Dunque, devo testare un PCB. Il setup di test è costituito da:
- un generatore di funzioni (http://www.testequity.com/products/999/)
- il circuito stampato
- l'alimentazione del circuito, costituita da due batterie da 9 V in serie (è una soluzione provvisoria, solo per
testare il circuito)
- una schedina di acquisizione della National Instruments (http://sine.ni.com/nips/cds/view/p/lang/en/nid/201987) che comunica col PC ed è alimentata tramite la USB.
Questo è uno schema Fidocad del setup:
Il circuito in esame ha ingresso ed uscita single-ended.
Il generatore di funzioni è connesso al circuito con un cavo BNC-coccodrillo. Il coccodrillo rosso è connesso all'ingresso del circuito, quello nero porta il riferimento del segnale generato. A questo riferimento connetto il punto centrale delle due pile.
L'uscita del circuito ed il segnale di ingresso sono connessi alla scheda di acquisizione, alla quale passo anche il potenziale di riferimento.
La scheda può essere utilizzata in modalità differenziale oppure referenced single ended (RSE, secondo la nomenclatura tipica della National Instruments). E qui nasce il mio dubbio, che cerco di esporvi.
Anche se la mia uscita non è differenziale (nel senso che mi interessa la tensione tra l'uscita e il potenziale di riferimento, idealmente costante, e non la differenza tra due potenziali variabili nel tempo) io pensavo di utilizzare la modalità di acquisizione differenziale, poiché:
- questa permette di utilizzare il range minimo di segnale in ingresso alla schedina (-1/+1 V) e io ho segnali piccoli
- conseguentemente il rumore della schedina è il più piccolo possibile (da datasheet)
- ho 14 bit (e non 13 bit della modalità RSE)
- eventuali modi comuni sono reiettati
Per fare questo, collegherei ad uno degli ingressi "+" della scheda l'uscita del circuito ed al suo ingresso "-" il potenziale di riferimento (e lo stesso per il segnale che genero col generatore e che pure passo alla schedina).
In questo modo, "+" e "-" vanno connessi ad un amplificatore a guadagno variabile interno alla schedina che amplifica la loro differenza e la misura, rispetto alla massa della schedina (fornita, credo, dal PC).
Se utilizzassi la modalità RSE, invece, dovrei collegare il segnale di uscita sempre al "+" e il potenziale di riferimento ad un altro ingresso ("GND"), connesso alla massa della schedina. In questo caso però il range di ingresso e' +/- 10 V (sfrutterei solo una piccolissima parte della dinamica) e la risoluzione è 13 bit. Inoltre, dalla teoria so che single-ended è più rumoroso di differenziale. D'altra parte il segnale di mio interesse è per sua natura single-ended (intendo sempre il fatto che è un potenziale rispetto al potenziale di riferimento)..
Un documento dove sono illustrate le modalità di connessione alla schedina della NI è il seguente http://www.ni.com/white-paper/7113/en. IN FONDO al documento, c'è uno schema delle varie possibilità: ingresso alla schedina floating o ground-referenced e modalità differenziale, RSE o NRSE (nel caso della mia schedina posso usare solo le prime due).
Ora vi chiedo: voi cosa utilizzereste nel mio caso? modalità differenziale o RSE?
Spero di essere stata chiara nel mio dubbio. Probabilmente deriva da una non piena comprensione delle varie modalità di acquisizione.
Se qualcuno ha avuto la pazienza di leggere tutto ed è arrivato fino in fondo lo ringrazio!


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