Stavo leggendo TuttoNormel di questo mese, ed ho letto una cosa che sembra troppo bella per essere vera, scrivo quindi qui per vedere se qualcuno mi conferma o smentisce la cosa:
Finora alla fine dei lavori, viene redatta la DiCo, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori la ditta è tenuta a consegnare una copia della stessa allo sportello unico del Comune dove sono stati eseguiti i lavori.
Sembra però che il DL in oggetto specifichi che non sia più necessario consegnarla all'ufficio unico, ma sia sufficiente mantenere una copia presso la sede della ditta.
Ora, la cosa mi sembra troppo bella per essere vera, per più motivi
1) Anni fa, si consegnavano le DiCo in Camera di Commercio (46/90)
2) Poi venne inserita la possibilità di spedire le DiCo direttamente online, sempre alla CDC (46/90)
3) Poi venne l'obbligo di inviare al Comune la DiCo, che poi, dopo verifica, la inviava in copia alla CDC (37/08)
nei metodi sopra descritti, vediamo una continuità che fa sì che esista un archivio "pubblico e consultabile", presso la CDC di tutte le DiCo, ora invece sembrerebbe che questo archivio "pubblico" sparisca...
vi risulta?
DM 37/08 + DL 5/12, art. 9, comma 2
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Beh, tutto questo allora è fantastico. Non so come funzionava da voi il comune, ma a me OGNI SINGOLA VOLTA (almeno una volta al mese) che portavo le DiCo, mi sentivo rispondere:
"Cosa dovrei farci io con questi fogli?"
- sono le DiCo, che io ho redatto per un committente in seguito ad un impianto elettrico
"Un lavoro edile?"
- no, elettrico
"E dove le devo mettere? Aspetti che chiedo"
e dopo un po', da dietro (che vergogna) sentivo dire da un collega:
"Ma sì ma sì, sono quelle che vanno là, nella PILA"
questo tornava, io mi facevo timbrare la ricevuta e chissà che fine hanno fatto poi queste DiCo... ogni volta. Mah.
"Cosa dovrei farci io con questi fogli?"
- sono le DiCo, che io ho redatto per un committente in seguito ad un impianto elettrico
"Un lavoro edile?"
- no, elettrico
"E dove le devo mettere? Aspetti che chiedo"
e dopo un po', da dietro (che vergogna) sentivo dire da un collega:
"Ma sì ma sì, sono quelle che vanno là, nella PILA"
questo tornava, io mi facevo timbrare la ricevuta e chissà che fine hanno fatto poi queste DiCo... ogni volta. Mah.
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Scusate se ritiro su l'argomento:
ma scusate, in questo modo, non esisterà più un organo di controllo per le DiCo? Chi controllerà che siano fatte bene, regolari e che molti cialtroni che ci sono in giro non facciano DiCo di una paginetta scarsa?
ma scusate, in questo modo, non esisterà più un organo di controllo per le DiCo? Chi controllerà che siano fatte bene, regolari e che molti cialtroni che ci sono in giro non facciano DiCo di una paginetta scarsa?
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Agonar ha scritto:Beh, tutto questo allora è fantastico. Non so come funzionava da voi il comune, ma a me OGNI SINGOLA VOLTA (almeno una volta al mese) che portavo le DiCo, mi sentivo rispondere:
"Cosa dovrei farci io con questi fogli?"
- sono le DiCo, che io ho redatto per un committente in seguito ad un impianto elettrico
"Un lavoro edile?"
- no, elettrico
"E dove le devo mettere? Aspetti che chiedo"
e dopo un po', da dietro (che vergogna) sentivo dire da un collega:
"Ma sì ma sì, sono quelle che vanno là, nella PILA"
questo tornava, io mi facevo timbrare la ricevuta e chissà che fine hanno fatto poi queste DiCo... ogni volta. Mah.
Ti eri risposto nel post precedente.
Ma perché qualcuno le controllava?
Lo stesso succede qui a Roma solo che sono sparse per tutte le circoscrizioni.....quindi ti meravigli che adesso non vanno più consegnate?
Sicuramente chi lo ha pensato era dei Verdi....perché sprecare altra carta?
Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono strasicuri,mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi
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Ma.....i controlli a campione?
Mai visti in tutta la mia professione.....
