Salve, dato l'argomento trattato, per evitare inutili commenti, faccio subito la premessa dicendovi che lavoro completamente in sicurezza grazie a diversi accorgimenti.
Il mio scopo è riuscire ad avere una sorgente con tanti, ma tanti, volt e magari anche un minimo variabile. Cosa intendo? allora diciamo da 10 a 100kV con passi da circa 2000V. lo scopo è fare delle scintille come si vede anche in molti video per la rete, la motivazione la spiego infondo.
Per fare questo ho pensato di usare 5 Cockroft-Walton a 10 stadi alimentati da un MOT. 4 di questi moltiplicatori saranno classici un ingresso, una uscita e una massa, mentre uno avrà un'uscita ad ogni stadio.
ipotizzando che il mot eroghi 2000V la tensione moltiplicatà sarà di 2000*1.14=2280 quindi se tipo voglio circa 32kV mi basterà attaccare in serie due moltiplicatori (il secondo quello con più uscite) e prelevare dal quarto stadio del secondo moltiplicatore.
detto questo ho acquistato gli unici diodi e condensatori che ho trovato che sono per i diodi dei 2CL71 e i condensatori sono 4.7nF 10kV. ho provato a fare il primo moltiplicatore, l'ho testato con una tensione di 13V e all'uscita invece di 180V risultavano 8V. pensando fosse troppa poca tensione di entrata ho collegato direttamente il MOT: è bastato un secondo e il primo diodo si è vaporizzato, devo ancora controllare lo stato degli altri componenti. Come ho detto lavoro in completa sicurezza, una cosa del genere se dovesse capitare una una persona che non adotta le dovute precauzioni va all'altro mondo prima che se ne accorga.
Quindi la mia domanda, molto semplice per tutto questo antefatto, è: perché non funziona?
Una mia ipotesi è che la frequenza di rete sia troppo bassa per la capacià dei condensatori, ma questo spiegherebbe solo se non funzionasse non perché mi è esploso un diodo...
Immagino che mi verrà chiesto a cosa mi serve tutto ciò, allora vi dico subito che non è per il semplice gusto di vedere qualche scintilla (altrimenti mi compravo un accendigas) ma per un esperimento. Non ho le conoscenze necessarie per questo genere di cose dato che in realtà faccio chimica e proprio per un esperimento di chimica mi serve questa strumentazione che però è difficile da reperire e quindi me la devo costruire. Comunque ho seguito qualche corso e sono conscio dei rischi e per questo sto forse anche più attento, per paura di sbagliare qualcosa, di chi magari lavora con queste cose tutti i giorni. Documentandomi ho capito la teoria che sta dietro questo circuito che non mi sembra neanche tanto complicato, ma non capisco perché non funzioni.
moltiplicatore Cockroft-Walton
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Che tensione hai messo in ingresso?
(alternata, a che frequenza?)
A parte la pericolosità, mettere in "serie"
più generatori richiede una particolare
cura nell'isolamento (isolatori ceramici
per alte tensioni)
E'comunque altamente sconsigliato
fare esperimenti del genere!
(alternata, a che frequenza?)
A parte la pericolosità, mettere in "serie"
più generatori richiede una particolare
cura nell'isolamento (isolatori ceramici
per alte tensioni)
E'comunque altamente sconsigliato
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g.schgor ha scritto:Che tensione hai messo in ingresso?
(alternata, a che frequenza?)
A parte la pericolosità, mettere in "serie"
più generatori richiede una particolare
cura nell'isolamento (isolatori ceramici
per alte tensioni)
E'comunque altamente sconsigliato
fare esperimenti del genere!
Allora come detto ho provato sia con una tensione di prova di soli 13V ma non andava (forse troppo bassa per questi diodi) poi direttamente con il MOT di cui non conosco l'esatta uscita perché il mio multimetro misura massimo 2000V ma dovrebbe essere tra i 2400V e i 2800V quindi in teoria sui diodi doveva gravare meno degli 8kV massimi. documentandomi mi era stato detto che non importa neanche limitare la corrente perché ci pensa il nucleo del MOT...
Cosa intende con isolanti ceramici? io pensavo di mettere tutto in olio.
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Si si già fatto però non davo molta validità a questo metodo. usando 55V in entrata e riconvertendo con 220 V teorici dovrebbero essere 2560V sul secondario del MOT
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