Ormai sapete tutti come la penso e dovrei solo tacere, lo so

ogni volta che si interviene su questi argomenti si rischia di scatenare un putiferio ma poi alla fine intervengo lo stesso perché non so reprimere il mio naturale istinto, nei limiti delle mie competenze, di voler fare chiarezza, di voler sgomberare il campo da dogmi e da leggende metropolitane che non sopporto nella vita di tutti i giorni, figuriamoci nell'ambiente dell'elettronica dove la presenza di ciarlatani e creduloni mi infastidisce oltremodo, dove spesso a cadere nelle trappole sono i giovani... ed eccomi qui per l'ennesima volta.
Se proprio c'è un'interazione tra circuiti di alimentazione e circuiti di segnale vuol dire senz'altro che l'amplificatore non è di qualità, vuol dire che la distorsione alta è la norma.
Un amplificatore che si rispetti, quando è pilotato con segnali di ampiezza idonea, cioè che non lo saturano, dovrebbe avere un funzionamento ampiamente indipendente dalle variazioni della tensione di alimentazione e di conseguenza si comporterebbe in ugual modo sia con rettificatori a tubi che a stato solido.
Un amplificatore scadente (e purtroppo quelli a valvole molto spesso lo sono) tra i vari difetti ha anche quello di essere sensibile alle variazioni della tensione di alimentazione o, detto in altro modo, se fosse sovrapposto un segnale audio alla tensione di alimentazione, questo segnale, in una certa misura, raggiungerebbe l'uscita dell'amplificatore e produrrebbe un suono in altoparlante.
Questo significa principalmente che, se del ripple fosse sovrapposto alla tensione continua di alimentazione, si ascolterebbe in altoparlante del ronzio sovrapposto al segnale audio.
Significa ancora che se la corrente di alimentazione, che segue le stesse vicende del segnale audio, fosse in grado di produrre una caduta di tensione sull’impedenza interna dell’alimentatore (condensatore di filtro e impedenza interna non lineare dei rettificatori), questa caduta di tensione, che in qualche misura e in modo non lineare segue ancora le vicende del segnale audio (soprattutto alle basse frequenza dove aumenta la reattanza del condensatore di filtro) produrrebbe a sua volta un segnale audio distorto che si sovrapporrebbe a quello buono in altoparlante.
Tutto questo quindi significa che l’interazione tra i due circuiti apparentemente indipendenti è invece possibile ma solo se l’amplificatore non è di qualità, dove l’ingresso per la tensione di alimentazione è anche una porta di accesso per i segnali.
Questa sensibilità alle variazioni della tensione di alimentazione è sintomo di cattiva qualità dell’amplificatore perché è una normale conseguenza della assenza o dell’insufficienza di controreazione (e qui gli audiofili non capiscono ma si imbestialiscono perché si mette in discussione uno dei loro numerosi dogmi), dove le non linearità naturali dei componenti attivi la fanno da padrone e quindi dove comunque, come ho detto all’inizio, la distorsione alta è la norma.