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amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

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[1] amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteLordKain » 1 nov 2012, 13:35

Salve a tutti.
Io possiedo un amplificatore per chitarra elettrica valvolare marca Peavey 120 Watt la cui data di costruzione risale al 1983.L'ho sempre usato pochissimo pertanto le sue 4 valvole 6L6 GC sono sempre state le stesse da quando lo acquistai anni fa.E' giunto il momento però di sostituire le valvole e qui nasce il problema.In genere quasi tutti gli amplificatori valvolari per strumenti hanno un un regolatore che modifica la tensione di ingresso che arriva alle valvole in modo da ottenere la regolazione precisa di lavoro...il mio invece no!!! So che esistono amplificatori che autoregolano il BIAS delle valvole ma non ho idea se il mio ha un sistema simile visto che è stato realizzato circa trent'anni fa e io non ci capisco molto di elettronica.So che già negli anni '80 era prevista da oltre un decennio la regolazione del BIAS per gli amplificatori valvolari pertanto mi fa strano che il mio non ce l'abbia (tuttavia visionandolo dall'interno e osservando lo schema elettrico non compare nessun regolatore di alcun tipo!).Ho potuto reperire su internet lo schema elettrico interno ma non so se posso postarlo quà nel forum...posso dire che stranamente (per me ovviamente) ha due alimentatori interni (a bobina di rame realizzati come andavano a quei tempi....decisamente robusti) di cui so che uno è ovviamente destinato ad alimentare l'amplificatore...l'altro potrebbe essere destinato a generare una tensione particolare che una parte del circuito interno stabilisce per le valvole all'accensione...purtroppo però la mia incompetenza non mi fa capire bene se questo me lo immagino solo io o se è realmente così che avviene.In pratica vorrei sapere se posso postare lo schema elettrico interno e se qualcuno competente sa dirmi attraverso quello se sostituendo le valvole si autoregola da solo oppure bisogna intervenire in qualche modo.Stando al suo libretto di istruzioni non c'è scritto molto in merito tranne di sostituire le valvole con un modello analogo ma non necessariamente della stessa marca...inoltre dovrei capire se posso inserire valvole 6L6 GC anche prese singolarmente o se è necessario che siano selezionate (matched) e che quindi lavorino tutte e 4 secondo gli stessi valori.Io spero di essere riuscito a spiegarmi sufficentemente per farvi capire il mio problema...siccome le valvole costano (per me almeno attualmente purtroppo è così) specialmente se acquistate selezionate...prima di effettuare la spesa vorrei sapere se basta poi inserirle o se dovrò fare qualche modifica interna di qualche tipo.Attendo risposta per poter postare lo schema eletterico.Grazie fin da ora a tutti quelli che parteciperanno a questo topic.
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[2] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteLordKain » 1 nov 2012, 16:43

Cercando sul web ho scoperto che lo schema eletterico dell'amplificatore è stato già postato su alcuni forum internazionali...pertanto io lo posto di seguito....
Rock_Master Head 2.jpg
Rock_Master Head 2.jpg (420.97 KiB) Osservato 7492 volte
Rock_Master Head 1.jpg
Rock_Master Head 1.jpg (405.37 KiB) Osservato 7492 volte

se facendo questo infrango qualche regola di questo forum che mi è sfuggita vi prego di farmelo notare e vedremo come dovrò comportarmi per poterlo mettere a disposizione di tutti.

Nei fogli in .pdf di seguito si può notare sia lo schema elettrico che elettronico dell'amplificatore...guardandolo da destra verso sinistra si nota il pannello frontale con i potenziometri delle regolazioni del segnale...lo schedino centrale con le valvole preamplificatrici (3 x 12AX7)...dietro c'è quello con le valvole finali di potenza (4 x 6L6 GC) e i connettori per il segnale di uscita...poi in alto c'è un altro schedino con un raddrizzatore e sotto...sempre nello stesso schedino ho notato un transistor....questo schedino inoltre ha corrispondenza con quell'alimentatore che ho specificato nel mio post precedente che non so bene a cosa serva....io nella mia immaginazione (non avendo nozioni a sufficenza per capire bene) ho ritenuto che questo schedino e l'alimentatore si occupino delle 4 valvole di potenza finali autoregolandone la tensione per ottimizzarne il lavoro e ottenere il corretto segnale in uscita visto che non ci sono trigger o altri componenti che si occupano di regolarne il BIAS.Spero che qualcuno possa farmi presente un po' la logica del funzionamento delle valvole finali nel mio amplificatore in modo da sapere se posso acquistare una qualunque serie di valvole 6L6 GC di qualunque marca (matched o meno) o se dovrei apportare delle modifiche per inserire valvole nuove.Grazie.
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[3] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 1 nov 2012, 17:09

