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No, è sufficiente la protezione installata sul quadro. L'art. 311 del DPR 547 impone un interruttore a monte della presa quando l'apparecchio alimentato ha potenza superiore a 1000 W, ma non c'è l'obbligo di interblocco, né di un interruttore immediatamente a monte di ogni presa. Per piccoli apparecchi, se le condizioni di lavoro non sono particolarmente gravose dal punto di vista meccanico, si possono impiegare anche le comuni prese per uso domestico. Se però la corrente è superiore a 16 A si devono usare le
prese industriali CEE. Tali prese sono necessarie anche per qualsiasi utenza trifase. L'interblocco tra prese a spina e interruttore evita comunque il pericolo conseguente all'inserzione della spina quando sia presente un cortocircuito a valle, pericolo che è da tener presente se la corrente di cortocircuito presunta è superiore a 5 kA ed il circuito non è protetto da dispositivi limitatori ( fusibili o interruttori limitatori di corrente). Le prese a spina interbloccate vengono però spesso installate, indipendentemente dalla necessità, per la maggior praticità dell'insieme già cablato con i fusibili.
Il differenziale da 30 mA è obbligatorio, solo nei casi di impianti a maggior rischio elettrico (cantieri edili, campeggi, bagni e docce ecc.). Ovviamente la sua presenza aumenta in ogni caso la sicurezza.
Se un unico interruttore protegge più prese da 16 A, deve avere una corrente nominale di 16 A massimi. Va da sè che in tal caso non è possibile usare contemporaneamente più prese alla loro corrente nominale.