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circuito elettrico equivalente

Trasformatori, macchine rotanti ed azionamenti

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[1] circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utentepulpul » 26 ott 2011, 23:43

Salve a tutti,
vorrei sapere cos'è il circuito equivalente di un trasformatore, e perché e quando viene utilizzato.
Grazie mille :-)
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[2] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utenterini » 27 ott 2011, 0:19

Incomincia a leggerti questo articolo e poi ne riparliamo
http://www.electroyou.it/vis_resource.p ... ezio&id=42
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[3] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utentepulpul » 27 ott 2011, 17:16

Ok grazie mille :-)
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[4] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto UtenteRenzoDF » 27 ott 2011, 17:21

"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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[5] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utentepulpul » 29 ott 2011, 12:49

Ecco i miei dubbi maggiori riguardano il procedimento del "riferimento" al primario e al secondario..
In pratica ho capito che tutte le grandezze del circuito assumono valori fittizi ovvero "riferiti" ad uno dei due avvolgimenti. In particolare le tensioni V1 e V2 avranno valore pressochè uguale in quanto una delle due avrà il valore reale, mentre l'altra avrà un valore simile in quanto moltiplicata per il rapporto di trasformazione.
Vorrei sapere perché si effettua il riferimento e soprattutto in quali casi conviene riferire al primario e in quali al secondario.
Da quel che ho capito parlando col prof, riferire il circuito ad uno dei due avvolgimenti è utile soprattutto quando è necessario studiare una linea in cui sono presenti uno o più trasformatori in cascata..

grazie mille
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[6] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utentealeat91 » 2 nov 2011, 12:19

Provo a risponderti io.
Come sai il trasformatore ideale (senza perdite) ha il compito di ricevere una certa potenza P1 alla porta d'ingresso e restituirne una quantità uguale P2 alla porta d'uscita, facendo però variare i valori di tensione e corrente alle due porte, secondo il rapporto di trasformazione N.
Ora, a seconda delle convenzioni utilizzate e quindi a seconda dei versi di tensione e corrente a primario e secondario avrai una certa equazione del trasformatore ideale, che esprimerà i rapporti che ci sono tra tensione d'ingresso V1 e tensione d'uscita V2 e corrente d'ingresso I1 e corrente d'uscita I2.
Ti faccio un esempio: se supponi di utilizzare la convenzione degli utilizzatori alla porta d'ingresso e la convenzione dei generatori alla porta d'uscita, il trasformatore ideale sarà definito dalle seguenti equazioni:

V1= N*V2
I1= (1/N) I2

Ciò significa che puoi scrivere la tensione d'ingresso in funzione della tensione d'uscita o viceversa, e lo stesso vale per le correnti.
Tale operazione ti consente di "riportare al primario" le tensioni e correnti del secondario: esplicitando rispetto a V2 e rispetto a I2 le due equazioni definite sopra, puoi dire che la V2'=V1/N e che la I2'=I1*N .
Mi spiego meglio: quando si riporta una grandezza dal secondario al primario si pone un segno ' (V2 "primo" oppure I2 "primo") per indicare che la grandezza era appartenente al secondario ma è stata riportata al primario in base a tale operazione.
Siccome riportare solo tensioni e correnti al primario non ha molto senso, facciamo un altro passo avanti.
Alla porta d'uscita del trasformatore avrài sicuramente connesso una rete comunque complessa. Supponiamo per comodità che si tratti solo di elementi dissipativi. Come saprài puoi ottenere un'impedenza equivalente Z che sia rappresentativa di tutta la rete al secondario.
Oltre a poter riportare tensioni e correnti dal secondario al primario (e qui sta la comodità del riporto delle grandezze da un riferimento all'altro) puoi anche riportare impedenze dal secondario al primario. Infatti, in base alle equazioni che definiscono il trasformatore, puoi scrivere che:

Z=V2/I2=(V1/N) / (N*I1)= (1/N²)*(V1/I1) = (1/N²) * Z'

cioè puoi ottenere l'impedenza di carico equivalente sul primario (la Z') moltiplicando l'impedenza di carico Z per un termine (1/N²).

Svolgendo tutte le operazioni di riporto delle grandezze V2, I2, Z otterrài un doppio bipolo tutto sul primario (senza accoppiamenti magnetici ma solo con connessioni elettriche) senza dover pensare all'accoppiamento magnetico tra le due porte.

So che la spiegazione è poco pratica perché è senza disegni (con i disegni sarebbe tutto mooolto più facile), ma spero di averti charito un po' le idee. Se magari unisci ciò che ho scritto con gli appunti e i disegni della lezione, forse riesci a comprendere completamente l'argomento.
Sostanzialmente hai "eliminato" il trasformatore perché ti sei ricondotto ad una rete puramente elettrica perfettamente equivalente, che non ha bisogno di accoppiamenti magnetici.

Attenzione: il riporto delle grandezze da un riferimento a un altro è legato alle equazioni che definiscono il tuo trasformatore ideale: se tu usassi un'altra rappresentazione (per esempio V1=1/N V2 e I1=N*I2) le operazioni da fare per riportare le grandezze da un riferimento a un altro sarebbero completamente diverse, e quelle che ti ho fatto vedere non varrebbero. Però hai visto anche che è facile ricavare le operazioni da fare (basta fare quello che qui ho fatto io, sia per tensioni che per correnti che per impedenze).

Poi quando si parla di trasformatore reale o trasformatore reale linearizzato etc. i modelli matematici (e anche le rappresentazioni grafiche) della macchina sono diversi, ma il concetto di riporto delle grandezze rimane sempre lo stesso.

Spero di essere stato chiaro e di non aver fatto errori :)
Se ho scritto qualche castronerìa e c'è qualcuno che ne sa più di me, vi prego di correggermi!

Buon proseguimento!!
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[7] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 2 nov 2011, 12:34

Non mi sembra che abbia scritto castronerie!

Se vuoi fare disegni, c'e` il programma FidocadJ (guarda il pulsante help ci sono un paio di voci), e per scrivere le formule si puo` usare latex (sempre lo help di prima!), e vengono decisamente meglio: ad esempio

Z=\frac{1}{N^2}\,Z^\prime
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[8] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utentealeat91 » 3 nov 2011, 9:22

Grazie per la dritta Isidoro, appena avrò un po' di tempo libero cercherò di vedere un po' di queste cose in modo da non risultare un "menomato" rispetto agli altri e in modo da riuscire a esprimermi come vorrei!!
Pulpul se ti serve altro siamo qui!
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[9] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto Utentepulpul » 8 nov 2011, 19:43

Grazie mille aleat sei stato chiarissimo!
Sostanzialmente è una semplificazione adottata per studiare un unico circuito invece che due accoppiati..
Studiando in modo più approfondito (probabilmente) ho eliminato gli ultimi dubbi
grazie ancora! :ok:
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[10] Re: circuito elettrico equivalente

Messaggioda Foto UtenteEdmondDantes » 8 nov 2011, 21:20

Ricorda che è solo un modello circuitale della macchina, dunque una approssimazione che non spiega il principio di funzionamento della realtà fisica. Capito il principio di funzionamento del sistema fisico sarai in grado di scriverne un modello adeguato.
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Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.

Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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