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Impianto elettrico in una cucina di un ristorante

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[11] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 13 giu 2012, 16:24

grazie Mike!

non intendevo far fare dei punti derivati, ma solo rappresentare graficamente i punti singoli....
io di norma, come detto,metto sempre i punti singooli.

mi ripeto.....se non ci fossi bisognerebbe inventarti!!!!!! :ok: :ok:
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[12] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 18 giu 2012, 11:47

Mike,
Ho capito solo adesso cosa intendevi per "l'ho scritto a pagina 1254".... :oops:

per quanto riguarda gli impianti, non mi è stato detto ancora nulla per quanto riguarda la classificazione, neanche dopo la riunione in cui erano presenti DL, altro progettista che si occupa del GAS, ditte esecutrici e committenza.....

Come mi devo comportare?
mi consigli di far far sottoscrivere una sorta di classificazione dei locali alla committenza?....(ma la cucina si può considerare locale ordinario senza pericolo di esplosione o è sempre zona 2?)

ritengo che la committenza dovrebbe effettuare una valutazione del rischio esplosione e poi comunicarmi i risultati( io l'ho detto, ma il committente non sa nulla, la DL neanche ed il collega che fa il gas mi ha detto che secondo lui è un impianto normale), ma da quello che ho letto, nell'ipotesi più semplice sarei in una zona 2 (o 22 a causa della farina) e quindi dovrei progettare un impianto ATEX per zona 2, ma allo stato attuale non so che diferenze ci siano con un impianto "normale".

In prima analisi devo sucuramente utilizzare apparecchiature idonee al tipo di zona, non so che tipo di condutture posso usare (RK15, RKB, tubazioni in metallo etc...con cavo N07V-K). non so se posso installare dei quadri prese CEE interbloccate all'interno della cucina, e le lampade i emergenza (non sono riuscito a trovarene ATEX)....

AIUTO!!!!!
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[13] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 18 giu 2012, 12:35

Quello che puoi fare è di evitare installazioni elettriche di tua competenza in prossimità delle sorgenti di emissione della tubazioni di adduzione del gas metano (o GPL); le sorgenti di emissione (SE) sono rappresentate dalle valvole di sezionamento, flange, ecc. Il volume di atmosfera esplosiva dal quale si ricava la distanza di rispetto dovrebbe essere calcolata applicando la norma CEI 31-30 ovvero la guida CEI 31-35. Ragionando a spanne, se l'impianto adduzione gas è realizzato a regola d'arte e in conformità al DM 16/02/96, dovresti avere una distanza pericolosa dalla SE di 20-30 cm (al massimo); dalla SE entro quella distanza per un volume sferico c'è una zona ATEX di tipo 2, al di fuori è zona ordinaria. Quindi evita di installare qualcosa di elettrico di tua competenza entro quella zona, se non è possibile fare altrimenti metti il committente di fronte alla scelta: fornirti la classificazione delle zone, oppure, installare componenti ATEX in categoria 3 in conformità alla CEI 31-33. Escludi tranquillamente zone 22 per la farina, centra nulla...
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[14] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 18 giu 2012, 14:00

MIKE!!!!! sei il mio punto di riferimento!!!!!

io devo fornire l'alimentazione al forno (GAS/Elettrico), ad un abbattitore (Acqua/Elettrico) alle cappe (del forno e della cucina, a tre frigoriferi, a vari quadretti prese ed ad una impastatrice orbitale, e quindi posso posizionare i punti di alimentazione a 60cm dalle utenze a gas (solo in orizzontale o vale anche in verticale, ad esempio le cappe sono distanti più di 60cm dalle flange, innesti vari e componenti a gas in verticale, ma non in orizzontale...basti pensare ai fornelli) in questo modo sarei abbondantemente al sicuro.....e come conduttura posso usare tubazione rigida in PVC RKB e cavi N07V-K....

inoltre (come suggeritomi) sto utilizzando dei contatti ausiliari nei dispositivi di sezionamento e protezione delle cappe in modo che se entrambe non sono accese l'elettrovalvola collegata a valle del contatore sia chiusa e quindi non c'è alimentazione all'impianto del GAS. Inoltre sto prevedendo dei sensori GAS che in caso di allarme chiudono la valvola posta a valle del contatoredel GAS. quello che non credo si possa fare è verificare che il motore delle cappe giri realmente.....

