Del circuito credo di aver capito abbastanza...
Nei vari commenti però si è appena accennato l'argomento riguardante il carico e la sua alimentazione e poi non si è parlato di uno schema di stabilizzazione della tensione proprio perché l'utente doveva utilizzare un alimentatore stabilizzato.
Volevo capire in che modo poter utilizzare il termostato con una resistenza sufficientemente potente da riscaldare una piccola incubatrice senza arrecare danni al circuito, ma da quanto ho capito non mi è possibile!!!
Termostato incubatrice
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No ho più seguito questo argomento, quindi ho perso il filo.
Che c'entra la stabilizzazione della tensione sul carico?
Se fai una regolazione di temperatura, questo è ininfluente.
E prima ancora la resistenza riscaldante deve essere
alimentata in continua (da batteria) o in alternata (questo
caso mi sembra pericoloso per assicurare la continuità
del riscaldamenti).
In definitiva cosa ti manca per finalizzare il progetto?
Che c'entra la stabilizzazione della tensione sul carico?
Se fai una regolazione di temperatura, questo è ininfluente.
E prima ancora la resistenza riscaldante deve essere
alimentata in continua (da batteria) o in alternata (questo
caso mi sembra pericoloso per assicurare la continuità
del riscaldamenti).
In definitiva cosa ti manca per finalizzare il progetto?
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Cerco di chiarire il mio precedente intervento (purtroppo solo a...chiacchiere in quanto sto ancora studiando fidocad e non sono ancora in grado di inserire disegni), in pratica intendo dire di separare le alimentazioni del circuito di controllo ( 12 V DC stabilizzati o anche meno a questo punto e poche decine di mA ) e della resistenza che è l'elemento che richiede vari ampere di corrente ma che non necessita di stabilizzazione (e Giovanni,se vuole,mi chiarirà i problemi derivanti dall'alimentarla in AC); quanti volt e quanti ampere ? Dipende dalla resistenza che si sceglierà di usare e qui non ci metto becco perché non me ne intendo di incubatrici ma,essendo l'alimentatore occorrente (per la resistenza !) appunto non stabilizzato,richiederà l'utilizzo "solo" di un adeguato trasformatore + un ponte raddrizzatore (ce ne sono da centinaia di volt e decine di ampere!), una resistenza e qualche condensatore,liberandosi così rispetto allo schema originale della necessità (e complicazione) di stabilizzare forti correnti. Come va modificato lo schema ? Semplicemente (ci sono altri sistemi e,alimentazioni a parte) "sostituendo" la resistenza riscaldante con la bobina di un relè N.O. (il diodo di ricircolo c'è già) che a sua volta (coi contatti di scambio) andrà a collegare/scollegare la resistenza riscaldante (sempre corredata da un diodo di ricircolo) dalla propria alimentazione . 

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claudiocedrone
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Dal tenore del post 61, avevo capito che tu avessi desistito e, di conseguenza, non ho risposto piu'.
claudiocedrone quello che hai scritto sia ora che in precedenza e' chiaro a tutti, tranne - pare - a
aviatorfrank che, peraltro, ancora non ci ha esposto con chiarezza quali sono i suoi dubbi.
Come gia' detto da
g.schgor eviterei l'alternata; resta comunque ancora da capire che cosa vuole fare l'OP.
Come gia' detto da
marco
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Primo punto direi l'alimentazione.
Ti fidi della presenza della rete? (se viene a mancare
può compromettere il funzionamento dell'incubatrice)
Non sarebbe meglio una batteria ?(caricata in tampone dalla rete).
Secondo punto la resistenza.
va bene alimentata a 12Vcc, ma che potenza (W) deve avere
per mantenere la temperatura nell'incubatrice?.
Questo è un dato progettuale importante, che è legato
alla dispersione di calore e che dipende dalle dimensioni
e dalla coibentazione. Vista la difficoltà di "calcolare" questo dato,
dovresti informarti sulla potenza utilizzata in impianti analoghi.
(bastano i 50W previsti?)
Credo che per il momento bastino questi dati.
Ti fidi della presenza della rete? (se viene a mancare
può compromettere il funzionamento dell'incubatrice)
Non sarebbe meglio una batteria ?(caricata in tampone dalla rete).
Secondo punto la resistenza.
va bene alimentata a 12Vcc, ma che potenza (W) deve avere
per mantenere la temperatura nell'incubatrice?.
Questo è un dato progettuale importante, che è legato
alla dispersione di calore e che dipende dalle dimensioni
e dalla coibentazione. Vista la difficoltà di "calcolare" questo dato,
dovresti informarti sulla potenza utilizzata in impianti analoghi.
(bastano i 50W previsti?)
Credo che per il momento bastino questi dati.
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Allora....
L'incubatrice non è molto grande e generalmente per queste dimensioni vengono utilizzate resistenze da 50 a 70w.
Il mio problema è capire se posso collegare una resistenza del genere al circuito del termostato, ovvero ai capi del relè (il mio riesce a sopportare 10A) senza creare danni a qualche componente. Per quanto riguarda l'alimentazione preferisco utilizzare la rete domestica evitando batterie e per il tipo di alimentatore ( che ancora non ho acquistato) aspetto vostri consigli.
Quindi, la domanda è questa:
posso collegare una resistenza di 50w alimentata a 12v (quindi 4,16A) con un alimentatore proporzionato a quell'assorbimento?
Non so se sono stato chiaro
L'incubatrice non è molto grande e generalmente per queste dimensioni vengono utilizzate resistenze da 50 a 70w.
Il mio problema è capire se posso collegare una resistenza del genere al circuito del termostato, ovvero ai capi del relè (il mio riesce a sopportare 10A) senza creare danni a qualche componente. Per quanto riguarda l'alimentazione preferisco utilizzare la rete domestica evitando batterie e per il tipo di alimentatore ( che ancora non ho acquistato) aspetto vostri consigli.
Quindi, la domanda è questa:
posso collegare una resistenza di 50w alimentata a 12v (quindi 4,16A) con un alimentatore proporzionato a quell'assorbimento?
Non so se sono stato chiaro
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aviatorfrank
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g.schgor ha scritto:In definitiva cosa ti manca per finalizzare il progetto?
Mi manca solo l'alimentatore e la resistenza che però dovrà essere di potenza compresa fra i 50 ed i 70w.
A questo punto chiedo il vostro aiuto per procedere all'acquisto
Grazie mille
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aviatorfrank
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Visto che sembra tu abbia una certa dimestichezza con queste resistenze, fa una ricerca in rete e sottoponi quello che per te potrebbe andare.
L'alimentazione viene di conseguenza; prima bisogna sapere cosa alimentare ed il suo consumo.
L'alimentazione viene di conseguenza; prima bisogna sapere cosa alimentare ed il suo consumo.
marco
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In realtà io pensavo di fare viceversa, ovvero adattare la resistenza al tipo di alimentatore.
Per questo motivo volevo sapere da voi fino a quanto posso spingere il circuito in modo da adattarlo ad una resitenza di massima potenza possibile.
Per questo motivo volevo sapere da voi fino a quanto posso spingere il circuito in modo da adattarlo ad una resitenza di massima potenza possibile.
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aviatorfrank
10 2 - New entry

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