La discussione è per i microcontrollisti.
Questa discussione non l' ho aperta per sapere se e quando è utile usare il C++ nella programmazione dei micro ma per sapere per quale motivo, non è una discussione teorica ma basata esclusivamente su esperienze personali.
Mi è capitato molte volte di scegliere l' assembly per motivi di velocità o di occupazione di memoria di programma. Chiaramente so programmare in C++ e l' ho usato molte volte in programmi scritti per microcontrollori sprovvisti di sistema operativo, micro nudi e crudi su cui ho scritto tutto dall' hardware abstraction layer fino all' applicazione, ma solo per diletto.
Quello che non ho mai fatto è realizzare un prodotto scritto in C++. Non mi sono mai imbattuto in un problema e dirmi: "il C non è sufficiente, ho bisogno per forza di usare il C++" oppure "con il C diventa troppo complesso, meglio usare il C++" come invece mi è capitato sovente con l' assembly.
Ora sono curioso di sapere se qualche sviluppatore si è trovato di fronte al problema e che abbia scelto il C++ al posto del C perché questo non era sufficiente per lo sviluppo del prodotto. Mi piacerebbe sapere:
- se a qualcuno è capitato di dover per forza scegliere il C++
- per quale motivo lo ha fatto
- cosa sarebbe successo se avesse avuto a disposizione solo il C.
Ripeto, non è una disquisizione teorica ma solo una testimonianza di esperienze vissute.
Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà.
Sondaggio: quando e perché avete usato il C++ invece del C?
Moderatore:
Paolino
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"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Interessante domanda, sono curioso anche io di qualche risposta.
Mi dispiace di non poter contribuire perché faccio tutto in C. Pensa che io il C lo ho adottato da piuttosto grande. Per tanti anni ho lavorato in assembler chiedendomi cosa me ne facevo del C. Forse perché in quel momento i compilatori e gli ambienti in C non erano ancora tanto evoluti. E poi il C mi sembrava astruso e tutte le volte che provavo a leggerlo mi veniva il mal di stomaco. Allora mi sono creato un mio compilatore che univa il linguaggio assembler ufficiale con un set ampliato di istruzioni assembler anche a 16 e 32 bit (pur usando un processore a 8). Inoltre potevo lavorare in modo misto con istruzioni tipo Basic (molto più leggibile) ed infine istruzioni tipo lista istruzione PLC (stile Omron). Quindi in un unico sorgente potevo affrontare problematiche diverse con il linguaggio più opportuno, anche mischiando le istruzioni. Inoltre essendo patito di calcolatrici HP lo avevo dotato del set di istruzioni in RPN. finché un giorno ho fatto lo sforzo di passare al C, trovando un buon libro ed un buon ambiente. Ora lo uso anche al posto dell'assembler per le cose più tirate, ma ho un buon ricordo del mio vecchio e strambo modo di affrontare un programma.
Mi dispiace di non poter contribuire perché faccio tutto in C. Pensa che io il C lo ho adottato da piuttosto grande. Per tanti anni ho lavorato in assembler chiedendomi cosa me ne facevo del C. Forse perché in quel momento i compilatori e gli ambienti in C non erano ancora tanto evoluti. E poi il C mi sembrava astruso e tutte le volte che provavo a leggerlo mi veniva il mal di stomaco. Allora mi sono creato un mio compilatore che univa il linguaggio assembler ufficiale con un set ampliato di istruzioni assembler anche a 16 e 32 bit (pur usando un processore a 8). Inoltre potevo lavorare in modo misto con istruzioni tipo Basic (molto più leggibile) ed infine istruzioni tipo lista istruzione PLC (stile Omron). Quindi in un unico sorgente potevo affrontare problematiche diverse con il linguaggio più opportuno, anche mischiando le istruzioni. Inoltre essendo patito di calcolatrici HP lo avevo dotato del set di istruzioni in RPN. finché un giorno ho fatto lo sforzo di passare al C, trovando un buon libro ed un buon ambiente. Ora lo uso anche al posto dell'assembler per le cose più tirate, ma ho un buon ricordo del mio vecchio e strambo modo di affrontare un programma.
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Domanda interessante davvero ...
La risposta potrebbe essere "non vi e' alcun bisogno di usare il C++ dal momento che esso stesso e' stato compilato la prima volta in C".
Dunque tutto cio' che viene fatto in C++ puo' parimenti essere realizzato usando il solo C.
In effetti nelle ultime schede multimediali Pentium-like si puo' usare C++. Sono diventati "micro" i "super"
Direi quindi che mai ci si libera dal C a favore del C++, non esistendo questa "transizione" se uno vuole veramente ottenere il massimo dal suo micro non esiste che l' Assembler, ci si libera pure da tutti i potenziali bug dei compilatori - linker etc ...
La risposta potrebbe essere "non vi e' alcun bisogno di usare il C++ dal momento che esso stesso e' stato compilato la prima volta in C".
Dunque tutto cio' che viene fatto in C++ puo' parimenti essere realizzato usando il solo C.
In effetti nelle ultime schede multimediali Pentium-like si puo' usare C++. Sono diventati "micro" i "super"
Direi quindi che mai ci si libera dal C a favore del C++, non esistendo questa "transizione" se uno vuole veramente ottenere il massimo dal suo micro non esiste che l' Assembler, ci si libera pure da tutti i potenziali bug dei compilatori - linker etc ...

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Lelettrico
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Il mio percorso è praticamente identico a quello di
AOX.
Anche io usavo solo l' assembly, poi sono passato a scrivere macro sempre più complesse per finire con lo scrivermi il mio compilatore.
Anche io vedevo male il C e, visto che alla vita non manca il senso dell' ironia, i lavori più importanti li ho realizzatin in C, linguaggio che uso tutt' oggi in modo massiccio ed esclusivo.
Anche io usavo solo l' assembly, poi sono passato a scrivere macro sempre più complesse per finire con lo scrivermi il mio compilatore.
Anche io vedevo male il C e, visto che alla vita non manca il senso dell' ironia, i lavori più importanti li ho realizzatin in C, linguaggio che uso tutt' oggi in modo massiccio ed esclusivo.
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Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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