Ciao a tutti,
avrei una domanda, forse stupida, ma per uno come me che non ha mai avuto a che fare con tale materia è importante. Che differenza c'è, dal punto di vista pratico, tra un circuito analogico e uno digitale? so che basano l'informazione in modi diversi, ma dal punto di vista realizzativo ci sono differenze tra componenti usati? Componenti che si usano solo per l'analogia e non per la digitale?
Differenza tra elettronica analogica ed elettronica digitale
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IsidoroKZ
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La mia è una risposta da elettrotecnico, devi sapere cogliere anche le sfumature che non ti farò nemmeno vedere. utenti del calibro di
IsidoroKZ e
DirtyDeeds o
g.schgor rabbrividiranno.
L'elettronica analogica ha avuto la sua massima espressione in passato, quando la discretizzazione di segnali analogici era impensabile e l'elettronica programmabile inesistente. Con l'avvento dell'elettronica programmabile, la discretizzazione di segnali e quindi più ampia capacità di calcolo, senza decadimento del segnale, l'elettronica analogica ha perso fascino.
L'elettronica analogica basa praticamente tutto sulle capacità degli amplificatori di essere configurati in modo da rispettare determinate regole, col difetto di non riuscire a compensare bene le perdite e l'immissione di disturbi per ogni stadio. L'elettronica digitale punta tutto sulla capacità calcolo, memorizzazione e quindi persistenza del segnale, senza l'introduzione di disturbi nei vari passaggi.
Ma il discorso è molto, molto più lungo e complesso.
L'elettronica analogica ha avuto la sua massima espressione in passato, quando la discretizzazione di segnali analogici era impensabile e l'elettronica programmabile inesistente. Con l'avvento dell'elettronica programmabile, la discretizzazione di segnali e quindi più ampia capacità di calcolo, senza decadimento del segnale, l'elettronica analogica ha perso fascino.
L'elettronica analogica basa praticamente tutto sulle capacità degli amplificatori di essere configurati in modo da rispettare determinate regole, col difetto di non riuscire a compensare bene le perdite e l'immissione di disturbi per ogni stadio. L'elettronica digitale punta tutto sulla capacità calcolo, memorizzazione e quindi persistenza del segnale, senza l'introduzione di disturbi nei vari passaggi.
Ma il discorso è molto, molto più lungo e complesso.
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Candy
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Da quanto ne ho capito io si. Resistori, consensatori, transistor e diodi. E' diverso il modo in cui vengono combinati per ottenere le unità funzionali. Se nella "logica" analogica l'unità base sembra essere l'amplificatore operazionale, nella logica digitale si usano le porte logiche. Entrambe possono essere realizzate con i transitor ed i resistori tuttavia cambia il risultato chiaramente ;)
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fairyvilje
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candy ha scritto: l'elettronica analogica ha perso fascino.
Beh permettimi ma su questo non sono per nulla d' accordo.
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candy ha scritto:L'elettronica analogica ha avuto la sua massima espressione in passato, quando la discretizzazione di segnali analogici era impensabile e l'elettronica programmabile inesistente. Con l'avvento dell'elettronica programmabile, la discretizzazione di segnali e quindi più ampia capacità di calcolo, senza decadimento del segnale, l'elettronica analogica ha perso fascino.
In effetti nell'ambito scientifico lavorare con quantità definite e conoscere l'incertezza massima con cui si ha a che fare rappresenta un grande vantaggio... mi sentirei a disagio se il mio calcolatore analogico portatile mi desse 2+2=4.000013... XD
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fairyvilje
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essenzialmente, detta terra terra, l'elettronica analogica lavora con segnali rappresentati da valori di tensione e/o di corrente, quella digitale lavora con segnali discreti a tensione fissa (per esempio 0 o 5V) che rappresentano numeri.
a livello di componenti, credo di si, ce ne sono di utilizzabili solo in analogica oppure solo in digitale, poi dipende da cosa si vuole fare...
io ho sentito dire, invece, che proprio in ambito scientifico per determinate operazioni di calcolo vengono ancora utilizzati elaboratori analogici, perché infinitamente più veloci di quelli digitali.
a livello di componenti, credo di si, ce ne sono di utilizzabili solo in analogica oppure solo in digitale, poi dipende da cosa si vuole fare...
fairyvilje ha scritto:In effetti nell'ambito scientifico lavorare con quantità definite e conoscere l'incertezza massima con cui si ha a che fare rappresenta un grande vantaggio...
io ho sentito dire, invece, che proprio in ambito scientifico per determinate operazioni di calcolo vengono ancora utilizzati elaboratori analogici, perché infinitamente più veloci di quelli digitali.
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Infatti non parlavo di velocità ma di quantizzazione. Non metto in dubbio l'esistenza di applicazioni dove alla precisione del dato si preferisce una rapidità di calcolo anzi.
E' vero però anche il contrario. Immagino il disastro per un programmatore come me di avere un computer che per problemi di tolleranze mi cambia istruzione XD
Dopo ripeto questa è la mia opinione da esterno per quel poco che capisco di elettronica. Se qualcuno vorrà smentirmi sono qua ;)
E' vero però anche il contrario. Immagino il disastro per un programmatore come me di avere un computer che per problemi di tolleranze mi cambia istruzione XD
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fairyvilje
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candy ha scritto:L'elettronica analogica ha avuto la sua massima espressione in passato, quando la discretizzazione di segnali analogici era impensabile e l'elettronica programmabile inesistente.
Sì e no
E' vero che i segnali analogici si possono discretizzare, però il limite ultimo nel passaggio dall'analogico al digitale è fissato dal mondo analogico. In altre parole: la quantizzazione non è quasi mai un limite nella conversione da analogico a digitale: un cattivo front-end analogico, soggetto a derive, offset e rumore, può generare degli errori intollerabili.
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(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
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DirtyDeeds
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