Tardo Freak volevi un neofita ? Eccomi.
Quando studiavo elettronica a metà anni 80, ogni mese comperavo Nuova Elettronica. Mi piaceva molto questa rivista ma non trattava molto i microcontrollori nei suoi progetti e non avendoli neanche trattati a scuola andava bene così.
Qualche anno fa passando in edicola ho comperato delle riviste che trattano microcontrollori dopo almeno 15 anni di digiuno da NE. Incuriosito dalle potenzialità di questi componenti ho voluto provare a cimentarmi nella programmazione in assembly da autodidatta. Ho iniziato acquistando il pickit 2 di microchip e STK 500 di atmel scegliendo questi per prezzo e documentazione in rete. Confesso che l' STK 500 è ancora nella sua scatola chiusa e mai utilizzata perché ho iniziato col pickit 2 con MPLAB che ho trovato da subito abbastanza immediato nell' utilizzo. Quello che trovo un po' limitante è il fatto di dover sempre affidarsi al data sheet di ogni micro utilizzato perché, anche se appartenenti ad una stessa famiglia, capita che differiscano per qualche cosa. Non ho mai preso in considerazione il fatto di autocostruire un programmatore per PIC perché volevo qualche cosa di sicuro funzionamento e soprattutto prodotta dalla stessa casa madre. Poi ho trovato un curioso sito che si chiama electroyou che tratta anche questo argomento, cosa pretendere di più ?
L' ultimo acquisto e stato l' Easy PIC V7 perché volevo una board che potesse montare tutti i PIC a 8 bit e avere a disposizione tutti gli ingressi, uscite, ecc. Per poterla sfruttare al meglio dovrò imparare a programmare in C perché il software a corredo non prevede l' utilizzo dell' assembly.
Ciao, Marco.
Domanda rivolte ai neofiti (o quasi) dei microcontrollori.
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Paolino
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Ti ringrazio
gyruss per l' intervento.
Questa discussione, nata da pura e semplice curiosità, sta diventano una cosa interessante.
Oddio,diciamo che IO la trovo interessante.
Buona Domenica a tutti.
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"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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TardoFreak ha scritto: Era forse un buon inizio?
Sarebbe oggi ancora un buon inizio perché improntato sulla semplicità?
Io penso che era un OTTIMO inizio per un buon motivo: il convento non passava molto altro. Ti interessa? Questa è la bicicletta: pedalare, prego. E se si pensa che, ad esempio, Knuth ha elaborato la maggioranza degli algoritmi che poi ha descritto nel suo "Art of Computer Programming" su una macchina che oggi, come potenza di calcolo, non riuscirebbe a stare alla pari neppure con una playstation, si può capire quanto lontano può portare un "pedalare" di questo tipo. Certo in quel caso c'era anche un "ciclista" secondo a nessuno ma anche senza arrivare a quei livelli si può comunque fare molta strada.
Vi è poi comunque un altro fatto non secondario: quando si è agli inizi di una disciplina o di una sua grossa espansione come è stata quella dei computer trent'anni fa, si parte tutti abbastanza alla pari e, a parte pochi e selezionati (o selezionatissimi) guru "per merito" tutti hanno grosso modo le stesse possibilità di fare, a parità di lavoro, circa la stessa quantità di strada - e questo non è un incentivo da poco: significa avere la possibilità di contare tutti concretamente allo stesso modo anche se magari non moltissimo. Quando l'esperienza è ancora tutta da costruire allora anche l'esperienza del singolo ha più valore, fatto questo che si affievolisce sempre più con il passare del tempo e con l'accumularsi del "gap" di esperienza che occorre rimontare prima di arrivare a essere in grado di dire qualcosa di personale che abbia valore e che, al confronto del resto, non sembri soltanto il primo parlottare di un bambino. E questo vale per ogni cosa: se, tanto per dire, dovesse aprirsi oggi un campo completamente nuovo dell'elettronica in cui occorre inventare da zero tutto quello che realmente serve per utilizzarlo, succederebbe la stessa cosa.
In realtà alla fine della fiera, il problema di queste cose è lo stesso di qualsiasi altro campo della scienza e della tecnica che ha raggiunto un livello d evoluzione e maturità tale da richiedere, prima di essere "operativi", il superamento di un consistente gap di conoscenze che semplicemente non si acquisiscono "da sè" (non senza uno spreco di tempo enorme almeno) ma che occorre assorbire con metodo e sistematicamente (matematica, fisica, ingegneria ecc.): come trasmettere queste conoscenze ai nuovi arrivati il più efficacemente possibile? Come insegnargliele in modo da rafforzarne la motivazione e la volontà a continuare, poi, a camminare da soli? Se con un bambino di pochi mesi che deve ancora imparare a camminare parti subito con un allenamento per diventare un centometrista fallisci completamente lo scopo perché il bimbo, nel migliore dei casi, se ne sta lì a guardarti con due occhioni così e poi riprende a gattonare come prima, che è la sola cosa che in quel momento sa fare. Altro risultato ce l'hai se riesci a partire dal suo gattonare e, piano piano, lo porti a camminare sempre meglio lasciando i "cento metri" al tempo in cui diventerranno qualcosa di più di un miraggio.
