (A-B)^2)/4 = A*B
Il generatore quadratico non e' altro che un operazionale con una
rete particolare di diodi e resistenze che generano appunto un
andamento parabolico dell'uscita.
Per la divisione si sommano in un operazionale le tensioni A+B*U
(dove U e' la tensione di uscita, che viene reazionata sul
moltiplicatore di B).
In definitiva si ha U = G*(A+B*U) e se il guadagno G e' molto
grande (come normale negli operazionali) si puo' concludere
che U = -A/B.
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rispolvero questa vecchia discussione per chiedervi una cosa: che cos'è un generatore quadratico? cioè come faccio ad ottenerlo?
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Un generatore quadratico è un blocco che
dà in uscita un segnale proporzionale al
quadrato del segnale in ingresso.
Un'approssimazione è ottenibile con
un circuito di questo tipo:
(la figura è tratta dal mio programma di simulazione
NOLIN.exe in VisuallBasic3, in cui è possibile
vederne il funzionamento)
Dimmi se la spiegazione è sufficientemente chiara.
dà in uscita un segnale proporzionale al
quadrato del segnale in ingresso.
Un'approssimazione è ottenibile con
un circuito di questo tipo:
(la figura è tratta dal mio programma di simulazione
NOLIN.exe in VisuallBasic3, in cui è possibile
vederne il funzionamento)
Dimmi se la spiegazione è sufficientemente chiara.
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Beppe82 ha scritto:amplificatori logaritmici e antilogaritmici
Sì, questo è un metodo alternativo, ma la richiesta era
.gianc ha scritto:che cos'è un generatore quadratico?
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