È una cosa un po' delicata..
Se tu generi in isola e non in modalità UPS ti trovi tensione e corrente fotovoltaiche non sincronizzate con la rete, quindi lo switch non sarà istantaneo, ma per sicurezza e per l'intervento degli interruttori elettromeccanici, interesserà alcuni semiperiodi..
La prima idea che ho avuto è che considerando due generatori in parallelo problemi non ce ne sono, in realtà penso che le problematiche che ti ho esposto vadano considerate.
Accumulo temporaneo energia ftv con sistemi misti
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sebago,
mario_maggi
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Ci sono già sistemi studiati ad hoc per questo, vedi per esempio la sma
http://www.sma-italia.com/it/prodotti/s ... ackup.html
http://www.sma-italia.com/it/prodotti/s ... ackup.html
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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A livello teorico potresti dal quadro elettrico mantenere sempre alimentate alcune utenze tipo centralina caldaia PC fisso o altri apparecchi delicati, mentre per gli altri carichi potresti tollerare il (probabilmente inevitabile) buco di tensione.
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Già già la norma CEI xxx da le specifiche di immunità degli apparecchi elettronici, tra cui la classificazione in base alla sopportazione dei buchi di tensione.
Ci sarà una norma analoga che definisce il tempo di intervento dei gruppi di continuità che è comunque qualche semiperiodo..
Ci sarà una norma analoga che definisce il tempo di intervento dei gruppi di continuità che è comunque qualche semiperiodo..
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Grazie
cille87, hai centrato quelle che erano le mie perplessità.
Sarei curioso di fare una prova..
In pratica, sarebbe un po' come quando interviene un soccorritore off line, ad es. per l'illuminazione di sicurezza.
La mia idea era quella di realizzare un sistema tipo quello citato da
Mike (grazie Mike).
Sarei curioso di fare una prova..
In pratica, sarebbe un po' come quando interviene un soccorritore off line, ad es. per l'illuminazione di sicurezza.
La mia idea era quella di realizzare un sistema tipo quello citato da
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Emanuele78
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Mike ha scritto:http://www.sma-italia.com/it/prodotti/s ... ackup.html
Auguri con SMA , con il piombo forse funziona , con altre tecnologie dubito.... e poi costicchiano
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azocchi ha scritto:Auguri con SMA , con il piombo forse funziona , con altre tecnologie dubito.... e poi costicchiano
1° le critiche alle aziende e ai loro prodotti sono accettabili se opportunamente motivate e mettendoci la faccia.
2° il costo è sempre relativo a cosa viene proposto, il mercato è libero e ognuno sceglie
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Mike
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Infatti parlo perché ci ho lavorato sopra e davo semplicemente il mio parere a riguardo .
Forse sarà il prodotto più completo ma volevo dire che ci sono altri prodotti a prezzo più competitivo .
Forse sarà il prodotto più completo ma volevo dire che ci sono altri prodotti a prezzo più competitivo .
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azocchi ha scritto:Infatti parlo perché ci ho lavorato sopra e davo semplicemente il mio parere a riguardo .
Non mi pareva un gran giudizio con motivazioni tecniche...
azocchi ha scritto:Forse sarà il prodotto più completo ma volevo dire che ci sono altri prodotti a prezzo più competitivo .
Questo è ovvio, infatti ho fatto un esempio, se ne hai altri ben vengano.
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Ciao a tutti,
mi sono interessato a questa configurazione d'impianto la primavera scorsa e ci ho riflettuto un po' sopra.
Ritengo che ci siano 2 ostacoli:
1) il costo delle batterie
2) un problema normativo: a che definizione d'impianto è relativa questa configurazione? Non è un impianto in isola, non è un utente permanentemente collegato e non è neanche un utente che effettua "parallelo di breve durata". Non avendo una definizione in sede normativa, a che regole deve rispondere la progettazione di un impianto così?
Al di là delle questioni normative, non c'è un ritorno economico soddisfacente. Facciamo 2 conti:
IPOTESI:
- vogliamo soddisfare un diagramma di carico che preveda 50W costanti per le 12 ore "senza produzione", più assorbimenti di 100 W medi per 10 ore (un po' di frigo, un po' di TV, un po' di luci...è solo un'ipotesi). Ciò corrisponde a 1600 Wh.
- sistema di accumulo a 48 V
- profondità di scarica al 40% (altrimenti le batterie, chiaramente al piombo, col cavolo che passano gli 8-9 anni di vita)
- temperatura del locale batterie compresa tra 15 e 35 gradi
Si ottengono suppergiù circa 130 Ah di capacità e scelgo quindi la taglia 150 Ah.
Prendendo elementi al piombo da 2V ciascuno, abbiamo un totale di 24 elementi.
Con 65 euro ad elemento, IVA esclusa, otteniamo 1560 Euro per gli elementi.
Teniamo conto che c'è da aggiungere un armadio per il posizionamento con dimensioni di circa 110x80 h.60 cm.