Insomma, siamo alle solite...
Ciao
Piercarlo
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A questo punto mi pare di capire che la cosa migliore per un neofita sarebbe, per assurdo, una scheda che si collega con l' USB al PC, si chiama il terminale, si scrive un programma in assembly direttamente sulla scheda stessa, si da il comando RUN e questo parte.
Senza IDE, compilatori, linker, makefiles e compagnia incasinante.
Poi in un secondo tempo, quando avrà fatto un po' di esperienza, si passerà al modo normale usando IDE e compilatori.
Così, giusto per disquisire.
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Poi in un secondo tempo, quando avrà fatto un po' di esperienza, si passerà al modo normale usando IDE e compilatori.
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Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Quando iniziai con i PIC, (tantissimi anni fa), tutte queste schede non esistevano e la difficoltà maggiore era fare il debug dei programmi. Il problema maggiore era poter "guardare" dentro, e per questo, fin dai tempi, avevo sviluppato bene la comunicazione con l'esterno. Ma ai tempi i datasheet erano solo cartacei, si usava ancora il DOS e, datasheet più approfonditi si reperivano facilmente solo via fax da RS.
Attenzione però a non confondere: ben vengano gli ambienti di test e gli ambienti di sviluppo IDE preconfezionati. PEr chi si vuole sbattere realmente, usare questi strumenti significa avere maggiore tempo per concentrarsi sul problema da risolvere e costare "meno".
Cosa diversa è il mondo Arduino et similia. Questi non sono programmatori o sviluppatori. E' gente che gioca. In passato montavano i kit, oggi è solo cambiato nome ed aspetto. Nulla di più.
Attenzione però a non confondere: ben vengano gli ambienti di test e gli ambienti di sviluppo IDE preconfezionati. PEr chi si vuole sbattere realmente, usare questi strumenti significa avere maggiore tempo per concentrarsi sul problema da risolvere e costare "meno".
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Candy
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Se vogliamo metterla sul gioco, tutto il mondo della programmazione tradizionale ci sta entrando, visto che a breve le appliazioni per windows 8 si realzzeranno principalmente in html 5, js e css. E' come aprire le noccioline con uno schiaccianoci sempre più grosso solo perché le gente non ha voglia di premere un po'. Non so se voi conosciate un gioco chiamato minecraft. Bene per darci una grafica che un vecchio 80386 era in grado di proporci richiede schede grafiche di ultima generazione e un giga di memoria. Fatto in java chiaramente. Occorre recuperare un po' di programmazione low level per quanto difficile e capire che i computer non vanno continuamente velocizzati e aggiunta memoria a non finire, ma semplicemente sfruttati al massimo..
Penso che questo principio di semplifichiamo le cose per non dare troppo lavoro e non far pensare troppo i programmatori si stia trasferendo abbastanza ovunque....
Penso che questo principio di semplifichiamo le cose per non dare troppo lavoro e non far pensare troppo i programmatori si stia trasferendo abbastanza ovunque....
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fairyvilje
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Concordo pienamente infatti. Considerato che dopo l'introduzione della tecnologia dual core, per ANNI i sistemi operativi non seppero sfruttarli in modo adeguato, tanto che si limitava ad usarne uno. E la gente subito a comprare questi dual core che dovevano essere superveloci, e performanti...
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fairyvilje
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Il sistema Arduino nasce come strumento per creativi e per il physical computing, scenari nei quali il focus del problema è legato alla creatività dell'applicazione, al fenomeno fisico da studiare, piuttosto che all'hardware e al software.
Certo, qualcuno poi si accorge che nella "scatola chiusa" c'è una mcu, con una sua architettura, un suo linguaggio assembly e quindi prova ad andare oltre; ma sono casi rarissimi.
Ritornando alla domanda, perché i neofiti non prendono in considerazione sistemi di sviluppo praticamente regalati dalle Case (e come non citare la TI Launchpad MSP430 a 4 Euro!) preferendo invece Arduino?
Innanzitutto la moda: Arduino è di moda; oggi tutto si fa con Arduino, anche un semaforo, quando basterebbe un 555 o proprio volendo rimanere in ambito programmabile un DIP8 ATtiny.
Ma è una moda che risponde a una domanda purtroppo crescente: quella di avere tutto subito e funzionante, piuttosto che andarsi a scervellare con lettura di datasheet, per giunta in inglese...
Certo, qualcuno poi si accorge che nella "scatola chiusa" c'è una mcu, con una sua architettura, un suo linguaggio assembly e quindi prova ad andare oltre; ma sono casi rarissimi.
Ritornando alla domanda, perché i neofiti non prendono in considerazione sistemi di sviluppo praticamente regalati dalle Case (e come non citare la TI Launchpad MSP430 a 4 Euro!) preferendo invece Arduino?
Innanzitutto la moda: Arduino è di moda; oggi tutto si fa con Arduino, anche un semaforo, quando basterebbe un 555 o proprio volendo rimanere in ambito programmabile un DIP8 ATtiny.
Ma è una moda che risponde a una domanda purtroppo crescente: quella di avere tutto subito e funzionante, piuttosto che andarsi a scervellare con lettura di datasheet, per giunta in inglese...
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