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Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

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[1] Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

Messaggioda Foto Utente357gre » 3 ott 2012, 13:15

Buona giornata a tutti.
Volevo approffittare degli utenti del forum per avere una conferma sulla regola d'arte impiantisica.
Il tema è questo:
Si pensava di alimentare un vecchio impianto TT, di un laboratorio prove, interponendo un trafo d'isolamento e creando così a valle un Sistema IT, che avrà tutti i crismi normativi del caso.
Rimane da definire cosa fare dei collegamenti a terra sulle masse o come sia possibile rivederli senza commettere errori grossolani di valutazione elettrotecnica.
I dubbi e i problemi derivano da:
- impianto di terra che è in comune con la maglia disperdente di due vicine sottostazioni elettriche AT;
- dispersore suddetto che nelle fasi di prova di tenuta dell'isolamento può essere interessato da scariche in AT;
- possibilità che il dispersore vada in tensione quando si trova a drenare correnti di guasto che interessano la rete AT e che sono dell'ordine di 25 kA;
- presenza di masse estranee di notevole estensione come armature delle fondazioni, strutture intrallicciate di sostegno, rotaie per binari e tubazioni di fluidi che mettono in collgamento l'area palazzina con le aree in cui si svolgono le prove.

Venendo perentoriamente al dunque: in queste condizioni sarebbe auspicaile studiare un sistema IT in cui si mantiene tutto come nel TT, con il neutro distribuito e che abbia il centro stella del secondario Trafo di isolamento collegato al dispersore tramite un'impedenza di composizione e di valore appropriato? ?% Sarebbe azzardato equipotenzializzare tutte le masse con corda isolata evitando o proibendo un qualsiasi collegamento al dispersore di terra di tali masse? [-X
Grazie a chi si sbilancerà a tal proposito. =D>
Paolo
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[2] Re: Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

Messaggioda Foto UtenteMike » 3 ott 2012, 14:28

Ma stai parlando di un sistema IT a partire dal trafo MT/BT oppure di un trafo di isolamento a valle di un sistema TT?
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[3] Re: Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

Messaggioda Foto Utente357gre » 3 ott 2012, 14:42

Siamo in una rete TT in bassa tensione allacciata al contatore dell'ente distributore, che però non si trova al confine di proprietà ma nella stessa palazzina degli uffici che è collocata tra le due Sottostazioni AT.
Il trasformatore sarebbe un BT/BT da collocare poco prima del quadro di distribuzione generale ma comunque dopo il contatore.
Paolo
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[4] Re: Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

Messaggioda Foto UtenteMike » 3 ott 2012, 18:00

Allora non è un sistema IT, applichi la separazione elettrica... verifica che la lunghezza dei circuiti alimentati dal trasformatore per il prodotto della tensione non supera 100.000 Vm, collega le masse degli apparecchi tra loro e non a terra e non serve il controllo dell'isolamento.
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[5] Re: Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

Messaggioda Foto Utente357gre » 4 ott 2012, 10:37

Ah, Ok. Io mi riferivo a degli schemi che si vedono nel catalogo di un noto produttore di apparati per il controllo dell’isolamento.
La risposta sul metodo di separazione elettrica è chiara, ma mi rimane il dubbio sull’efficacia o liceità di una sua applicazione in questo contesto, rispetto all’esigenza di ridurre il rischio elettrico per gli operatori. La valutazione sarebbe semplice se si trattasse di alimentare solo impianti fissi di illuminazione, alcuni centralini e le prese di servizio per utenze di tipo civile e piccole macchine utensili.
Infatti, anche se l’impianto è di modesta estensione e si potrebbe assimilare agli ausiliari che troviamo in un complesso bordo macchina, deve alimentare con varie diramazioni molti dispositivi come UPS, elaboratori rack e strumenti di misura portatili, che abbisognano di un collegamento a una terra funzionale, per drenare correnti da filtri e da altri apparati elettronici. Tali correnti non possiamo intenderle come di guasto ma ovviamente sarebbero pur sempre rilevate da un dispositivo di controllo dell’isolamento se questo non facesse uso di iniezione di correnti ad alta frequenza o non fosse abbinato a rilevatori in grado vedere le componenti capacitive della corrente di dispersione.
Ammesso che dei collegamenti alla terra globale si possano predisporre a partire da collettori dedicati, isolati dalle masse dell’impianto, tali collegamenti o continuano a effettuarsi attraverso i conduttori PE esistenti, che partono dai quadri, oppure bisogna abbandonare i vecchi PE e prevederne di nuovi separati, che arrivano da dei collettori posti al di fuori dei quadri.
Tuttavia, se gli strumenti suddetti non sono a doppio isolamento ed hanno un case in metallo, tale massa risulterà solitamente in collegamento con il morsetto di terra funzionale e il più delle volte saranno presenti anche più punti di contatto per lo svolgimento di una funzione schermante. In questo modo si avrebbero dei punti di contatto tra masse e dispersore qualora si volessero equipotenzializzare anche gli armadi rack o gli involucri per tali apparecchi.
Come conciliare le opposte esigenze e come non incappare in situazioni di pericolo per via del collegamento di apparecchi a cura del committente o particolari configurazioni di misura dell’ultimo minuto in concomitanza con sovratensioni che si potrebbero manifestare sul dispersore? Forse conviene mantenere tutto in TT e verificare l'idoneità dei dispositivi differenziali? :?
Grazie e a presto.
Paolo
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[6] Re: Collegamenti delle masse in un sistema distrib IT

Messaggioda Foto UtenteMike » 4 ott 2012, 10:52

357gre ha scritto: Forse conviene mantenere tutto in TT e verificare l'idoneità dei dispositivi differenziali? :?


Senza ombra di dubbio!
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