Va meglio del precedente ma ancora c'è più di un errore.
Devi controllare meglio quello che accade dal picco negativo della tensione in uscita in avanti, ed inoltre c'è anche un errore nella prima parte del grafico: quel crollo a zero della tensione di uscita non ha senso.
Ti propongo un paragone idraulico.
A volte i paragoni idraulici portano fuori strada ed è meglio evitarli ma in questo caso mi pare che un tentativo si possa fare convenientemente, spero possa aiutarti ad inquadrare questi meccanismi e a renderteli più familiari.
Si tratta di due serbatoi A e B comunicanti attraverso un condotto.
Vanno fatte subito alcune precisazioni/forzature sul funzionamento affinchè il paragone sia attendibile:
Dobbiamo far finta che il liquido non abbia inerzia, né che il condotto offra alcuna difficoltà all'eventuale scorrimento del liquido da un serbatoio all'altro.
Ne segue che, se facciamo variare il livello nel serbatoio A aggiungendo o togliendo liquido tramite la pompa bidirezionale ad esso collegata, indipendentemente dalla rapidità con cui realizziamo questa variazione, il livello varierà contemporaneamente in entrambi i serbatoi e quindi la differenza di livello tra i due serbatoi sarà sempre zero prima, durante e dopo la variazione.
Altra precisazione: il volume del serbatoio B è trascurabile rispetto a quello del serbatoio A che è molto più grande, quindi, se, per ipotesi, il liquido contenuto nel serbatoio B dovesse riversarsi nel serbatoio A non farebbe variare apprezzabilmente il livello di quest'ultimo.
Il serbatoio A rappresenta il generatore, il serbatoio B rappresenta il condensatore.
Fatte queste precisazioni passiamo a descrivere il funzionamento delle due valvole D e Z.
Sono valvole di non ritorno, osservando il disegno il funzionamento dovrebbe essere intuitivo:
Hanno all'interno un otturatore tenuto in posizione di chiusura da una molla precaricata che quindi, esercitando una precisa forza sull'otturatore, le tiene chiuse in condizione di riposo. La differenza tra le due valvole consiste solo nella diversa forza delle molle.
Quando una DIFFERENZA DI PRESSIONE viene applicata tra i due lati della valvola si genera una forza aggiuntiva sull'otturatore che può essere concorde o discorde a quella della molla.
Se la forza generata dalla pressione è concorde a quella esercitata dalla molla, allora la valvola , a maggior ragione, continua a rimanere chiusa e il liquido non scorre attraverso di essa.
Se è discorde i casi sono due: se la forza generata dalla pressione sull'otturatore è inferiore a quella esercitata dalla molla, la valvola continua a rimanere chiusa, se invece è superiore la valvola si apre.
Se ora inseriamo la valvola D nel condotto, otteniamo qualcosa di simile al circuito con il diodo semplice.
Se la molla della valvola D è precaricata in modo che la pressione necessaria all’apertura della valvola corrisponda ad un dislivello di 0.7m tra i due serbatoi, ecco che il circuito idraulico somiglia a quello elettrico anche nei numeri.
Devi solo immaginare che la pompa vada a portata costante invertendo il verso con un ritmo regolare in modo che il livello nel serbatoio A si sposti costantemente da –10m a +10m e viceversa, simulando lo stesso andamento triangolare del generatore elettrico.
Il livello del serbatoio B corrisponde alla tensione sul condensatore.
Se tutto ti è chiaro e riesci in questo esempio a rivedere il funzionamento del circuito con il diodo semplice, possiamo allora passare al diodo zener.
il diodo zener “idraulico” puoi pensarlo come costituito dal parallelo di due valvole come in figura dove quella in alto ha la molla precaricata per l’apertura quando il dislivello tra i serbatoi è di 0.7m e quella in basso quando è di 4.6m
A te le conclusioni.