Tenuto conto che:
1) un impianto FV installato in Nord Italia, con 30° di inclinazione, orientato a SUD, da 3 kWp, assolve tranquillamente alla necessità di 1600 Wh,
2) attualmente l'impianto FV chiavi in mano costa 8000 Euro esclusa IVA, oneri di sicurezza e opere edili,
ipotizziamo un 13.000 Euro totali (FV + batterie), comprensivi di IVA, opere edili e sicurezza.
Proviamo a calcolare in modo semplificato il rientro.
In ipotesi di autoconsumare TUTTA l'energia prodotta e di usare un 70% come rendimento carica-scarica delle batteria, si ottengono 3 kWp * 1250 kWh/kWp * 0.7 = 2625 kWh; valorizzandola a 0.22 Euro/kWh si hanno 578 Euro/anno.
Sommiamo la detrazione del 50% (sui 13.000 Euro), che consiste in 650 Euro/anno e otteniamo 1228 Euro/anno.
Il rientro sarebbe in 10 anni, fermo restando che arrivati a quel punto vanno di nuovo sostituite le batterie e quindi va aggiunto un altro anno: in totale 11 anni.
NB: abbiamo ipotizzato di:
- poter accedere alla detrazione del 50% su tutto l'impianto
- autoconsumare totalmente l'energia prodotta
- valorizzare l'energia a 0.22 Euro/kWh
- trascurare manutenzione di moduli e inverter ed eventuale assicurazione
- trascurare diminuzione di resa dei moduli (sulle batterie non mi pronuncio in quanto non le conosco abbastanza per dirlo)
In conclusione, secondo me i numeri non sono poi così allettanti.
Ciao!
Giacomo
mi sono interessato a questa configurazione d'impianto la primavera scorsa e ci ho riflettuto un po' sopra.
Ritengo che ci siano 2 ostacoli:
1) il costo delle batterie
2) un problema normativo: a che definizione d'impianto è relativa questa configurazione? Non è un impianto in isola, non è un utente permanentemente collegato e non è neanche un utente che effettua "parallelo di breve durata". Non avendo una definizione in sede normativa, a che regole deve rispondere la progettazione di un impianto così?
Al di là delle questioni normative, non c'è un ritorno economico soddisfacente. Facciamo 2 conti:
IPOTESI:
- vogliamo soddisfare un diagramma di carico che preveda 50W costanti per le 12 ore "senza produzione", più assorbimenti di 100 W medi per 10 ore (un po' di frigo, un po' di TV, un po' di luci...è solo un'ipotesi). Ciò corrisponde a 1600 Wh.
- sistema di accumulo a 48 V
- profondità di scarica al 40% (altrimenti le batterie, chiaramente al piombo, col cavolo che passano gli 8-9 anni di vita)
- temperatura del locale batterie compresa tra 15 e 35 gradi
Si ottengono suppergiù circa 130 Ah di capacità e scelgo quindi la taglia 150 Ah.
Prendendo elementi al piombo da 2V ciascuno, abbiamo un totale di 24 elementi.
Con 65 euro ad elemento, IVA esclusa, otteniamo 1560 Euro per gli elementi.
Teniamo conto che c'è da aggiungere un armadio per il posizionamento con dimensioni di circa 110x80 h.60 cm.
Tenuto conto che:
1) un impianto FV installato in Nord Italia, con 30° di inclinazione, orientato a SUD, da 3 kWp, assolve tranquillamente alla necessità di 1600 Wh,
2) attualmente l'impianto FV chiavi in mano costa 8000 Euro esclusa IVA, oneri di sicurezza e opere edili,
ipotizziamo un 13.000 Euro totali (FV + batterie), comprensivi di IVA, opere edili e sicurezza.
Proviamo a calcolare in modo semplificato il rientro.
In ipotesi di autoconsumare TUTTA l'energia prodotta e di usare un 70% come rendimento carica-scarica delle batteria, si ottengono 3 kWp * 1250 kWh/kWp * 0.7 = 2625 kWh; valorizzandola a 0.22 Euro/kWh si hanno 578 Euro/anno.
Sommiamo la detrazione del 50% (sui 13.000 Euro), che consiste in 650 Euro/anno e otteniamo 1228 Euro/anno.
Il rientro sarebbe in 10 anni, fermo restando che arrivati a quel punto vanno di nuovo sostituite le batterie e quindi va aggiunto un altro anno: in totale 11 anni.
NB: abbiamo ipotizzato di:
- poter accedere alla detrazione del 50% su tutto l'impianto
- autoconsumare totalmente l'energia prodotta
- valorizzare l'energia a 0.22 Euro/kWh
- trascurare manutenzione di moduli e inverter ed eventuale assicurazione
- trascurare diminuzione di resa dei moduli (sulle batterie non mi pronuncio in quanto non le conosco abbastanza per dirlo)
In conclusione, secondo me i numeri non sono poi così allettanti.
Ciao!
Giacomo
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