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resistenza molto bassa per disaccoppiare

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 25 giu 2012, 20:39

sisi ha scritto:...NON capisco l' importanza di una resistenza a 33 ohm

Intanto c'è da osservare che, se fai questa domanda, significa che sei a digiuno dei principi su cui si basa il funzionamento dei circuiti e quindi non posso che raccomandarti di studiare un po' di elettrotecnica per arrivare almeno a comprendere il funzionamento dei condensatori, degli induttori, dei resistori, dei circuiti formati da combinazioni di essi, e a comprenderne il loro comportamento al variare della frequenza dei segnali che li attraversano.
Questo, ovviamente, dovresti farlo prima di iniziare a costruire circuiti anche se semplici perché è il minimo indispensabile per riuscire a muoversi con cognizione di causa.

Tornando alla tua domanda.
Può accadere che sulle piste che giungono sui pin di alimentazione di un integrato possa esservi della tensione di rumore elettrico proveniente da altre parti del circuito e sovrapposta a quella continua di alimentazione.
Il condensatore montato in parallelo ai pin di alimentazione ha lo scopo di comportarsi come un circuito aperto per la tensione continua di alimentazione e contemporaneamente come un cortocircuito per le tensioni di rumore rapidamente variabili ma il suo effetto cortocircuitante, quindi pulente, è tanto più efficace quanto più è alta la rapidità con cui varia la tensione di rumore e quanto più alta è l'impedenza interna del generatore equivalente che può essere pensato come sorgente della tensione di rumore.
La rapidità con cui varia la tensione di rumore è quella che è e non possiamo farci nulla, l'impedenza interna del generatore equivalente di rumore potrebbe essere molto bassa e per questo rendere inefficace il condensatore, ma possiamo aumentarla entro certi limiti.
Come facciamo ad aumentarla? Aggiungendo in serie all'ipotetico generatore una resistenza.
Quanto più il valore della resistenza è alto, tanto più l'effetto filtrante del gruppo RC è spinto, ma non possiamo esagerare, anzi dobbiamo fermarci già a bassi valori, altrimenti, scorrendo nella resistenza la corrente di alimentazione dell'integrato, andremo ad abbassare la tensione sui pin di alimentazione: ecco perché quei bassi valori.
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[12] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto Utentesisi » 25 giu 2012, 21:11

Grazie..... per il tuo consiglio ci sto lavoando già da un po', ma una rilettura non può che farmi bene.
avevo compreso la combinazione rc.....ma il dubbio era perché così bassa.
comunque la tua chiara spiegazione ha soddisfatto la mia richiesta, non trovavo una spiegazione... ora riesco anche a saper cosa cercare per approfondire.


Grazie ancora
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[13] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteBonax » 25 giu 2012, 22:39

E' molto importante usare questa tecnica quando si deve fornire alimentazione a componenti analogici tipo ADC o tensioni di riferimento oppure circuiti con operazionale.

Nelle tecniche di progettazione delle schede elettroniche è importante che ogni "parte" abbia la sua alimentazione, cioè che la parte che alimenta microprocessori e integrati digitali sia separata dall'alimentazione che interessa componenti analogici, in modo che i disturbi generati dai componenti digitali(causati dai cambiamenti di stato dei pin da 0 a 1 e viceversa ecc...) non si accoppino ai segnal analogici da elaborare.

Mettendo resistenze così basse si crea un filtro passa basso con il condensatore che ferma i disturbi e crea una tensione pulita. E' buona norma anche usare una resistenza da zero ohm per separare le masse dei 2 circuiti.
La resistenza da zero ohm creerà un disaccoppiamento per i disturbi superiori ai MHz.

Chiaro?
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[14] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 25 giu 2012, 22:43

Bonax ha scritto:... E' buona norma anche usare una resistenza da zero ohm per separare le masse dei 2 circuiti.
La resistenza da zero ohm creerà un disaccoppiamento per i disturbi superiori ai MHz.

Chiaro?


No, spiegati meglio perché questa mi è proprio nuova.
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[15] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteBonax » 25 giu 2012, 23:18

L'ho scritta ma dev'essere andata persa.

Premetto che libri di progettazione dei circuiti stampati e ne ho appena presi 2 nuovi, perciò non è frutto della mia immaginazione ma di prove sperimentali fatte da esperti.

