Salve,
stò progettando un impianto fotovoltaico su una vecchia abitazione dove l'impianto esistente è in condizioni pessime e necessita di un intervento. Dopo aver fatto il preventivo di adeguamento dell'impianto, il cliente non è disposto a pagare la somma, ma vuole comunque procedere con il fotovoltaico, quindi mi chiedo come posso tutelarmi. La mia idea è quella di "staccare" l'impianto esistente dal contatore ed allacciare solamente la nova linea, ossia quella dell'impianto fotovoltaico e non alimentare la vecchia utenza.
Così facendo l'impianto d'utenza sarebbe a norma e non rischierei nulla in ambitò di responsabilità progettuali.
Ma nel caso in cui, successivamente, l'utente colleghi la parte vecchia senza comunicarmelo, come posso tutelarmi? E' sufficiante una dichiarazione scritta e formata dal cliente?
Fotovoltaico su vecchia abitazione
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Mike
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La CEI 0-21 ammette fino a 3 DGL...perché non utilizzarli?
Praticamente derivi a valle del punto di connessione un nuovo DG che sarà connesso all'impianto fotovoltaico, quello esistente continuerà ad alimentare l'impianto elettrico fatiscente....ma che comunque spero che abbia almeno i requisiti minimi di sicurezza...Impianto di terra, interruttore differenziale ecc... ecc...
Praticamente derivi a valle del punto di connessione un nuovo DG che sarà connesso all'impianto fotovoltaico, quello esistente continuerà ad alimentare l'impianto elettrico fatiscente....ma che comunque spero che abbia almeno i requisiti minimi di sicurezza...Impianto di terra, interruttore differenziale ecc... ecc...
Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,
lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
- Albert Einstein
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Concordo col suggerimento di
maxxy: collegati in parallelo all'impianto esistente, immediatamente sotto al PdC. Progetto e DiCo riguarderanno esclusivamente la nuova parte d'impianto che dovrà però, ovviamente, rispettare la normativa attualmente vigente.
Per massimo scrupolo potresti anche mandare una comunicazione alla Committenza, a mezzo A/R, nella quale sottolinei l'inadeguatezza dell'esistente.
Per massimo scrupolo potresti anche mandare una comunicazione alla Committenza, a mezzo A/R, nella quale sottolinei l'inadeguatezza dell'esistente.
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Giovepluvio
5.978 3 6 10 - G.Master EY

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Purtroppo l'interruttore generale è un magnetotermico da 32A e le condutture sono in classe 1.
Anche il coordinamento con l'impianto di terra (che ancora non ho trovato) sarebbe impossibile.
Anche il coordinamento con l'impianto di terra (che ancora non ho trovato) sarebbe impossibile.
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Alessiocica
-2 3 - Messaggi: 31
- Iscritto il: 23 lug 2009, 10:09
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Non credo che a te interessi il fatto che il generale sia un magnetotermico, dato che tu devi solo proteggere la massa del tuo impianto che nella maggior parte dei casi è rappresentata solo dalla carcassa dell'inverter.
La linea che collega l'inverter al DGL falla in classe II.
Installa un dispersore e collegaci solo il tuo PE.
In questo maniera il tuo impianto è a norma, l'impianto utilizzatore no ma a te non interessa.

La linea che collega l'inverter al DGL falla in classe II.
Installa un dispersore e collegaci solo il tuo PE.
In questo maniera il tuo impianto è a norma, l'impianto utilizzatore no ma a te non interessa.

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Installa un dispersore e collegaci solo il tuo PE.
In questo maniera il tuo impianto è a norma, l'impianto utilizzatore no ma a te non interessa.
Per essere sicuri non bisognerebbe anche controllare che le masse collegate al nuovo impianto di terra non possano essere toccate contemporaneamente a quelle del vecchio impianto?
In quel caso andrebbe fatto un unico impianto di terra per tutta l' abitazione, o sbaglio qualcosa?
Non mi pare di averne visti, ma mi domando se non siano ancora stati creati inverter fotovoltaici in classe II, magari solo per potenze contenute, dove il calore non è poi molto.
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Non credo sia tua la responsabilità del fatto che le sue masse non sono collegate a terra.
Secondo me tu sei a posto col TUO impianto.
Non credo esistano inverter di classe II, in quanto il collegamento a terra è fondamentale per il funzionamento della maggior parte degli inverter.
Secondo me tu sei a posto col TUO impianto.
Non credo esistano inverter di classe II, in quanto il collegamento a terra è fondamentale per il funzionamento della maggior parte degli inverter.
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KOTOR89 ha scritto:Non credo che a te interessi il fatto che il generale sia un magnetotermico, dato che tu devi solo proteggere la massa del tuo impianto che nella maggior parte dei casi è rappresentata solo dalla carcassa dell'inverter.
La linea che collega l'inverter al DGL falla in classe II.
Installa un dispersore e collegaci solo il tuo PE.
In questo maniera il tuo impianto è a norma, l'impianto utilizzatore no ma a te non interessa.![]()
Concordo!!!
Alessiocica ha scritto:Purtroppo l'interruttore generale è un magnetotermico da 32A e le condutture sono in classe 1.
Anche il coordinamento con l'impianto di terra (che ancora non ho trovato) sarebbe impossibile.
Probabilmente l'impianto di terra non esiste.
Forse costerebbe qualcosina in più fare un impianto di terra nuovo ma se ti fai anche le prove di terra sicuramente dormirai sereno.
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guerriero84
0 2 - Messaggi: 9
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Il tuo compito è quello di installare il tuo impianto senza compromettere la sicurezza dell'impianto esistente (DM 37/2008 comma 3 dell'articolo 7 - "In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità e l'attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto.")
Quindi ti puoi collegare all'impianto esistente.
Per tutelarmi farei comunque una breve relazione scritta in cui segnalare le mancanze più significative sull'impianto esistente, suggerendo al cliente di intervenire al più presto.
Quindi ti puoi collegare all'impianto esistente.
Per tutelarmi farei comunque una breve relazione scritta in cui segnalare le mancanze più significative sull'impianto esistente, suggerendo al cliente di intervenire al più presto.
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ProgettoImpianti
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