sPaCeMaN ha scritto:Sul primo punto ho un ultimo dubbio: se per assurdo E non fosse a massa, non potrei ugualmente studiare i due circuiti separatamente, essendo essi ancora simmetrici? (Oppure, forse, se E non fosse a massa i due circuiti non sarebbero più simmetrici?)
Hai tre possibilità:
1 - la resistenza

non va al riferimento, ma va altrove nel circuito spezzando la simmetria.
2 - la resistenza

è collegata ad un generatore in continua (o qualcosa di assimilabile).
3 - la resistenza

è collegata ad un generatore in cui c'è una componente di piccolo segnale.
Il caso 1 non ci interessa: non è più una coppia differenziale ed a noi interessa la simmetria.
Il caso 2 invece è interessante ed è anzi quello che accade più di frequente nei casi in cui la coppia è alimentata da un generatore di corrente ottenuto tramite altri transistor.

può quindi essere solo un modello che caratterizza la nonidealità di questo generatore (sia pure rimanendo in linearità) e quindi qualcosa di diverso da una resistenza "vera". Tuttavia, tutti i generatori in continua sono importanti per il calcolo del punto di polarizzazione ma "spariscono" quando si fa il calcolo di piccolo segnale. Il calcolo che abbiamo visto resta valido.
Il caso 3 può essere trattato con il principio di sovrapposizione degli effetti riconducendovi il caso visto sopra più uno studio specifico per il generatore in più. Studio peraltro in cui si può sfruttare nuovamente la simmetria del circuito, sia pure da un altro punto di vista.
Bravo. Ma cos'è esattamente

? Il modo differenziale del segnale in uscita. Eh, già! Il circuito ha due uscite e sulle uscite si può parlare di modo comune e modo differenziale esattamente come sugli ingressi. Occhio che non tutti potrebbero definire il guadagno differenziale in questa maniera: qualcuno potrebbe in qualche caso prendere l'uscita solo da un collettore rispetto al riferimento. In questo caso (uscita single ended), c'è un fattore 1/2 che appare nei calcoli. Quando si parla di guadagni c'è da avere sempre ben chiaro cosa si prende in ingresso ed in uscita, altrimenti si fa confusione.
sPaCeMaN ha scritto:Con un ragionamento analogo a quello fatto in precedenza, direi che stavolta le tensioni e le correnti sono identiche, essendo i due circuiti sottoposti alla stessa sollecitazione (stessa ampiezza, stessa fase).
A questo punto direi che il nodo di emettitore non sia più a potenziale zero, dato che le correnti che vi fluiscono non si elidono.
Bravo! E sai calcolarla la tensione su

rispetto al riferimento?
P.S. occhio ai termini, se ti legge il grande
IsidoroKZ ti pela:
http://www.electroyou.it/isidorokz/wiki ... iferimentoAmmetto che ogni tanto mi scappa "massa" a sproposito, ma cerco di farci attenzione e di limitare i danni!