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Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi,
lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
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Io sono iscritto all'albo dei verificatori L. 46/90 e ad oggi non è mai stato utilizzato, qualcosa mi dicono nel Comune e provincia di Torino forse perché C'era Guariniello e alcuni sindaci non volevano rischiare di essere accusati di omissione d'atti d'ufficio... con il DM 37/08 non si è più parlato di controlli e sinceramente non ho idea a che punto siano, mi sembra che questa legge serve come preambolo per unificare tutte le verifiche e controlli negli edifici (elettrico, termico, ecc.)... Controlli o meno, le responsabilità rimangono per sempre e i controlli possono avvenire, anche tra 5, 10, 15 anni, per cui l'installatore serio continuerà a fare bene il suo lavoro, mentre il classico "tirafili" continuerà indisturbato a redigere dico su carta di formaggio fino a quando non verrà beccato... Nei luoghi di lavoro è diverso, lì i controlli ci sono, soprattutto da parte del datore di lavoro, visto che potrebbe essere egli stesso accusato di colpa in eligendo...
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Mike ha scritto: Nei luoghi di lavoro è diverso, lì i controlli ci sono, soprattutto da parte del datore di lavoro, visto che potrebbe essere egli stesso accusato di colpa in eligendo...
Leggendo questa parte , mi hai fatto ricordare un episodio accadutomi circa 6 anni addietro.
Completato l'impianto in un albergo ( centro città ) nella mia provincia, aiuto il proprietario nel compilare la documentazione per la denuncia dell'impianto di terra e nello stesso tempo a depositarla presso gli uffici di competenza trovandosi ad un tiro di schioppo dalla struttura medesima.
Passano manco due mesi e mi sento chiamare dal direttore il quale mi comunica di aver ricevuto una comunicazione da parte dell' ispesl con relativa data di verifica .
Il giorno fatale arriva , vengono effettuati tutti i controlli vari con esito positivo. A un certo punto mi viene spontanea la domanda " Scusi Ingegnere , ma la verifica è stata fatta a campione ? "
Risposta " Certamente che sì , siete stati gli unici a presentare la denuncia dell'impianto di terra " .
In parole povere , se realmente verrebbero effettuati i controlli ( per controlli intendo recarsi all'interno delle attività anche se non si ha domanda di verifica ), non dico ovunque, ma anche solamente nei luoghi di lavoro, verrebbero fuori i nodi al pettine e credo che nella maggior parte dei casi , si farebbe prima a radere con il rasoio elettrico e non a scioglierli
Saluti
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Infatti... Dall'entrata in vigore del DPR 547/55 fino a quelle del DPR 462/01 gli unici luoghi di lavoro che venivano verificati erano quelli di chi aveva fatto il suo dovere, ovvero aveva denunciato l'impianto di terra... tutti gli altri facevano quel cavolo che volevano... Ecco, queste sono le iniquità italiche e poi si lamentano se un imprenditore prende e delocalizza?
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Mike
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Che vergogna.
Comunque, io ero rimasto che, una volta consegnata la DiCo, il comune la dovesse spedire alla Camera di Commercio (cioè, rispetto alla 46/90, avevano inserito un passaggio in più... vabbé) ed in CDC poi avrebbero effettuato i controlli come al solito.
Difatti nel mio comune volevano sempre 2 copie di ogni DiCo (quando si sono svegliati, un giorno, rendendosi conto di quello che dovevano fare), perché una la tenevano loro e una la mandavano in CDC. Quando me ne chiesero 3 copie (una per loro, una da mandare ed una NON MI SAPEVANO SPIEGARE PERCHE') li mandai a cagare, dicendogli che la legge mi obbligava a CONSEGNARNE UNA, se poi loro ne volevano 3 per evitare di farsi fotocopie o per aggiungere carta igienica ai bagni, che si arrangiassero.
Che poi la CDC aveva sempre fatto discreti controlli... faceva riscontri col piano catastale, verificava i codici fiscali... è proprio vero, se qualcosa in Italia funziona va cambiato, perché evidentemente non ci stanno mangiando abbastanza persone.
Comunque, io ero rimasto che, una volta consegnata la DiCo, il comune la dovesse spedire alla Camera di Commercio (cioè, rispetto alla 46/90, avevano inserito un passaggio in più... vabbé) ed in CDC poi avrebbero effettuato i controlli come al solito.
Difatti nel mio comune volevano sempre 2 copie di ogni DiCo (quando si sono svegliati, un giorno, rendendosi conto di quello che dovevano fare), perché una la tenevano loro e una la mandavano in CDC. Quando me ne chiesero 3 copie (una per loro, una da mandare ed una NON MI SAPEVANO SPIEGARE PERCHE') li mandai a cagare, dicendogli che la legge mi obbligava a CONSEGNARNE UNA, se poi loro ne volevano 3 per evitare di farsi fotocopie o per aggiungere carta igienica ai bagni, che si arrangiassero.
Che poi la CDC aveva sempre fatto discreti controlli... faceva riscontri col piano catastale, verificava i codici fiscali... è proprio vero, se qualcosa in Italia funziona va cambiato, perché evidentemente non ci stanno mangiando abbastanza persone.
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