Forse OT... proposta concreta per la categoria
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Mike
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Il fatto è che, allo stato attuale, la sostanza non è diversa. Tempo fa, in una trasmissione radiofonica, un avvocato, credo, perché non ricordo bene, disse sommariamente: l'unica speranza, visto il fallimento del sistema, è che abbiano qualche timore dell'esame di abilitazione e stuidino qualcosa almeno i giorni prima.
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Candy
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Forse hai ragione, ma tra qualcosa e niente, personalmente preferisco qualcosa.
Almeno una prima scrematura c'è.
Almeno una prima scrematura c'è.
Igor
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elettrodomus
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candy ha scritto:Puoi tranquillamente essere un ottimo progettista senza iscrizione in albi:
1) Il mondo è grande e desideroso di persone capaci: non bada certo al fatto che tu sia o meno abilitato per le leggi italiane. (Certo, se ti limiti a guardare la pozza delle oche...).
Quando saprò camminare da solo con le mie gambe, proverò pure a nuotare fuori da questa pozza...
ma al momento sto solo imparando a stare in piedi!
Queste tue parole mi fanno riflettere, grazie.
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La proposta risale al 2008 che disciplina l'esercizio delle professioni intellettuali.
Risalendo al R.D. 11 febbraio 1929 n°275 il quale regolamentava la professione del perito industriale , ci vuole poco a fare i conti e di anni ne son passati , ma ancor di piu' di riforme che ne hanno modificato la sostanza della materia della quale si parla.
Tutto quello che viene auspicato da questo cambiamento viene guardato con sospetto perche' non ci da' piu' la sicurezza della quale abbiamo fatto uso fino a questo momento.
Le rifome sono pero' necessarie, soprattutto per l'evidente cambiamento dei tempi e se devono essere fatte allora che le si facciano con la consapevolezza di non stravolgere quello che fino a ieri era per tutti un punto fermo affrontando i cambiamnti con gradualita', smussando gli angoli e limando le parti ruvide.......altrimenti si rischia di creare molta confusione e di peggiorare lo stato delle cose piuttosto che migliorarle.
Questa mia premessa e' solo una goccia nell'oceano ma spero di essermi espresso in modo chiaro.

Risalendo al R.D. 11 febbraio 1929 n°275 il quale regolamentava la professione del perito industriale , ci vuole poco a fare i conti e di anni ne son passati , ma ancor di piu' di riforme che ne hanno modificato la sostanza della materia della quale si parla.
Tutto quello che viene auspicato da questo cambiamento viene guardato con sospetto perche' non ci da' piu' la sicurezza della quale abbiamo fatto uso fino a questo momento.
Le rifome sono pero' necessarie, soprattutto per l'evidente cambiamento dei tempi e se devono essere fatte allora che le si facciano con la consapevolezza di non stravolgere quello che fino a ieri era per tutti un punto fermo affrontando i cambiamnti con gradualita', smussando gli angoli e limando le parti ruvide.......altrimenti si rischia di creare molta confusione e di peggiorare lo stato delle cose piuttosto che migliorarle.
Questa mia premessa e' solo una goccia nell'oceano ma spero di essermi espresso in modo chiaro.

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Come ci insegna la rivoluzione francese, la ghigliottina ha tagliato la testa dei nobili e dei dissidenti....
Abolire gli ordini ed i collegi cosa significa nel dettaglio? Un diplomato potrà esercitare una data professione al netto di una iscrizione ad un "gruppo" fatto salvo che abbia una partita iva. Condizione già esistente ma che, mi par di capire, si vuole estendere anche ad attività che ora richiedono "il timbro". Ad esempio un consulente per la qualità, oppure un consulente per la marcatura CE e soprattutto un RSPP non ha un ordine od albo a cui iscriversi ma banalmente possiede una partita iva. Se ho ben compreso il documento, si estende la possibilità di progettare un impianto elettrico a qualsiasi professionista in quanto l'iscrizione ad una associazione non è obbligatoria (ovvio altrimenti era un ritorno agli ordini...).
Ho lavorato come professionista nelle condizioni di possessore di partita IVA. Mi sono iscritto ad un ordine per un certo periodo ed ora mi iscriverò ad un collegio: in pratica passerò ogni step...
Trovo stupido che esistano due differenti istituti (ordine e collegio) per attività ingegneristiche di un certo tipo (tralascio il settore dell'edilizia che non frequento): sarebbe saggio fonderli in un unico corpo che potrebbe essere una associazione o altro di simile.
Dobbiamo poi pensare al "sistema Italia" in cui personaggi senza arte né parte si offriranno per la progettazione di un ponte (vado per assurdo) essendo in possesso di una partita iva: credo sia una drastica diminuzione della qualità minima dovuta al committente.
In sostanza mi permetto di osservare che la proposta, che ha notevoli punti di studio, presenta a mio avviso il rischio della "ghigliottina per i dissidenti" in quanto trapiantare un metodo britannico di lavoro in Italia è a mio avviso assai a rischio di rigetto.
Riformiamo ed unifichiamo gli ordini e collegi aprendoli anche a coloro che si diplomano ma non vogliono fare la libera professione, trasformandoli in un sistema di qualità dei tecnici: su questo sono in accordo con il modello dei professional bodies inglese.
Abolire gli ordini ed i collegi cosa significa nel dettaglio? Un diplomato potrà esercitare una data professione al netto di una iscrizione ad un "gruppo" fatto salvo che abbia una partita iva. Condizione già esistente ma che, mi par di capire, si vuole estendere anche ad attività che ora richiedono "il timbro". Ad esempio un consulente per la qualità, oppure un consulente per la marcatura CE e soprattutto un RSPP non ha un ordine od albo a cui iscriversi ma banalmente possiede una partita iva. Se ho ben compreso il documento, si estende la possibilità di progettare un impianto elettrico a qualsiasi professionista in quanto l'iscrizione ad una associazione non è obbligatoria (ovvio altrimenti era un ritorno agli ordini...).
