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Locale UPS ed estrattori idrogeno

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[11] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteMike » 23 feb 2012, 11:19

arabino1983 ha scritto:Ma nell'allegato si parla di locali UPS e non locali batterie


La guida dell'Anie ribadisce gli stessi concetti di cui sopra... Esiste la definizione di "locali UPS"? Su quale norma?
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[12] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda detesco » 23 feb 2012, 14:18

Mi intrometto visto che l'argomento mi interessa...

Non ho capito bene le conclusioni tratte.

Di solito mi regolo così:
UPS e Batterie separate (per grosse potenze): Locale UPS ventilazione per temperatura, Locale batterie a circa 20 °C con ricircolo aria anche per batterie sigillate (non ho ancora visto un produttore di batterie sigillate che dica non serva anzi ultimamente ad un seminario della benning lo hanno esplicitamente detto e credo qui sia comunque obbligatorio).

UPS e batterie insieme: ventilazione e ricircolo aria anche per batterie sigillate.

Pensando ad un impianto UPS domestico se la quantità producibile è minima e comunque vista la velocità di fuga dell'idrogeno generalmente bastano aperture piccole.

Come vi regolate voi?
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[13] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteMike » 23 feb 2012, 15:09

tedesco ha scritto:Non ho capito bene le conclusioni tratte.


Non ci sono conclusioni, dipende da caso per caso, certamente a livello normativo non esiste il "locale UPS" ma semmai il "locale batterie" che non è la stessa cosa. Per il resto rimando alla lettura di cui sopra.
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[14] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 19 set 2012, 9:47

Buongiorno a tutti... scusate l'intromissione... ma su questo argomento sto procedendo in una valutazione dei rischi e, vista la Vs. preparazione mi piacerebbe conoscere che ne pensate:
d'accordissimo che dipende caso per caso perché è giusto, come prima cosa, partire dalle batterie che abbiamo e dal loro costrutture.
Il Costruttore è obbligato, secondo le vigenti normative di prodotto, a dare indicazioni sui rischi e sulle modalità di installazione di quanto messo in commercio a Datori di lavoro, progettisti e quanti altri.
Le indicazioni che ho visto in giro non vanno a disquisire sulla terminologia "locale batterie" o "locale UPS", vanno ad indicare che i locali di installazione devono essere "adeguatamente" ventilati e vanno ad indicare che durante la carica le batterie danno luogo, o possono dar luogo a esalazioni di gas infiammabili..... facendo un ulteriore passo, ahimè, non voglio dire che debbo sempre e comunque inserire un estrattore, ma almeno il ricambio d'aria naturale e le distanze di sicurezza degli impianti ordinari dalle batterie in carica credo di doverle garantire.... sbaglio?
cordiali saluti
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[15] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 set 2012, 11:50

Ribadisco il concetto che l'aspetto va valutato puntualmente caso per caso, dipende dal tipo di UPS, dalle batterie che contiene, dalle dimensioni e conformazione del locale, ecc... in linea generale il ricambio d'aria viene richiesto dal costruttore per il corretto funzionamento dello stesso più che per il pericolo di esplosione... per le distanze di rispetto faccio io una domanda: il rischio di innesco è più probabile in prossimità delle batterie e quindi all'interno del'UPS o nelle vicinanze dello stesso?
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[16] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 19 set 2012, 13:25

Il rischio di innesco è senza dubbio più probabile in prossimità della sorgente di emissione di gas (idrogeno) quindi in prossimità delle batterie. Gli UPS in oggetto sono ovviamente quelli con pacco batterie in armadio separato dal gruppo inverter.
Naturalmente la quantità di gas prodotta è legata alle correnti di carica, alla tipologia specifica di batteria (batterie a vaso aperto, batterie VRLA con valvola di sicurezza ecc.)
Certo è, credo, che in una valutazione dei rischi che si rispetti sia indispensabile partire da dei dati concreti del libretto di installazione (il costruttore lo deve fornire), ed è chiaro che la motivazione delle aperture richieste deve essere esplicitata: c'è differenza tra necessità di aperture permanenti per il lavaggio ambientale da eventuale presenza di gas infiammabili e necessità, per esempio, di limitazione della temperatura ambiente
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[17] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteMike » 19 set 2012, 15:17

Ale863 ha scritto:....cut... li UPS in oggetto sono ovviamente quelli con pacco batterie in armadio separato dal gruppo inverter.


Ecco, vedi? Non stiamo più parlando di un UPS ma di un pacco batterie... il costruttore deve certamente fornire le indicazioni ma in questi casi non può far altro che girare la patata bollente all'utilizzatore che dovrà valutare l'idoneità del locale applicando la normativa tecnica vigente CEI EN 50272-2.
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[18] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 20 set 2012, 8:46

beh il pacco batterie è indubbiamente parte integrante dell'UPS, e la domanda di partenza riguarda proprio l'installazione di UPS con batterie in un locale chiuso: questo era il problema no?
Comunque chiunque lo "immette sul mercato" deve comunicare all'utilizzatore indicazioni per l'installazione in sicurezza. Se proprio non le fornisce si applica comunque la norma specifica procedendo nel campo minato dei punti interrogativi sulle batterie.
salute
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[19] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteMike » 20 set 2012, 9:14

Ale863 ha scritto:questo era il problema no?


No, io il problema me lo pongo quando ho un oggetto di nome "pacco batterie" che si collega a un altro oggetto che può essere un UPS, un inverter fotovoltaico, una centrale telefonica e qualsiasi altra cosa... quando invece ho solo l'oggetto UPS, fatto salvo quanto prescritto dal costruttore, il problema non me lo pongo; è chiaro che anche l'UPS ha al suo interno delle batterie ma la valutazione del rischio l'ha già fatta il costruttore.
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[20] Re: LOCALE UPS ED ESTRATTORI IDROGENO

Messaggioda Foto UtenteAle863 » 21 set 2012, 9:14

credo che il problema vada comunque affrontato al dilà del nome degli oggetti che ho:
-se sono il progettista degli impianti e se l'installazione dell'UPS compare nel mio progetto ritengo indispensabile conoscere tutte le necessarie caratteristiche installative della macchina e del locale che la ospiterà sia che l'apparecchio venga "scelto" dal commitente o, a maggior ragione, che sia io a prescriverne le caratteristiche;
-se mi occupo di consulenza al datore di Lavoro per la valutazione del rischio esplosione ai sensi del decreto 81 devo necessariamente conoscere (o certamente escludere su indicazione esplicita del costruttore) tutte le possibili sorgenti di emissione: solo accertando potrò escludere errori di valutazione e mugugni del DL in caso di sanzioni emesse dagli organi di controllo
Certo se si tratta di UPS "monoblocco", cioè di piccolissima potenza, la cosa in genere è semplice. Due UPS da 10 kVA nel solito locale invece mi fanno venire dei pruriti.....
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