in questo modo le apparecchiaturure (plafoniere, quadri e prese) possono essere del tipo stagno,
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[15] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 18 giu 2012, 14:21

La zona pericolosa si estende a sfera a partire dalla SE, quindi la distanza è sia in orizzontale che in verticale... "Stagno" non vuol dire nulla, il termine corretto è: grado di protezione. Fatto salvo richieste del cliente e prescrizioni particolare non ci sono gradi di protezione specifici da rispettare, se non quello relativo al lavaggio e quindi almeno IPX4 per gli spruzzi, IPX5 se si lava con getti d'acqua... IP4X se è classificato anche ambiente a maggior rischio in caso d'incendio.
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[16] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 18 giu 2012, 14:55

Mike ha scritto:"Stagno" non vuol dire nulla, il termine corretto è: grado di protezione. Fatto salvo richieste del cliente e prescrizioni particolare non ci sono gradi di protezione specifici da rispettare, se non quello relativo al lavaggio e quindi almeno IPX4 per gli spruzzi, IPX5 se si lava con getti d'acqua... IP4X se è classificato anche ambiente a maggior rischio in caso d'incendio.


Ha pwerfettamente ragione, io intendevo dire iP 55 o IP 65...

poiché non raggiungono i 116kW a GAS e l'attività non rientra in quelle del DM (da quanto ho visto) il luogo non è un luogo marcio....non vedo l'ora che cominci il corso per la progettazione anti-incendio.....

P.S. ora ti posso votare :-P
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[17] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 18 giu 2012, 15:18

falessi ha scritto:poiché non raggiungono i 116kW a GAS e l'attività non rientra in quelle del DM (da quanto ho visto) il luogo non è un luogo marcio....non vedo l'ora che cominci il corso per la progettazione anti-incendio.....


ATTENZIONE, l'attività NON è soggetta al controllo dei VVF, ma in ogni caso deve rispettare integralmente il DM 12/4/1996.
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[18] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 19 giu 2012, 8:17

Mike ha scritto:ATTENZIONE, l'attività NON è soggetta al controllo dei VVF, ma in ogni caso deve rispettare integralmente il DM 12/4/1996.


Mike,

forse mi sfugge qualcosa....

Il DM 12-4-96 riguarda gli impianti del GAS, con un richiamo (al titolo VI punto 6.1) alla legge 186 del 1968 riguardo la regola d'arte, alla 46/90 e dice: "l'interruttore generale nei locali di cui al punto 4.2. deve essere installato all'esterno dei locali, in posizione segnalata ed accessibile. Negli altri casi deve essere collocato lontano dall'apparecchio utilizzatore, in posizione facilmente raggiungibile e segnalata."

anche se al punto 4.2 non parla di interruttori generali ma solo di "Locali di installazione di apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore"

per quanto riguarda la distanza dalle SE dove posso trovare informazioni?

so che sono una seccatura, ma quando faccio qualcosa di nuovo (e a dire il vero anche quando faccio qualcosa di già fatto) cerco sempre di apprendere cose nuove, e soprattutto di capire ciò che faccio....

Grazie!
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[19] Re: Impianto elettrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 giu 2012, 9:49

Voglio dire che il DM 12/4/96 si applica lo stesso a tutta la struttura/attività (e si applica anche alle cucine) e non riguarda solo l'impianto gas ma la struttura nel suo insieme (compartimenti, areazioni, ecc.), per la parte elettrica rimanda certamente alla L. 186/68 ma se a monte la struttura/attività viene realizzata in conformità alle prescrizioni del DM, altrimenti le condizioni che permettono di considerare la cucina un luogo ordinario ai fini atex non sono adottabili.
Per la distanza delle SE si deve applicare la norma CEI 31-30 e quindi la guida CEI 31-35.
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[20] Re: Impianto elettrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 27 giu 2012, 17:29

Michele, rieccomi qui.....

Parlando con un collega mi diceva che non è possibile adottare in un sottoquadro come interruttore generale un sezionatore. Mi spiego meglio.

Ho un quadro generale che tramite un magetotermico-differenziale alimenta un quadro costituito nel seguente modo:

Interruttore Generale: Sezionatore
Utenza 1: Magetotermico-Differenziale
Utenza 2: Magnetotermico differenziale

etc....

Il collega mi diceva che non si può fare, ma non sono riuscito a trovare nulla nella 64-8 (e neanche nelle guide blu).

tu che ne pensi?
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