Ciao a tutti.
vedo nel forum che siete molto ferrati in tema di DIRI. Io un po' meno e non riesco neanche a darmi una risposta ad una domanda semplice:
in vista di un audit interno, un'azienda si accorge che è in possesso della DICO degli impianti ma non dei quadri e mi chiedono di “certificare” i quadri. Rilevo e documento lo schema, effettuo le prove strumentali, calcolo le sovratemperature interne e comincio a redigere la DIRI, che mi sembrava l’unica strada percorribile. Poi cominciano a sorgere i dubbi normativi e procedurali: la DIRI è prevista dal D.M.37 e riguarda gli impianti, i quadri sono soggetti a normativa specifica. Però la DIRI di un impianto comprende anche i quadri, che senso avrebbe poter certificare impianti e quadri ma non i soli quadri?
C’è qualcuno che mi può aiutare a trovare la risposta?
DIRI di un quadro?
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johnny ha scritto:
un'azienda si accorge che è in possesso della DICO degli impianti ma non dei quadri e mi chiedono di “certificare” i quadri.
Il discorso sarebbe più complesso e andrebbe approfondito, con la DICO l'installatore ha dichiarato che l'impianto è conforme alla regola d'arte, e si rende responsabile di tutto, quadri compresi.
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Pierluigi2002
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I quadri, come già detto in alcuni post, non necessitano di DI.CO. poiché materiali d'uso e dovrebbero essere certificati CE, ma è il costruttore, che si assume la piena responsabilità sulla conformità alle normative vigenti ed il cui nome è riportato su di una targa fissata al quadro stesso.
Poi è normale che nel momento del rilascio della DI.CO. faccio una relazione con tutte le opere da realizzate.
Quanto riguarda i quadri, se ha una corrente nominale non superiore a 125 A si può ricondurre tutto ad una semplice verifica della dissipazione del calore mediante calcoli o si può addirittura evitare ogni calcolo se il quadro è monofase è ha una corrente nominale inferiore a 32 A ( norma 23 -51 ).
Sicuramente, se ho dimenticato qualcosa ci saranno eventuali altri interventi di persone più preparate.
Saluti.
Poi è normale che nel momento del rilascio della DI.CO. faccio una relazione con tutte le opere da realizzate.
Quanto riguarda i quadri, se ha una corrente nominale non superiore a 125 A si può ricondurre tutto ad una semplice verifica della dissipazione del calore mediante calcoli o si può addirittura evitare ogni calcolo se il quadro è monofase è ha una corrente nominale inferiore a 32 A ( norma 23 -51 ).
Sicuramente, se ho dimenticato qualcosa ci saranno eventuali altri interventi di persone più preparate.
Saluti.
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CGIUSEPPE61
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E’ chiaro che la DICO rilasciata dall’impresa installatrice comprende anche i quadri.
Nel caso specifico il problema è questo:
l’azienda che mi ha contattato appartiene ad un gruppo a che ha adottato regole interne precise e piuttosto rigide. In particolare, per quanto riguarda gli impianti elettrici, ogni azienda del gruppo deve conservare nel proprio archivio sia la DICO dell’impianto, sia quella dei quadri.
Quando sono stati realizzati gli impianti la DICO dei quadri non è stata esplicitamente richiesta all’installatore il quale, come succede spesso, non l’ha rilasciata perché non necessaria.
Ora l’azienda ha sentore di audit interno e, temendo di risultare in difetto, vorrebbero rimediare “certificando” a posteriori i soli quadri.
Da qui nasce il problema che mi sta assillando.
Nel caso specifico il problema è questo:
l’azienda che mi ha contattato appartiene ad un gruppo a che ha adottato regole interne precise e piuttosto rigide. In particolare, per quanto riguarda gli impianti elettrici, ogni azienda del gruppo deve conservare nel proprio archivio sia la DICO dell’impianto, sia quella dei quadri.
Quando sono stati realizzati gli impianti la DICO dei quadri non è stata esplicitamente richiesta all’installatore il quale, come succede spesso, non l’ha rilasciata perché non necessaria.
Ora l’azienda ha sentore di audit interno e, temendo di risultare in difetto, vorrebbero rimediare “certificando” a posteriori i soli quadri.
Da qui nasce il problema che mi sta assillando.
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Scusa , che corrente nominale hanno i quadri ??
In questo impianto vige l'obbligo di progetto redatto da un professionista ?
Esistono eventuali progetti e schemi unifilari ?
In questo impianto vige l'obbligo di progetto redatto da un professionista ?
Esistono eventuali progetti e schemi unifilari ?
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CGIUSEPPE61
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Johnny ha scritto:E’ chiaro che la DICO rilasciata dall’impresa installatrice comprende anche i quadri.
