La "messa a terra" è di fatto indicata per coordinare le protezioni differenziali in caso di guasto all'impianto...ed indirettamente, a limitare le correnti prodotte dal guasto sul corpo umano...
In caso di "fulminazione" diretta del corpo ove installato l'impianto, l'anzidetta " messa a terra" può risultare inefficace o parzialmente efficace nel tradurre a terra la corrente di scarica di un fulmine...anzi, potrebbe dare origine, ad effetti indesiderati a sfavore delle persone tramite le parti dell'impianto medesimo.
Inoltre, la messa a terra descritta, potrebbe addirittura aumentare l'attrazione alla fulminazione diretta a causa del basso potenziale che è favorito dalla configurazione stessa, nonché essere in seconda istanza, del tutto inefficace a scaricarla.
La sola valutazione del rischio fulminazione, di per sé non adduce una garanzia esaustiva sul rischio edotto, ma bensì, formalizza una previsione tecnico-statistica che ne quantifica le probabilità.
Tutto questo, non è indice di certezza assoluta, il "fulmine" può colpire anche corpi o edifici relazionati come "auto-protetti" , se in un luogo si crea una particolare rete di ionizzazione dell'aria che rende sensibile un palo della illuminazione pubblica, la scarica si può manifestare in quella condizione anche al di fuori della prescrizione scientifica.
Riporto il caso pratico in cui, un proprietario di casa in campagna, sensibile al fenomeno, ha fatto inserire al palo dell'antenna un ipotetico cavo di terra da 16 mm2, allacciato al collettore EQP , ed assodato all'impianto di terra, con cavie ed apparecchiature in equipotenziale...il fulmine, haimé, ha scaricato la sua energia sulla povera antenna, mandando in fumo l'intero impianto elettrico....valutazione tecnica errata ed espedienti mal interpretati...
Spero che Mike sia d'accordo con la mia analisi...anzi, si spera di non essere il bersaglio del fulmine, poi come sappiamo..le prescrizioni per le scariche atmosferiche limitano al massimo possibile i danni e non fanno i miracoli...un fulmine potrebbe diramarsi in + dorsali come avere un fronte scarica univoco...
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Perfettamente d'accordo... aggiungo un altro esempio utile, un collega termoidraulico mi ha raccontato di quante volte è stato chiamato come CTU su cause relative a camini metallici colpiti dal fulmine, quando gli ho spiegato le dinamiche e che la causa dei danni poteva essere imputabile proprio al collegamento a terra dello stesso, che tra l'altro lui prescriveva sempre perché lo riteneva obbligatorio (retaggio del DPR 547/55), gli ho aperto gli occhi e da allora non lo prescrive più ma prescrive la valutazione del rischio secondo la norma tecnica CEI 81-10.
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Mike
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Questa non la sapevo...è come il caso delle antenne TV messe a terra con "cordina" 16mm2 o 25mm2, Eqp sui cavi coassiali e via dicendo....ilo tutto eseguito senza progetto, valutazione e perizia...della serie : "così è + sicuro, ci voleva"......
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MauryMxM ha scritto:...
Non vietato normativamente mettere a terra il palo in un impianto di classe II, ma quantomeno risulta inutile, con un doppio esborso da parte del cliente.
E il cliente tiene conto di quanto gli fai spendere
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Mike ha scritto:... lui prescriveva sempre perché lo riteneva obbligatorio (retaggio del DPR 547/55),..
E' un po come il problema della messa a terra delle condutture dell'acqua.
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console6 ha scritto:MauryMxM ha scritto:...
Non vietato normativamente mettere a terra il palo in un impianto di classe II, ma quantomeno risulta inutile, con un doppio esborso da parte del cliente.
E il cliente tiene conto di quanto gli fai spendere
Non mi è ancora capitato un cliente virtuoso nei confronti dell'impianto elettrico e che non badi a spese in generale
Ma d'altronde la sensibilizzazione sull'importanza dell'impianto elettrico, il netto divario di sicurezza tra il fatto bene e fatto male non è ancora percepito in giusta misura dai committenti. Dovuto a tanti aspetti che non sto ad elencare sennò
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Mike ha scritto:Perfettamente d'accordo... aggiungo un altro esempio utile, un collega termoidraulico mi ha raccontato di quante volte è stato chiamato come CTU su cause relative a camini metallici colpiti dal fulmine, quando gli ho spiegato le dinamiche e che la causa dei danni poteva essere imputabile proprio al collegamento a terra dello stesso, che tra l'altro lui prescriveva sempre perché lo riteneva obbligatorio (retaggio del DPR 547/55), gli ho aperto gli occhi e da allora non lo prescrive più ma prescrive la valutazione del rischio secondo la norma tecnica CEI 81-10.
Classica dinamica italiana, ritenevo perché mi ricordo di aver letto o sentito che serviva, le cose si fanno quando si ha la certezza delle stesse, soprattutto quando si ha a che fare con la sicurezza. Non metto in dubbio che possa capitare a tutti di perderci qualcosa per strada, di sbagliare qualche scelta per chissà quale motivo, ma qui si tratta di non essersi mai preoccupato di aggiornarsi su uno degli ambiti più importanti.
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E' necessaria la messa a terra di pali non infissi nel terreno che sorreggono apparecchiature elettroniche come telecamere (12 Vcc) , alimentate da trasformatore interno al palo, magari esso in doppio isolamento? Se la fase del primario del trasformatore si dovesse staccare e andare a toccare nel palo?
grazie
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arabino1983
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Se l'impianto è a doppio isolamento, ovvero si sono adottati tutti gli accorgimenti necessari per mantenere il doppio isolamento, non ci sono problemi.
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Mike
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ma anche la telecamera alimentata a 12Vcc deve essere in doppio isolamento?
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arabino1983
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