Ciao Ragazzi,
mi chiamo Antonio e vorrei il vostro aiuto. Quali sono le procesure da seguire per ottenere la conformità di un impianto esistente? A che ente devo presentare la domanda e poi la documentazione? Quanto mi costa?
Saluti e grazie
Conformità impianto
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Mike
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Ai sensi della legislazione vigente (DM 37/08) solo per gli impianti esistenti realizzati prima del 28.03.2008 è ammesso dichiararne la conformità tramite apposita DIRI (dichiarazione di rispondenza). Tutti gli impianti realizzati dopo tale data devono essere già dichiarati conformi tramite la DICO (dichiarazione di conformità) redatta da chi ha realizzato l'impianto. Non bisogna presentare nulla a nessun ente. Il costo non è standardizzabile va stimato appositamente.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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giustissimo, e aggiungerei che bisogna valutare se l'impianto è conforme alle normative vigenti. Se in parte non lo fosse è necessaria una progettazione di adeguamento (a cura di un progettista o se sufficiente a cura del responsabile tecnico di una ditta di impianti elettici) con conseguente DICO dei lavori eseguiti.
Per l'eventuale parte di impianto ritenuta adeguata indispensabile DIRI parziale se impianto esistente alla data di entrata in vigore del DM 37/08
Per l'eventuale parte di impianto ritenuta adeguata indispensabile DIRI parziale se impianto esistente alla data di entrata in vigore del DM 37/08
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Dubito assai che un impianto realizzato 10 anni fa possa essere conforme alla norma tecnica attuale, se non a seguito di interventi per i quali ci dovrebbe essere la dichiarazione di conformità.
La verifica che viene eseguita è per verificare, in termini generali, che l'impianto sia sicuro (e resto volutamente vago).
La norma fa anche riferimento alla "normativa previgente" ma onestamente è un po' complesso e labirintico venire a capo di un impianto che è il frutto di una pluriennale stratificazione di interventi.
E' ovvio che uno dei metodi per verificare la sicurezza è quello di usare la norma più recente, ma questo non significa che sia l'unico.
I rischi elettrici sono ben noti a tutti e quindi si tratta di capire se le soluzioni presenti in un impianto siano idonee al tipo d'uso che se ne fa e quindi che funzionino (bene). Se avanza tempo, cercare di capire se ed a quale norma si conformano tali soluzioni.
La verifica che viene eseguita è per verificare, in termini generali, che l'impianto sia sicuro (e resto volutamente vago).
La norma fa anche riferimento alla "normativa previgente" ma onestamente è un po' complesso e labirintico venire a capo di un impianto che è il frutto di una pluriennale stratificazione di interventi.
E' ovvio che uno dei metodi per verificare la sicurezza è quello di usare la norma più recente, ma questo non significa che sia l'unico.
I rischi elettrici sono ben noti a tutti e quindi si tratta di capire se le soluzioni presenti in un impianto siano idonee al tipo d'uso che se ne fa e quindi che funzionino (bene). Se avanza tempo, cercare di capire se ed a quale norma si conformano tali soluzioni.
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Concordo
Serafino, ma in generale, negli ambienti di lavoro, io applico sempre la normativa vigente come riferimento per perseguire la regola dell'arte, anche in virtù del D.Lgs. 81/08.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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bisogna valutare se l'impianto è conforme alle normative vigenti
Le norme non sono retroattive, si applicano agli impianti nuovi o alle trasformazioni radicali di quelli esistenti (cfr. CEI 64-8, art 12.1 Commento).
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Sono d'accordo con te Mike per quanto concerne gli impianti in attività lavorative proprio perché lì si, con certezza, c'è l'obbligo di perseguire sempre e comunque la miglior pratica possibile per raggiungere la sicurezza e quindi il DdL dovrebbe adeguarsi alla norma di legge.
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