Oh bene, bravo mi complimento per la scelta. Io sono un elettronico, ma ho sempre amato molto anche la meccanica. In bocca al lupo per i tuoi studi!
Tornando al nostro progettino, allora vediamo...
Partiamo dalla tensione. Dicevamo che i 14,6V sono "stabili" secondo il tester, ma come saprai il tester è uno strumento piuttosto bugiardo. Le sue risposte sono esatte (più o meno) solo se rispettiamo le
sue condizioni. Misurando la tensione in portata DC, lo strumento provvederà a fare una sorta di media, calcolata in un intervallo più o meno lungo, della tensione d'ingresso.
Ti consiglio di guardare velocemente il funzionamento di un voltmetro "a doppia rampa" (quello tipicamente usato nei tester economici:
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CDMQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwebuser.unicas.it%2Fdweb%2Fgestione%2Fdownload.php%3Fid%3D1686&ei=ZIq6UPvPOIqk4gSEgYHYCA&usg=AFQjCNF74ioAkTdjJR23giIPqkUyEO41QA&sig2=T9ifqNsG4ovzPmsbBgC1pA&cad=rja), ti renderai conto che qualsiasi picco, rumore, oscillazione, etc., viene filtrato alla grande, e lo strumento esibirà unicamente il valore di tensione mediato in un intervallo più o meno lungo. Per questo la tensione ti sembra così stabile, anche se in realtà non lo è!
La tensione di bordo di un'autovettura è tipicamente "sporcata" dagli impulsi di ricarica dell'alternatore, dagli impulsi generati dai driver delle bobine (tutte cose note, suppongo!), e da ogni genere di utilizzatore collegato alla rete (alzacristalli, frecce, etc.).
Questi disturbi vanno filtrati accuratamente, in modo da evitare che si ripercuotano direttamente all'uscita dell'amplificatore audio. Esso infatti ha bisogno di una tensione molto "pulita" per funzionare "bene", lasciami usare un linguaggio un po' grossolano.
Per apprezzare meglio ciò che ti dico, potremo collegare l'amplificatore e ridurre via via la qualità del filtro di alimentazione, così sentirai apparire gradualmente i vari disturbi.
Allora, vista la tua preparazione, e vista la tua volontà di ottenere un oggetto sicuramente ben funzionante, io ti consiglierei caldamente un kit simile a quello visto su ebay. Per 20 euro porti a casa un bel PCB pronto, e ti puoi dedicare ad alimentarlo e sfruttarlo al meglio. Oltretutto il PCB è in genere di qualità, così puoi fare delle belle saldature e dimenticarti dei falsi contatti. Lo monti con un bel dissipatore e il gioco (almeno per il finale) è fatto! Poi non preoccuparti, di lavoro ce n'è per farlo rendere al meglio, e per questo siamo qui noi!
Come ti dicevo la millefori è un'arma a doppio taglio. Sembra molto pratica, si assembla tutto in un attimo, ma quando sali di frequenza il discorso cambia.
Prima ti parlavo del collegamento della massa. A cosa serve? Serve a far percorrere alle correnti la strada che vuoi tu, e non lasciarle libere di "chiudere il loro percorso" attraverso cammini del tutto incontrollabili.
Il collegamento che viene definito "massa" (anche se io preferisco chiamarlo semplicemente "riferimento" o ancor meglio "ritorno") è di vitale importanza, forse ancor più dell'alimentazione stessa. Un circuito male alimentato funziona male, ma una massa sbagliata genera dei gran rompicapo, quando non compromette del tutto il funzionamento del circuito, con sintomi imprevedibili!
Vedila così: ogni volta che prelevi corrente per alimentare un carico, essa deve necessariamente chiudere un percorso verso il potenziale inferiore della sorgente di alimentazione: la massa appunto. Se tale percorso non è analizzato attentamente a priori, la chiusura delle correnti avviene per la strada "più comoda", ossia quella a minor
impedenza. Se non hai ancora visto il concetto di impedenza, aspetta l'esame di Elettrotecnica...

e vedi di capirlo bene!
In breve: le correnti che chiudono percorsi "imprevisti" vanno a percorrere rami del circuito nei quali magari devono scorrere correnti molto minori (ad esempio nella sezione di segnale d'ingresso), ed ecco l'insorgere di disturbi, ronzii, fino all'instabilità totale, ovvero l'autooscillazione.
Disegnare un buon PCB vuol dire tener conto principalmente di questa cosa, non basta collegare tutti i punti indicati dallo schema, occorre conoscere molto bene il funzionamento del circuito! Altrimenti, pensaci, tanto varrebbe piazzare a caso i componenti, e collegare tutto con fili volanti, no?

Per semplificare le cose, spesso si usa il piano di massa: un'intera area dedicata completamente al potenziale di ritorno. L'area estesa consente alle correnti di chiudere il percorso a impedenza minore possibile, e inoltre funge da schermo nei confronti dei disturbi che provengono dall'esterno del circuito. Anche lì bisogna stare attenti: il piano di massa non è una panacea, e se viene fatto con troppa leggerezza "
tanto c'è lui e tutto si sistema" provoca più danni che altro!
Scusa se sono prolisso, ma ci tengo a farti capire un po' di cose che sono del tutto basilari per affrontare coscenziosamente il progetto di un circuito.
Poi ovviamente decidi tu, se vuoi provare comunque a montare il 1552 fai pure, ma poi non chiederti perché è così difficile farlo suonare...

Alberto.