Buon biorno
Volevo sottoporvi un quesito su un alternatore da 17.5 MVA.
Abbiamo un alternatore Aisi Robicon (Ansaldo) di cui è intervenuta una protezione di terra rotore. Naturalmente il costruttore ci ha proposto trammite il suo intervento di ridurre la potenza nominale per poter ripartire con l'impianto( impianto funzionante a biomassa).
Io ho ipotizzato che il suo intervento sia di isolare la spira che ha dato il problema verso massa ripristinando così l'avvolgimento incriminato questo però comporterebbe che la macchina non possa andare più a piena potenza.
Avrei piacere mi rispondeste se secondo voi la mia ipotesi è esatta.
Vi volevo chiedere se conoscete un buon testo che tratti gli Alternatori sia da un punto di vista costruttivo che funzionale. Mi interesserebbe saperne di più sul comportamente della macchina vista dal parallelo con la rete, come deve essere fatto e quali parametri devono essere tenuti conto per entrare in rete. Sto cercando da molto tempo un testo che tratti la macchiana vista dalla rete di distribuzione. Saluto e Ringrazio
Problema elettrico su Alternatore asincrono trifase
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Si la tua ipotesi potrebbe essere giusta in quanto essendo intervenuta la protezione di terra del rotore vuol dire che uno o più lati attivi sono entrati in contatto con le parti meccaniche. Se il loro intervento si basa sull'isolare il lato attivo danneggiato è del tutto probabile che la potenza erogata sarà minore della nominale, questo perché la coppia elettromagnetica (macchina isotropa) è (E*V/X)*sin beta dove beta è l'angolo tra il vettore campo e il riferimento di statore. Una o più spire in meno fanno diminuire il modulo della E max ottenibile e quindi per avere la stessa potenza devi aprire di più beta ma ovviamente non puoi esagerare altrimenti potresti perdere il passo.
Se funzioni in parallelo con la rete devi mantenere il modulo della tensione pari a quello nominale rete, quindi sicuramente sarai limitato anche nel reattivo che potrai erogare.
L'unico modo che ci sarebbe secondo me di mantenere il modulo della tensione pari a quello nominale è farsi dire che margini operativi ci sono sulla corrente di eccitazione e quindi portarsi al limite poiche se hai perso una spira sarà diminuita la mutua induttanza tra rotore e statore e quindi per mantenere lo stesso flusso (o la stessa tensione di induttore) devi aumentare la corrente. (Soluzione da me ipotizzata ma tutta da verificare perché non ho esperienza in merito)
LIbri: http://www.francoangeli.it/Ricerca/Sche ... ibro=740.4
Se funzioni in parallelo con la rete devi mantenere il modulo della tensione pari a quello nominale rete, quindi sicuramente sarai limitato anche nel reattivo che potrai erogare.
L'unico modo che ci sarebbe secondo me di mantenere il modulo della tensione pari a quello nominale è farsi dire che margini operativi ci sono sulla corrente di eccitazione e quindi portarsi al limite poiche se hai perso una spira sarà diminuita la mutua induttanza tra rotore e statore e quindi per mantenere lo stesso flusso (o la stessa tensione di induttore) devi aumentare la corrente. (Soluzione da me ipotizzata ma tutta da verificare perché non ho esperienza in merito)
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