L'impianto è stato realizzato circa cinque anni fa, e rispetto al progetto originario, con evidenti errori di dimensionamento strutturale dell'intelaiatura dei pannelli a cui ha fatto seguito il distacco di tutti i 22 pannelli originari a causa di una giornata particolarmente ventosa, nell'attuale configurazione ho trovato un pannello in meno per ciascuna stringa.
Da quanto ho capito, ma non ho ancora avuto modo di verificarlo, mi è stato detto che l'impianto è realizzato in regime di scambio sul posto (?) ovvero, l'intera energia prodotta dai pannelli viene immessa in rete e non può in nessun modo essere utilizzata dal loro impianto, che continua ad essere alimentato dal contatore GEM da 3 kW.
La prossima settimana, dovrò recarmi nuovamente sul posto per eseguire alcuni lavori e cercherò di capire meglio se le cose stiano realmente in questi termini, tuttavia, mi soffermavo su alcune perplessità non solo visive su come tale impianto sia stato realizzato (da ditta ovviamente abilitata)
Aprendo il quadro di sezionamento DC, dove è stato anche inserito un differenziale da 30mA AC che stacca il quadro inverter
mentre cercavo di seguire il percorso dei cavi provenienti dalle stringhe......sfiorando appena questi ultimi, si venivano a scollegare dai rispettivi morsetti (di parallelo) a molla N°1 cavo (+) e N°1 cavo (-). Ragion per cui, mi chiedevo come si potesse parlare di realizzazione a norma
Ho poi reinserito i due cavi nei rispettivi morsetti, non potendoli comunque ri-spellare per bene per via dell'ovvia presensa di tensione sull'impianto di produzione (ca. 300 V DC) .
Non sono documentato come vorrei, riguardo al collegamento/funzionamento degli scaricatori di sovratensione, con l'occasione ho scaricato dal web qualche dispensa e qualche fascicolo tecnico e sto cercando di studiare il problema; per questo mi chiedevo se la configurazione "in parallelo" fosse corretta, così infatti è collegata l'uscita DC a monte del sezionatore sugli scaricatori.
Per capirci meglio:
Il sezionatore utilizzato poi, non mi pare prettamente studiato per tale connessione, come si può vedere anche da schema fidocad. Non è un 4P ma un 3P più contatto del "neutro" anticipato in chiusura.
Ripeto, mi sento abbastanza ignorante a riguardo, ma mi chiedo:
Quando Enel va ad installare il gruppo di misura dell' energia prodotta, valuta solo la presenza della conformità cartacea dell'impianto FV, o anche lo stato funzionale?
Domanda retorica, lo so! Infatti mi interessano particolarmente gli altri aspetti precedentemente discussi.
Saluti e buona Domenica!

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