Ciao a tutti.
scusate la banalità della domanda ma avrei bisogno di una conferma.
Dovendo allacciare un piccolo impianto fotovoltaico alla rete di distribuzione ci si potrebbe trovare a dovre fare un tratto in AC, tra contatore di produzione e punto di connessione in rete (quadro generale dell'abitazione o contatore di scambio) sia in esterno che in interno.
In esterno si utilizzano cavi fg7, in interno - attraverso i corrugati preesistenti - cavi unipolari tipo n07vk.
Sarei quindi portato a collegare il breve tratto di cavo tripolare (3g6) fg7 con i tre cavi unipolare (F,N,PE) all'interno della abitazione dentro la prima scatola disponibile.
Vorrei avere una conferma sul fatto che il tratto di cavo AC tra contatore e punto di connessione in rete, possa essere interrotto senza alcun problema.
Ricordo che le norme vietano l'interruzione del tratto di cavo AC tra inverter e contatore GSE, tant'è vero che il quadro AC tra inverte e contatore GSE veniva sigillato.
Ciò veniva fatto per evitare - soprattutto quando le tariffe incentivanti erano davvero alte - che si immettesse energia prelevata dal distributore (che costava molto meno) in modo da farla conteggiare dal contatore GSE come se fosse stata prodotta dall'impianto FV.
Nel caso del tratto a valle del contatore GSE (tra contatore e rete) non dovrebbe - a rigor di logica – essere vietata l’interruzione della linea. Vorrei però avere da voi una conferma.
Ciao e Grazie
linea AC di un impianto FV
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Mike
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Sì, puoi interrompere.
Quello che dici non è più valido (da diversi anni) nemmeno per il tratto inverter-contatore GSE.

Quello che dici non è più valido (da diversi anni) nemmeno per il tratto inverter-contatore GSE.

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Giovepluvio
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L'inutile cavo antifrode non è più richiesto.... per fortuna.....
Dall'inverter fino al contatore di produzione possono essere fatte tutte le connessioni che vuoi
Dall'inverter fino al contatore di produzione possono essere fatte tutte le connessioni che vuoi
Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,
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Grazie mille per le risposte.
Sapevo della non obbligatorietà del cavo antifrode, però ricordo che un tecnico Acea (forse troppo zelante?) aveva sigillato - circa un anno fa - il quadro AC tra inverter e contatore. Anzi, se non ricordo male aveva sigillato anche il quadro AC tra contatore e rete. Ma forse ha ecceduto.
Ciao e grazie ancora
Sapevo della non obbligatorietà del cavo antifrode, però ricordo che un tecnico Acea (forse troppo zelante?) aveva sigillato - circa un anno fa - il quadro AC tra inverter e contatore. Anzi, se non ricordo male aveva sigillato anche il quadro AC tra contatore e rete. Ma forse ha ecceduto.
Ciao e grazie ancora
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planaremagico
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Un ultima domanda, limitatamente al tratto di cavo AC tra contatore GSE e punto di connessione in rete.
Grazie alle vostre risposte non ho dubbi sul fatto che posso interromperlo, cioè che non è necessario che sia un unico cavo.
Quindi, nel caso in cui il cavo AC (per arrivare ad esempio al contatore enel alloggiato lontano) che ho in dotazione non sia sufficientemente lungo (per un errore nel prendere le misure) posso tranquillamente fare una giunzione (senza dover sostituire il cavo corto con un cavo sufficientemente lungo)?
Nessun tecnico Enel, Acea potrebbe contestare una soluzione del genere?
Giusto?
Ciao e grazie
Grazie alle vostre risposte non ho dubbi sul fatto che posso interromperlo, cioè che non è necessario che sia un unico cavo.
Quindi, nel caso in cui il cavo AC (per arrivare ad esempio al contatore enel alloggiato lontano) che ho in dotazione non sia sufficientemente lungo (per un errore nel prendere le misure) posso tranquillamente fare una giunzione (senza dover sostituire il cavo corto con un cavo sufficientemente lungo)?
Nessun tecnico Enel, Acea potrebbe contestare una soluzione del genere?
Giusto?
Ciao e grazie
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planaremagico
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Nessun tecnico Enel o Acea ha l'autorità per contestare l'operato di un progettista e/o elettricista.
L'idea di giuntare due cavi però non è che sia il massimo. Le condizioni di posa?
L'idea di giuntare due cavi però non è che sia il massimo. Le condizioni di posa?
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Giovepluvio
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Giovepluvio ha scritto:Nessun tecnico Enel o Acea ha l'autorità per contestare l'operato di un progettista e/o elettricista.
L'idea di giuntare due cavi però non è che sia il massimo. Le condizioni di posa?
Si, non è il massimo, ma l'eventualità che un cavo risulti corto (magari di pochissimo) potrebbe capitare. E la soluzione più veloce ed economica è sicuramente la giunzine (sempre che sia a norma).
per le condizioni di posa avevo pensato:
- fg7 in tubazione stagna, nel punto di giunzione una scatola stagna con raccordi stagni.
- fg7 in tubazione non stagna, nel punto di giunzione una scatola stagna con pressacavi.
Se è un tratto interrato, in corrispondenza di un pozzetto si sale con la tubazione e si arriva alla scatola utilizzando una delle due modalità.
Per la giunzione dei cavi utilizzerei dei morsetti volanti oppure, ancora meglio, una appostia morsettiera su barra DIN per le fasi, ed un ragnetto nastrato di gialloverde per il PE.
E' corretto?
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planaremagico
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Dovresti verificare piuttosto che la linea esistente che collega il contatore di scambio con il tuo punto di connessione, sia di sezione adeguata tale da contenere l'impedenza a livelli bassissimi.

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KOTOR89 ha scritto:Dovresti verificare piuttosto che la linea esistente che collega il contatore di scambio con il tuo punto di connessione, sia di sezione adeguata tale da contenere l'impedenza a livelli bassissimi.
Tradotto in numeri "livelli bassissimi" cosa significherebbe?
Se la linea è dimensionata per la corrente nominale e la CdT è stata tenuta in opportuna considerazione, per un impianto FV di piccola taglia (almeno suppongo sia questo il caso), non è necessario farsi troppi problemi sull'impedenza di linea. Se un problema c'è è sulla linea del Distributore, non certo su qualche decina di metri di linea del Cliente.
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Giovepluvio
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planaremagico ha scritto:- fg7 in tubazione stagna, nel punto di giunzione una scatola stagna con raccordi stagni.
Direi che è ragionevole.
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Giovepluvio
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