:-) Ciao, lo schema non lo ho guardato perché... troppo grande... :mrgreen: ma se non è presente alcun trimmer di regolazione si potrebbe supporre che (ipoteticamente) potrebbe esserci un circuito di autobiasing, come hai detto tu stesso, anche se francamente non ne ho mai visto uno, comunque sia "purtroppo" per la dispersione dei parametri quando si sostituiscono le valvole finali, che siano 2, 4, o 6 occorre che siano "matchate" ( a coppia, quartetto, sestetto a seconda dei casi ) altrimenti si va sempre incontro a sbilanciamenti che oltre a influire negativamente sul suono possono ridurre la vita della/e valvole che dissipano dipiù rispetto alle altre (detto un po' in soldoni); per esperienza, avendo collaborato a lungo con un negozio di strumenti, ti consiglio (ammesso che effettivamente l'ampli vada rivalvolato) di "mettertela via" e prendere un quartetto selezionato proprio della stessa Peavey (e per quel modello di ampli), quel che apparentemente ti sembrerebbe risparmiare prendendo delle valvole "a caso" lo sciuperesti con gli interessi per le complicazioni che potrebbero sorgere; per la serie "chi risparmia spreca" ;-) O_/
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[4] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteLordKain » 1 nov 2012, 17:41

Grazie per la risposta :D .So che alcuni amplificatori hanno un sistema di autobiasing ma sinceramente ero abituato alla regolazione manuale e quando mi sono reso conto che dovevo rivalvolare questo che attualmente possiedo...mi è preso il panico nel notare che non c'è nessun riferimento alla regolazione del BIAS....sia negli schemi recuperati....sia osservando proprio l'amplificatore di persona.Si le valvole vanno necessariamente sostituite...non processano più il segnale come dovrebbero....perfino la saturazione è quasi sparita....inoltre sono secoli che si trovavano nell'amplificatore....già più volte negli anni mi sono domandato come mai non si fossero ancora esaurite.Il problema fondamentale è che il modello di valvole che monta originali non sono più in produzione...si trovano solo usate e a prezzi che bene o male sfiorano quelle nuove...io devo rivalvolare l'amplificatore prima di venerdì prossimo che ho un concerto....e nei negozi della mia città si trovano solo nuove e di altre marche.Sicuramente dovrò prendere un quartetto matched in modo che se effettivamente è previsto un sistema (anche rudimentale) di autobiasing probabilmente si autoregolerà su una tensione che però deve essere valida per tutte e 4 le valvole....se anche una lavorasse con valori leggermente diversi credo proprio che non potrebbe funzionare la regolazione automatica....è che non riesco a trovare niente circa possessori che lo hanno (o lo hanno avuto) che abbiano citato da qualche parte come funziona la sostituzione delle valvole....è per questo che domando a chi è certamente più competente di me....se dagli schemi che ho postato si può delineare qualcosa di preciso in merito.
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[5] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 1 nov 2012, 17:57

:-) Tranquillo prendi un quartetto "matched" di marca (Peavey, Fender, Marshall, Mesa boogie) e montalo, non dovresti avere problemi di sorta. O_/
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[6] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteLordKain » 2 nov 2012, 10:32

Grazie mille :ok: .In effetti a questo punto mi conviene giustamente provare...prenderò un quartetto matched e vedrò di rimanere nei parametri di corrente previsti per le valvole che ho attualmente tanto per essere sicuro.
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[7] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 2 nov 2012, 13:59

Ciao Foto UtenteLordKain,
Ho dato un'occhiata al tuo schema: direi che, a parte l'apparente complessità, il tuo amplificatore è un classico senza sofisticazioni di alcun tipo, almeno dallo stadio invertitore complementare in avanti (V7).

Nel preamplificatore qualche stramberia c'è: nel primo stadio (V5) c'è un controllo di saturazione realizzato con i due zener collegati in antiserie e messi in controreazione sul secondo triodo di V5, il tutto escludibile con delle fotoresistenze illuminate da un led attivabile in remoto attraverso la presa J6

Come il finale anche l'alimentatore è realizzato senza fronzoli e genera varie tensioni semplicemente raddrizzando e livellando le tensioni alternate dei secondari del trasformatore di alimentazione senza stabilizzarle.
Il trasformatore ha tre secondari: il primo in alto a destra genera l'alimentazione anodica e delle griglie schermo, il secondo dall'alto genera la tensione di -55V di polarizzazione delle griglie controllo delle valvole finali e una tensione di +26V per i circuiti delle fotoresistenze che ho detto prima, il terzo dall'alto alimenta i filamenti.

Non c'è quindi alcuna stabilizzazione, per cui la corrente a riposo delle valvole è quella che viene ed è molto influenzata dalle variazioni della tensione di rete. Sarebbe bene che le valvole siano identiche ma non credo che eventuali differenze siano apprezzabili...poi su quest'argomento le leggende metropolitane hanno fatto storia...e i venditori di valvole la loro fortuna.