Ho lavorato come professionista nelle condizioni di possessore di partita IVA. Mi sono iscritto ad un ordine per un certo periodo ed ora mi iscriverò ad un collegio: in pratica passerò ogni step...
Trovo stupido che esistano due differenti istituti (ordine e collegio) per attività ingegneristiche di un certo tipo (tralascio il settore dell'edilizia che non frequento): sarebbe saggio fonderli in un unico corpo che potrebbe essere una associazione o altro di simile.
Dobbiamo poi pensare al "sistema Italia" in cui personaggi senza arte né parte si offriranno per la progettazione di un ponte (vado per assurdo) essendo in possesso di una partita iva: credo sia una drastica diminuzione della qualità minima dovuta al committente.
In sostanza mi permetto di osservare che la proposta, che ha notevoli punti di studio, presenta a mio avviso il rischio della "ghigliottina per i dissidenti" in quanto trapiantare un metodo britannico di lavoro in Italia è a mio avviso assai a rischio di rigetto.
Riformiamo ed unifichiamo gli ordini e collegi aprendoli anche a coloro che si diplomano ma non vogliono fare la libera professione, trasformandoli in un sistema di qualità dei tecnici: su questo sono in accordo con il modello dei professional bodies inglese.
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Attenzione a non confondere l'abolizione degli albi con la garanzia di professionalità, la quale può tranquillamente avere dei paletti e vincoli di garanzia, senza l'impalcatura di un inutile sistema di collegi ed ordini.
Ad esempio, oggi, in via telematica, solo a volerlo fare, si può in poche ore essere abilitati con tanto di numero identificativo, ad esmepio, da un unico ufficio ministeriale. Gli ufficio comunali, già esistenti, potrebbero essere la giusta interfaccia per quei provvedimenti gravi, come il richiamo o la sospensione dall'esercizio della professione, essendo già ben presenti sul territorio e sicuramente "piuù" vigili di un collegio/ordine, dai quali non parte mai nessun provvedimento, di nessun genere. Tutto questo se appunto vogliamo parlare di garanzie all'utenza... Altrimenti nemmeno questo.
Ad esempio, oggi, in via telematica, solo a volerlo fare, si può in poche ore essere abilitati con tanto di numero identificativo, ad esmepio, da un unico ufficio ministeriale. Gli ufficio comunali, già esistenti, potrebbero essere la giusta interfaccia per quei provvedimenti gravi, come il richiamo o la sospensione dall'esercizio della professione, essendo già ben presenti sul territorio e sicuramente "piuù" vigili di un collegio/ordine, dai quali non parte mai nessun provvedimento, di nessun genere. Tutto questo se appunto vogliamo parlare di garanzie all'utenza... Altrimenti nemmeno questo.
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Candy
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candy ha scritto:Attenzione a non confondere l'abolizione degli albi con la garanzia di professionalità, la quale può tranquillamente avere dei paletti e vincoli di garanzia, senza l'impalcatura di un inutile sistema di collegi ed ordini.
Questo mi piace.
Igor
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elettrodomus
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Sono ben conscio che essere iscritto ad una associazione teatrale non fa di me un candidato all'oscar....
Io sto sottolineando appunto che la riforma non deve andare verso la cancellazione di una organizzazione, ma verso la sua integrale riforma.
Mi spiego: non voglio che esistano per forza ordini e collegi, ma che esista una associazione che organizzi, disciplini,tuteli a livello nazionale i tecnici (ingegneri A, Ingegneri B, periti laureati, periti, diplomati ITI, diplomati IPSIA ecc ecc).
Poi l'apparato di vigilanza e di sanzione sul comportamento di queste persone può essere qualunque a mio avviso, anche la guardia forestale!
Tuttavia, se ipotizzassimo che, in caso di errore del professionista il suo collegio(passatemi il termine) di appartenenza fosse costretto a pagare una parte dei rimborsi sanzioni per scarsa od omessa vigilanza, io credo che ci sarebbe un po' più di sprint
Io sto sottolineando appunto che la riforma non deve andare verso la cancellazione di una organizzazione, ma verso la sua integrale riforma.
Mi spiego: non voglio che esistano per forza ordini e collegi, ma che esista una associazione che organizzi, disciplini,tuteli a livello nazionale i tecnici (ingegneri A, Ingegneri B, periti laureati, periti, diplomati ITI, diplomati IPSIA ecc ecc).
Poi l'apparato di vigilanza e di sanzione sul comportamento di queste persone può essere qualunque a mio avviso, anche la guardia forestale!
Tuttavia, se ipotizzassimo che, in caso di errore del professionista il suo collegio(passatemi il termine) di appartenenza fosse costretto a pagare una parte dei rimborsi sanzioni per scarsa od omessa vigilanza, io credo che ci sarebbe un po' più di sprint
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candy ha scritto:Ad esempio, oggi, in via telematica, solo a volerlo fare, si può in poche ore essere abilitati con tanto di numero identificativo, ad esmepio, da un unico ufficio ministeriale.
Io sto facendo il praticantato obbligatorio di due anni presso un ing, per l'iscrizione al collegio, potrei farne a meno?
Posso inoltrare richiesta di abilitazione anche subito?
A quale ministero?
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console6 ha scritto:Io sto facendo il praticantato obbligatorio di due anni presso un ing, per l'iscrizione al collegio, potrei farne a meno?
No.
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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