Bene, allora chiariscilo anche ai testoni dell'azienda... Il quadro elettrico è un prodotto e deve essere marcato CE, inoltre deve essere realizzato in conformità alla norma CEI 17/13. Se l'installatore installa un quadro elettrico fatto dal fornaio, privo di marcatura CE e conformità alla norma, con la sua DICO se ne assume implicitamente la responsabilità come se l'avesse costruito con le sue manine, il tutto coperto dalla sua DICO. Così come tutti i prodotti da lui installati, privi di marcatura CE o di riferimento a norme di prodotto.
Johnny ha scritto:Ora l’azienda ha sentore di audit interno e, temendo di risultare in difetto, vorrebbero rimediare “certificando” a posteriori i soli quadri.
Da qui nasce il problema che mi sta assillando.
Vogliono il certificato per l'audit? Semplicissimo, lo certificano loro! Fanno una bella etichetta con i loro dati come costruttore, la marcatura CE e i dati di targa CEI 17/13, poi prendono un foglio di carta A4 e fanno la dichiarazione di conformità CE ai sensi della Direttiva BT e EMC. L'audit serio sà che per legge è requisito sufficiente possedere la marcatura CE e che la dichiarazione NON è obbligatorio consegnarla, l'orginale viene tenuto assieme al fascicolo tecnico dal costruttore per 10 anni.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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C'è da dire che la marcatura CE è prerogativa esclusiva del vero costruttore dei quadri che deve avere apposto la targhetta con le date di costruzione, numeri di serie eccetera e deve fornire le certificazioni delle prove necessarie
Se chi conduce l'audit è molto formale e vuole vedere SOLO la targhetta CE e i pezzi di carta annessi non credo sia opportuno dargli un falso, credo sia più giusto dargli la DIRI nata nel DM 37/08 per sostituire al 100% la DICO e TUTTI i suoi allegati, smarriti e/o non più reperibili, che attestano la sicurezza degli impianti costruiti fino alla entrata in vigore del DM stesso
E' anche vero che una DIRI esclusiva per i quadri è anomala sotto molti versi ma se fatta con l'obiettivo della valutazione dei rischi e per mantenere un livello accettabile di sicurezza è difficilmente contestabile/discutibile da chiunque
Alternativa? Rintracciare il vero costruttore dei quadri ed ESIGERE in copia conforme la documentazione di quanto da lui prodotto.....
Se chi conduce l'audit è molto formale e vuole vedere SOLO la targhetta CE e i pezzi di carta annessi non credo sia opportuno dargli un falso, credo sia più giusto dargli la DIRI nata nel DM 37/08 per sostituire al 100% la DICO e TUTTI i suoi allegati, smarriti e/o non più reperibili, che attestano la sicurezza degli impianti costruiti fino alla entrata in vigore del DM stesso
E' anche vero che una DIRI esclusiva per i quadri è anomala sotto molti versi ma se fatta con l'obiettivo della valutazione dei rischi e per mantenere un livello accettabile di sicurezza è difficilmente contestabile/discutibile da chiunque
Alternativa? Rintracciare il vero costruttore dei quadri ed ESIGERE in copia conforme la documentazione di quanto da lui prodotto.....
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Ale863 ha scritto:C'è da dire che la marcatura CE è prerogativa esclusiva del vero costruttore dei quadri che deve avere apposto la targhetta con le date di costruzione, numeri di serie eccetera e deve fornire le certificazioni delle prove necessarie
La marcatura CE è un'autocertificazione, chi si vuole prendere l'onere pone la marcatura, può essere anche la siora Maria... Idem per la conformità CEI 17-13.
Ale863 ha scritto:Se chi conduce l'audit è molto formale e vuole vedere SOLO la targhetta CE e i pezzi di carta annessi non credo sia opportuno dargli un falso, credo sia più giusto dargli la DIRI nata nel DM 37/08 per sostituire al 100% la DICO e TUTTI i suoi allegati, smarriti e/o non più reperibili, che attestano la sicurezza degli impianti costruiti fino alla entrata in vigore del DM stesso
Esatto! Le persone serie ragionano così, chi si occupa di MINCHIATE come gli audit certificativi ISO 9000, 14000 e stronzate varie, guardano solo l'aspetto CARTACEO certificativo... quindi, per darmi la tua carta, vuoi la mia carta? Eccola! Adesso puliamoci il deretano a vicenda e viviamo felici e contenti! Forse non si è capito (forse) ma ritengo che queste certificazioni siano solo una grandissima presa per i fondelli, ovviamente sono opinioni del tutto personali basate sulla mia personale esperienza, con tutto il rispetto per la autorità civili, militari, etiche e religiose...
