
Collegamento altoparlanti: serie? parallelo?...?
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IsidoroKZ
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claudiocedrone il 22 nov 2012, 17:30, modificato 1 volta in totale.
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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claudiocedrone
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Gli amplificatori normali allo stato solido hanno una impedenza di uscita molto ben definita: molto meno di quella di carico, in modo da comportarsi da generatori di tensione.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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P.s. E... quelli anormali "Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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claudiocedrone
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Quelli anomali hanno una impedenza di uscita da generatore di corrente, cosi` si sentono tutte le risonanze dell'altoparlante :)
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Anche se probabilmente utilizzerò un solo altoparlante, ringrazio
clavicordo per il suo intervento.
Effettivamente qualche dubbio in più ora ce l'ho:
Cosa significa?
E se non è "assimilabile a un generatore di tensione"? il discorso cambia?
Scusate la mia ignoranza,ma ho 14 anni

Effettivamente qualche dubbio in più ora ce l'ho:
clavicordo ha scritto:se l'ampli è assimilabile a un generatore di tensione
Cosa significa?
E se non è "assimilabile a un generatore di tensione"? il discorso cambia?
Scusate la mia ignoranza,ma ho 14 anni

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Se a 14 anni,
ciaccio, ti poni già questi problemi, diventerai un bravo elettronico!
Ti consiglierei di leggere e studiare gli articoli pubblicati qui sull'elettrotecnica di base, in particolare quello su bipoli di
lillo e di
admin.
Un generatore di tensione ideale è detto così perché riuscirebbe a mantenere sempre la stessa tensione nominale ai suoi capi, indipendentemente dalla corrente che eroga. Un generatore reale non ci riesce e allora si dice, nel caso più semplice, che ha una "resistenza interna": se ad esempio la tensione nominale è 10 V e se, erogando 1 A, la tensione si abbassa a 9 V, quel volt di caduta corrisponde a una resistenza interna di 1 V diviso 1 A = 1 ohm. Il generatore reale si rappresenta quindi, in questo caso, come un generatore ideale con in serie un resistore da 1 ohm.
L'uscita di un ampli si può rappresentare come un generatore reale di tensione, ma se la sua resistenza interna è molto bassa rispetto ai 4 ohm dell'altoparlante (se è per esempio 0,01 ohm) allora in prima approssimazione si può considerare un generatore ideale di tensione: nei calcoli della potenza erogata la resistenza interna si può trascurare.
Se la resistenza interna ha invece un valore molto maggiore, ad esempio proprio 4 ohm, allora nei calcoli non può essere trascurata.
Come si fanno i calcoli? Applicando le leggi di Ohm e di Kirchhoff.
Bisogna dire che quanto detto si applica finché l'ampli lavora a una potenza inferiore a quella massima erogabile: da quel punto in poi le cose si complicano un po'. E' meglio non superarla! Quanto ai due altoparlanti di cui parlavi all'inizio, fai pure delle prove collegandoli in serie o in parallelo e scegli tranquillamente se usarne uno o entrambi, tanto non succede niente!
Ti consiglierei di leggere e studiare gli articoli pubblicati qui sull'elettrotecnica di base, in particolare quello su bipoli di
Un generatore di tensione ideale è detto così perché riuscirebbe a mantenere sempre la stessa tensione nominale ai suoi capi, indipendentemente dalla corrente che eroga. Un generatore reale non ci riesce e allora si dice, nel caso più semplice, che ha una "resistenza interna": se ad esempio la tensione nominale è 10 V e se, erogando 1 A, la tensione si abbassa a 9 V, quel volt di caduta corrisponde a una resistenza interna di 1 V diviso 1 A = 1 ohm. Il generatore reale si rappresenta quindi, in questo caso, come un generatore ideale con in serie un resistore da 1 ohm.
L'uscita di un ampli si può rappresentare come un generatore reale di tensione, ma se la sua resistenza interna è molto bassa rispetto ai 4 ohm dell'altoparlante (se è per esempio 0,01 ohm) allora in prima approssimazione si può considerare un generatore ideale di tensione: nei calcoli della potenza erogata la resistenza interna si può trascurare.
Se la resistenza interna ha invece un valore molto maggiore, ad esempio proprio 4 ohm, allora nei calcoli non può essere trascurata.
Come si fanno i calcoli? Applicando le leggi di Ohm e di Kirchhoff.
Bisogna dire che quanto detto si applica finché l'ampli lavora a una potenza inferiore a quella massima erogabile: da quel punto in poi le cose si complicano un po'. E' meglio non superarla! Quanto ai due altoparlanti di cui parlavi all'inizio, fai pure delle prove collegandoli in serie o in parallelo e scegli tranquillamente se usarne uno o entrambi, tanto non succede niente!

"Ogni cosa va resa il più possibile semplice, ma non ANCORA più semplice" (A. Einstein)
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clavicordo
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Grazie mille
clavicordo per le tue risposte così esaurienti
Non so se con il passare del tempo questa mia passione diventerà un lavoro, ma di certo rimarrà un hobby per tutta la vita.
Trovo l'elettronica molto interessante nonostante mi sia avvicinato a questo mondo da qualche mese
Leggerò quei blog e farò delle prove.
Grazie ancora per il tuo aiuto

Non so se con il passare del tempo questa mia passione diventerà un lavoro, ma di certo rimarrà un hobby per tutta la vita.
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