Buongirono a tutti,
Vi scrivo per una questione banale ma che evidentemente, ahimè, non ho afferrato, e che riguarda la magnetizzazione e la polarizzazione magnetica. Qual è la differenza, se esiste, fra le due?
Cerco di spiegare meglio il mio dubbio.
Il nucleo di un trasformatore che sia sede di un flusso magnetico in quanto funziona sotto carico o a vuoto (non importa) è magnetizzato e perciò come le calamite può attirare pezzetti di ferro, oppure è polarizzzato magneticamente nel senso che è semplicemente sede di un campo magnetico e perciò non si comporta come una calamita che attira pezzetti di ferro?
Grazie per le eventuali risposte che mi darete.
magnetizzazione e polarizzazione magnetica
Moderatori:
g.schgor,
IsidoroKZ
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Il ferro, o meglio le leghe di acciaio di cui sono fatti i nuclei dei trasformatori nonché gli statori delle e la quasi totalità dei rotori macchine rotanti, non sono magnetizzate.
La loro sola (!) funzione è quella di fornire una via preferenziale alla richiusura delle linee di flusso generate dagli avvolgimenti.
Prova a valutare cosa comporterebbe l'inserimento di un magnete permanente all'interno di una colonna di un trasformatore.
Una indicazione: il magnete è un "generatore" di campo magnetico...
La loro sola (!) funzione è quella di fornire una via preferenziale alla richiusura delle linee di flusso generate dagli avvolgimenti.
Prova a valutare cosa comporterebbe l'inserimento di un magnete permanente all'interno di una colonna di un trasformatore.
Una indicazione: il magnete è un "generatore" di campo magnetico...
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La capacità di attirare o meno del ferro dipende dalla possibilità che il pezzetto di ferro sia immerso in un campo magnetico che lo polarizzi. Che poi il campo sia generato da un magnete permanente o meno è indifferente.
Ciò che invece ha importanza è se le linee di flusso incontrano o meno il ferro, in quanto esse si addensano dove la riluttanza è inferiore e nel caso del trasformatore si richiudono dentro il nucleo ferromagnetico. Ergo un trasformatore non ha lo stesso effetto di una calamita.
Se invece hai una calamita, le linee di flusso si richiuderanno in aria e ciò consentirà al ferro di polarizzarsi con poli opposti a quello della calamita.
La polarizzazione o meglio il vettore polarizzazione è il momento magnetico per unità di volume Quindi l'intensità di magnetizzazione.
Per la magnetizzazione si intende il processo che porta alla creazione di poli magnetici nei materiali cioè quando i dipoli magnetici elementari sono disposti in maniera tale da dare effetti nel mondo macroscopico.
Ciò che invece ha importanza è se le linee di flusso incontrano o meno il ferro, in quanto esse si addensano dove la riluttanza è inferiore e nel caso del trasformatore si richiudono dentro il nucleo ferromagnetico. Ergo un trasformatore non ha lo stesso effetto di una calamita.
Se invece hai una calamita, le linee di flusso si richiuderanno in aria e ciò consentirà al ferro di polarizzarsi con poli opposti a quello della calamita.
La polarizzazione o meglio il vettore polarizzazione è il momento magnetico per unità di volume Quindi l'intensità di magnetizzazione.
Per la magnetizzazione si intende il processo che porta alla creazione di poli magnetici nei materiali cioè quando i dipoli magnetici elementari sono disposti in maniera tale da dare effetti nel mondo macroscopico.
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Grazie anzitutto per le risposte ricevute.
Vorrei però ancora chiedere quanto segue: se io dovessi far combaciare un pezzetto di ferro con la supercie del nucleo di un trasformatore in funzione, il pezzetto di ferro vi rimarrebbe come incollato o subirebbe una repulsione in quanto ora è a contatto con le linee di campo magnetico?
E comunque in questa situazione (sempre che sia giusta questa deduzione...) se le linee di campo magnetiche del nucleo di un trasformatore si chiudono su sè stesse percorrendo unicamente il nucleo stesso senza p'assare in aria, come farebbe il pezzetto di ferro a stabilire quale è il polo nord e il polo sud e a decidere se rimanere attaccato oppure subire una repulsione?
Vorrei però ancora chiedere quanto segue: se io dovessi far combaciare un pezzetto di ferro con la supercie del nucleo di un trasformatore in funzione, il pezzetto di ferro vi rimarrebbe come incollato o subirebbe una repulsione in quanto ora è a contatto con le linee di campo magnetico?
E comunque in questa situazione (sempre che sia giusta questa deduzione...) se le linee di campo magnetiche del nucleo di un trasformatore si chiudono su sè stesse percorrendo unicamente il nucleo stesso senza p'assare in aria, come farebbe il pezzetto di ferro a stabilire quale è il polo nord e il polo sud e a decidere se rimanere attaccato oppure subire una repulsione?
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come farebbe il pezzetto di ferro a stabilire quale è il polo nord e il polo sud e a decidere se rimanere attaccato oppure subire una repulsione?
Il ferro non ha volontà propria
Non credo che se lo metti sul nucleo del trafo subisce qualche forza, magari succede se tagli il nucleo e lo metti sulla sezione in maniera da prendere le linee di campo.
Ecco un immagine delle linee di flusso all'interno di un trafo
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