Ale863 ha scritto:E' anche vero che una DIRI esclusiva per i quadri è anomala sotto molti versi ma se fatta con l'obiettivo della valutazione dei rischi e per mantenere un livello accettabile di sicurezza è difficilmente contestabile/discutibile da chiunque
Non è un'anomalia, non è contemplata, non esiste!!! Si può fare una dichiarazione alla regola dell'arte L. 186/68.
Ale863 ha scritto:Alternativa? Rintracciare il vero costruttore dei quadri ed ESIGERE in copia conforme la documentazione di quanto da lui prodotto.....
Certo che si! Ma magari sono quadri realizzati prima dell'entrata in vigore della Direttiva BT, chi lo sà...
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Mike
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Permettimi di dissentire:
La DIRI sostituisce al 100 per cento la documentazione di progettazione/installazione degli impianti elettrici installati dal 1990 al 2008: è una valutazione a tutto tondo ad alta responsabilità che indirettamente contempla ANCHE la RISPONDENZA normativa dei quadri in quanto sostituisce ANCHE il giudizio dell'installatore che era tenuto a valutarla prima di stringere la prima vite di collegamento delle linee in uscita.
Banalizzando:
-La DIRI per un impianto COMPLETO per cui non è più reperibile la documentazione (comprensivo o meno di quadri marcati o non marcati CE) è contemplata
-La DIRI per una PARTE di impianto per cui non è più reperibile la documentazione (comprensivo o meno di quadri marcati o non marcati CE) è contemplata e spetta a chi redige la DIRI indicare a quale parte di impianto si riferisce
-La DIRI per una PARTE di impianto installato, di cui non è più reperibile la documentazione e che consiste in soli quadri elettrici è contemplata: La DIRI attesta e verifica la rispondenza della costruzione e dell'installazione degli impianti elettrici (quadri) e NON sostiuisce la marcatura CE
La marcatura CE nasce da normative comunitarie di Prodotto: esso è un percorso obbligatorio per i Costruttori di quadri che la devono rilasciare in quanto tali. Solo il costruttore, o un costruttore che attua delle modifiche significative sul quadro rilascia la marcatura CE.
Non è contemplata (nella normativa di prodotto) la marcatura CE emessa direttamente da un libero professionista o da altri che non sono costruttori così come lo stesso libero professionista non può redigere DICO se non installatore
Una dichiarazione alla regola dell'arte ai sensi della legge L. 186/68 mi sembra possibile ma la DIRI si sposa meglio con la esistente DICO/progetto parziale magari fatti ad HOC perché i quadri sono stati forniti ed installati da altri......
La DIRI sostituisce al 100 per cento la documentazione di progettazione/installazione degli impianti elettrici installati dal 1990 al 2008: è una valutazione a tutto tondo ad alta responsabilità che indirettamente contempla ANCHE la RISPONDENZA normativa dei quadri in quanto sostituisce ANCHE il giudizio dell'installatore che era tenuto a valutarla prima di stringere la prima vite di collegamento delle linee in uscita.
Banalizzando:
-La DIRI per un impianto COMPLETO per cui non è più reperibile la documentazione (comprensivo o meno di quadri marcati o non marcati CE) è contemplata
-La DIRI per una PARTE di impianto per cui non è più reperibile la documentazione (comprensivo o meno di quadri marcati o non marcati CE) è contemplata e spetta a chi redige la DIRI indicare a quale parte di impianto si riferisce
-La DIRI per una PARTE di impianto installato, di cui non è più reperibile la documentazione e che consiste in soli quadri elettrici è contemplata: La DIRI attesta e verifica la rispondenza della costruzione e dell'installazione degli impianti elettrici (quadri) e NON sostiuisce la marcatura CE
La marcatura CE nasce da normative comunitarie di Prodotto: esso è un percorso obbligatorio per i Costruttori di quadri che la devono rilasciare in quanto tali. Solo il costruttore, o un costruttore che attua delle modifiche significative sul quadro rilascia la marcatura CE.
Non è contemplata (nella normativa di prodotto) la marcatura CE emessa direttamente da un libero professionista o da altri che non sono costruttori così come lo stesso libero professionista non può redigere DICO se non installatore
Una dichiarazione alla regola dell'arte ai sensi della legge L. 186/68 mi sembra possibile ma la DIRI si sposa meglio con la esistente DICO/progetto parziale magari fatti ad HOC perché i quadri sono stati forniti ed installati da altri......
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beh sicuro: se nella dichiarazione di conformità/progetto sono implicitamente inclusi i quadri va tutto bene: si tratta di fare all'Azienda quello che vogliono senza problemi. La DICO e qualsiaisi altra cosa è grasso che cola
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