Il professore giapponese ha pubblicato infatti un vero e proprio volumetto (ben 500 pagine) in cui fornisce la dimostrazione di tale congettura.
La notizia è tratta da : http://www.galileonet.it/articles/504f48d8a5717a4e83000008.
Qui dovrebbero esserci (a meno che non ho sbagliato con la ricerca) le 512 pagine per l'esattezza, divise in 4 parti, di seguito poste in ordine dalla 1 alla 4 :
http://www.kurims.kyoto-u.ac.jp/~motizuki/Inter-universal%20Teichmuller%20Theory%20I.pdf
http://www.kurims.kyoto-u.ac.jp/~motizuki/Inter-universal%20Teichmuller%20Theory%20II.pdf
http://www.kurims.kyoto-u.ac.jp/~motizuki/Inter-universal%20Teichmuller%20Theory%20III.pdf
http://www.kurims.kyoto-u.ac.jp/~motizuki/Inter-universal%20Teichmuller%20Theory%20IV.pdf
La notizia è stata pubblicata anche dalla rivista Nature :
http://www.nature.com/news/proof-claimed-for-deep-connection-between-primes-1.11378,
Per chi volesse saperne di più su cosa sia la congettura abc, di seguito una delle tante fonti utili :
http://it.wikipedia.org/wiki/Congettura_abc
Riporto di seguito la notizia tratta dalla fonte prima citata all'inizio del psot :
La comunità matematica è interessatissima al lavoro di Mochizuki: “Se fosse giusto, sarebbero risolti in un sol colpo molti problemi diofantei”, afferma Dorian Goldfeld, della Columbia University di New York: “Si tratterebbe di uno dei risultati più sbalorditivi della matematica del ventunesimo secolo”. Finora, infatti, sono tanti gli scienziati che hanno cercato invano di provare la congettura: tra loro, lo stesso Andrew Wiles. Come i suoi colleghi, Mochizuki ha attaccato il problema usando la teoria delle curve ellittiche, ossia le curve generate da relazioni algebriche del tipo y 2=x 3+ax+b.
Tuttavia, il giapponese ha poi deviato rispetto ai lavori precedenti, sviluppando un impianto matematico che a tutt'oggi solo pochi altri scienziati nel mondo riescono a comprendere. Le tecniche di Mochizuki si appellano a nuovi oggetti, entità matematiche astratte analoghe, per esempio, a insiemi, permutazioni e matrici. “A questo punto, probabilmente lui è l'unico al mondo a conoscerle del tutto”, continua Goldfeld.
Secondo Brian Conrad dell' Università di Stanford, “Ci vorrà molto tempo prima che la comunità scientifica riesca a digerire le nuove nozioni presenti nel lavoro di Mochizuki. La disponibilità dei matematici a investire del tempo nella comprensione di una dimostrazione così lunga e sofisticata dipende anche dal curriculum dell'autore”. A guardare la lista delle pubblicazioni di Mochizuki, il gioco sembra valere la candela: “Ha già provato teoremi estremamente complessi in passato, ed è molto approfondito nei suoi lavori, quindi merita la nostra fiducia”, continua Conrad.
La motivazione in più viene dal fatto che il lavoro del giapponese, oltre a dimostrare la congettura, potrebbe spianare la strada per lo sviluppo di una nuova branca della matematica: “Se verificate, le tecniche di Mochizuki potranno essere la chiave per la risoluzione di altri problemi”, conclude Conrad. Altro che abbiccì.

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