Piuttosto ti consiglio di accertarti che le 6L6 siano veramente esaurite prima di acquistarle: allo scopo, se ti intendessi di elettronica un tantino in più, potresti realizzare un circuito di test per ricavare le curve caratteristiche di ogni valvola e confrontarle con quelle del datasheet. Oppure, più semplicemente, cercare qualcuno che se ne intenda e che possieda un prova valvole.
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[8] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto Utentefrancos » 2 nov 2012, 18:28

Foto UtenteBrunoValente mai cognome fu cosi appropriato ! :mrgreen:
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[9] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteLordKain » 2 nov 2012, 19:27

Grazie mille per la risposta.Beh quindi non si autoregola pertanto ogni valvola che inserirò lavorerà a 55V se non ho capito male il concetto.Avevo trovato delle JJ Tesla matched che lavorano a 61V pertanto allora eviterò di acquistarle.Il fatto è che l'amplificatore monta le valvole originali e sono quasi 30 anni (non scherzo!) che sono in quell'amplificatore...trovatomi in sala di incisione a sentire la distorsione (uso una rack esterna...suono analogico...ho provato anche amplificatori a transistor ma non so per quale strano motivo non riescono a contenere il segnale....il suono emerge legnoso e impossibile da regolare specilamente sui bassi per lo più per toglierli per altro) della rack divenire sempre più debole fino a diventare un overdrive mentre il volume del segnale rimaneva allo stesso volume.Un amico più ferrato di me in materia mi ha fatto notare che le valvole stavano finendo di operare e che questo avviene comunque e sempre visto che il segnale dello strumento arriva ugualmente...che sia diretto o tramite rack.Il problema è che senza poter regolare il BIAS è difficile trovare qualche quartetto che operi nello stesso modo delle valvole originali (sono valvole Sylvania/Phillips 6L6 GC -STR 387 che io non trovo nuove da nessuna parte e comunque non è detto che se anche trovassi un quartetto matched il valore di operatività sia lo stesso)....il datasheet delle valvole attuali non lo trovo da nessuna parte eccetto qualche misera informazione tipo i watt di rilascio che sono 30 a valvola...ma questo mi pareva comunque chiaro.Dovrei quindi cercare un quartetto matched 6L6 GC che lavori a 55V ?
Sarebbe possibile Inserire un Trimmer e agire sulla regolazione della tensione di lavoro delle valvole in modo da poter così avere meno problemi in futuro?
Ultima modifica di Foto Utentemarco438 il 3 nov 2012, 18:56, modificato 1 volta in totale.
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[10] Re: amplificatore per chitarra da rivalvolare (1983)

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 3 nov 2012, 0:13

Per me quell'amplificatore non è così critico, non credo serva tanta precisione, penso sia sufficiente montare quattro valvole qualsiasi, al massimo della stessa marca.
Non si tratta di un amplificatore ad alta fedeltà, anzi è piuttosto grezzo e non vale la pena crearsi tanti problemi.
Insisto invece sul verificare che siano davvero le valvole le responsabili del malfunzionamento
LordKain ha scritto:...Il fatto è che l'amplificatore monta le valvole originali e sono quasi 30 anni (non scherzo!) che sono in quell'amplificatore...

Non vuol dire nulla: io ho alcune radio perfettamente funzionanti con le loro valvole originali che sono montate da oltre 80 anni.
LordKain ha scritto:...trovatomi in sala di incisione a sentire la distorsione (uso una rack esterna...suono analogico...ho provato anche amplificatori a transistor ma non so per quale strano motivo non riescono a contenere il segnale....il suono emerge legnoso e impossibile da regolare specilamente sui bassi per lo più per toglierli per altro) della rack divenire sempre più debole fino a diventare un overdrive mentre il volume del segnale rimaneva allo stesso volume.Un amico più ferrato di me in materia mi ha fatto notare che le valvole stavano finendo di operare e che questo avviene comunque e sempre visto che il segnale dello strumento arriva ugualmente...che sia diretto o tramite rack...

Qui, ti dico la verità, ci ho capito poco.
Se intendi dire che dopo un po' che l'ampli sta acceso inizia a distorcere e il volume si abbassa, allora potrebbe dipendere da qualche condensatore che comincia a manifestare gli acciacchi dovuti alla vecchiaia.
Io darei una controllatina a C16 e C18, ma prima di questo andrebbe misurata la tensione di polarizzazione delle quattro griglie per verificare se effettivamente si trovano a -55V: se quei condensatori fossero in perdita farebbero variare proprio la tensione delle griglie e l'effetto sarebbe proprio quello che descrivi, o meglio, quello che credo di aver capito dalla tua descrizione.
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