In che modo il consumo energetico sale se il motore viene azionato e spento + volte?
Le ragioni sono molte. Per ora mi viene in mente:
1) Se il motore si accende e spegne più volte significa che per il processo controllato è un motore sovradimensionato. (Ma in taluni casi è giusto/meglio così).
2) Un motore sovradimensionato che viene attivato / disattivato evidentemente da origini a maggiori consumi per via degli spunti, (che però in termini energetici potrebbero essere anche trascurabili), ma anche per via delle perdite nominali: da quelle nel ferro, a quelle nel rame. (Però a motore disattivato le perdine non ci sono).
3) Per una pompa un motore sovradimensionato poi importa ad altri fenomeni, non più elettrici: dalla formazione di turbolenze nel fluido, fino ad altri fenomeni a me meno noti, tali da richiedere più coppia motrice per lo scopo finale utile.
4) Ci sono ancora altre ragioni.
L'inverter, dal banale controllo V/f al vettoriale, permette di portare il motore a lavorare in un punto più ottimale. Non più degli ON/OFF controllati chissà in che modo, ma, abbinato l'inverter con dei controlli di processo un poco più seri, come i regolatori PI, si può portare il motore a lavorare in modo modulare, se non costante, per il tipo di fabbisogno.
In generale, e le ragioni sono poi molte e da studiare, se occorre compiere un determinato lavoro in una quantità di tempo ma si adotta un sistema in grado di compiere un lavoro doppio, è chiaro che questo sistema dovrà lavorare solo per la metà del tempo. Però, per la restante metà tempo bisogna essere in grado di conservare integralmente il lavoro ottenuto, cosa che non è assolutamente scontata. In un simile sistema le perdite complessive tendono ad essere superiori a quelle di un sistema che compie il lavoro utile nel tempo previsto.