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Cortocircuito

Domanda:

Egr. Prof. Martini potrebbe spiegarmi fisicamente cos'è un cortocircuito? E cosa si intende per cortocircuito franco?

Risponde admin

Cominiciamo con il dire che il cortocircuito è solo franco, altrimenti non è un vero cortocircuito. Il cortocircuito è infatti un collegamento di resistenza nulla tra due punti di un circuito. La parola "franco" si usa come aggettivo di guasto che significa un collegamento tra due parti di un circuito con resistenza "bassa" rispetto alla resistenza di isolamento che deve esserci nel funzionamento normale. Ed un guasto franco è un collegamento di resistenza nulla, cioè un cortocircuito. Cortocircuito sta per strada breve, scorciatoia: gli elettroni liberi dei conduttori, che con il loro movimento danno luogo alla corrente elettrica, trovando un percorso a resistenza nulla, si riversano in massa per quella via; e con quale foga! Il cortocircuito tra due parti che normalmente sono isolate, è infatti una rottura dell'isolamento e dà luogo agli inconvenienti tipici di qualsiasi rottura: la rottura di un pilastro o di una trave che sorregge una costruzione, ne determina il crollo; la rottura di un argine di contenimento di un fiume, ad un'alluvione. La rottura dell'isolamento ed il conseguente contatto tra due conduttori a diversa tensione, dà luogo alla massima intensità di corrente nei conduttori, con inammissibile sviluppo di calore, nonché grandi sollecitazioni meccaniche. Per fortuna esistono gli apparecchi di protezione, fusibili ed interruttori magnetotermici (nel caso del corto è la parte magnetica che interviene immediatamente), che sono in grado di interrompere la corrente; un po' come se esistesse qualcosa in grado di fermare l'acqua del fiume quando l'argine si rompe; che per il momento però non esiste ancora, e difficilmente esisterà in futuro.
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Commenti e note

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di giangy,

perché si collega lo zero di un trasformatore a terra?

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di ,

Beh, indubbiamente, dal punto di vista pratico, 6367 hai ragione: il cortocircuito a resistenza nulla non esiste. Esistono solo collegamenti con resistenza più o meno elevata, e, a partire da un certo valore di resistenza, tutti i collegamenti di resistenza inferiore sono da considerare cortocircuiti franchi.
Ho pensato che chi aveva posto la domanda non avesse alcuna idea di un cortocircuito. Mi sono allora riferito alla definizione di cortocircuito ideale, cioè con resistenza nulla, per una scelta didattica: in genere il ricorso al componente ideale semplifica sia i procedimenti matematici che i ragionamenti. Poi la realtà è certamente più complessa e, in genere, la si affronta esaminando come si modifica il caso ideale quando le ipotesi di idealità non sono valide.

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di 6367,

I termini tecnici sono convenzionali. Tuttavia non solo i corto circuiti "franchi" sono corto circuiti. Esistono anche i corto circuiti "non franchi", ovvero i "corto circuiti deboli" ove la resistenza del guasto non è trascurabile. Anzi, in senso generale nessuna resistenza di corto circuito è zero! La questione non puramente accademica. E' riconosciuto che i corto circuiti deboli sono i più pericolosi ai fini dell'innesco dell'incendio perchè non vengono interrotti subito dalla protezione da sovracorrente. Per lo stesso motivo, anche in un sistema TN, è raccomandabile effettuare la protezione da guasto verso terra con un interruttore differenziale anche quando sarebbe sufficiente un interruttore magnetotermico.

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