Oggi i uP hanno frequenze di lavoro molto alte, io uso PIC con clock da 64MHz, capisci che queste frequenze possono essere usate anche per trasmissioni radio.
Quando c'è una pista di rame che commuta molto velocemente per trasmettere un segnale digitale, questa genera una corrente di ritorno sul piano di rame sottostante che solitamente è la massa.
Inoltre la massa a causa di queste veloci commutazioni e alle operazioni all'interno del micro, non è a zero volt costante, ma varia anche se di poco proprio per questi motivi.

Ora i disturbi ad alta frequenza presenti sulla massa, quando incontrano una spaccatura nel rame causata dalla connessione delle 2 parti tramite la resistenza a zero ohm, non riescono a superare l'ostacolo, perché a causa della loro natura che gli fa "vedere" un alta impedenza dovuta al passaggio da rame a conduttre della resistenza.

Se guardi un qualsiasi datasheet di resistenze a montaggio superficiale, vedrai che la resistenza è molto influenzata dalla frequenza del segnale che la percorre.

Se la risposta vi ha soddisfato vi prego di aiutarmi ad avere punti di reputation, grazie.
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[16] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 25 giu 2012, 23:26

La spiegazione non e` proprio corretta. Hai sentito parlare dei problemi che ci sono in quell'ambito, ma non sembri avere chiari i fenomeni che ci sono dietro.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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[17] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteBonax » 25 giu 2012, 23:33

Quello che ho scritto è un po confuso è vero, ma penso che dia in indirizzamento per conoscere i fenomeni che portano a fare questo.
Non ho problemi a rimuovere i post, ma devi essere più preciso sui motivi, e se ho trascurato troppo un aspetto, ti prego di correggermi e magari scrivere te meglio in poche righe quello che volevo dire.

Cosa è che secondo te ho poco chiaro?
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[18] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto Utentesisi » 25 giu 2012, 23:49

boom !!!!!

leggo con attenzione....per le mie povere conoscenze.....0 ohm, sono proprio come non metterla.
In realtà, so che non era cosi, visto che spesso l ho vista nei listini...quindi a qualcosa serviva
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[19] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto Utenteadmin » 26 giu 2012, 0:24

sisi ha scritto:[..].....0 ohm, sono proprio come non metterla

se non la metti la resistenza tra i due punti non è nulla: devi dire è come fare un ponticello
sisi ha scritto:[..]spesso l ho vista nei listini...quindi a qualcosa serviva

http://www.electroyou.it/phpBB2/viewtopic.php?f=1&t=18367&start=10#p131599
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[20] Re: resistenza molto bassa per disaccoppiare

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 26 giu 2012, 9:30

Le resistenze da 0 ohm sono dei semplici ponticelli che però possono essere montati in automatico. Io le uso di frequente sopratutto nelle pre-serie per avere la possibilità di apportare modifiche al circuito (inserendo o togliendo componenti, anche a mano) senza dover rifare il circuito stampato da zero.
Le ho viste anche montate su circuiti con avevano la semplice funzione di poter essere eliminate con un tronchesina per effettuare una taratura.
Non conosco altre applicazioni di tali componenti se non queste.

Mettere un filtro RC sull' alimentazione di un microcontrollore non ha molto senso anche perché il range di alimentazione di solito è molto elevato. Negli ARM Cortex-M3 la logica interna lavora a 1,8V e di solito hanno un regolatore di tensione interno che riduce la tensione di alimentazione da 3,3V a 1,8V quindi gli eventuali disturbi sull' alimentazione difficilmente raggiungono il core. Al limite raggiungono i buffer di I/O che lavorano, appunto, a 3,3V. Di recente ho avuto un problema con i disturbi generati da un multiplexer per LED che si propagavano sulla Vcc a 3,3V e me li ritrovavo all' uscita del DAC interno a micro. E' bastato utilizzare dei mosfet al posto di transistor bipolari per non caricare le uscite del micro ed inserire un condensatore al tantalio solido da 10uF per rendere il 3,3V pulito.
La rete RC ha senso usarla per i riferimenti di tensione analogici (la AVcc dei microcontrollori) e sarebbe anche opportuno utilizzare due linee di massa separate (GND e AGND) che si collegano in un solo punto, ad esempio all' uscita del regolatore di tensione che alimenta tutta la baracca.
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