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raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 17 lug 2010, 1:42

NRG Power ha scritto:Da ignorante in materia, ricordo di aver letto in qualche rivista di elettronica che con le valvole si genera un suono più caldo.


In questi giorni anche i transistori non scherzano: dopo venti minuti che è acceso il mio sintoampli praticamente bolle! :mrgreen: E' quasi un mese che non accendo più niente per paura che mi fonda tutto...

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[12] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 17 lug 2010, 12:43

Ormai sapete tutti come la penso e dovrei solo tacere, lo so :? ogni volta che si interviene su questi argomenti si rischia di scatenare un putiferio ma poi alla fine intervengo lo stesso perché non so reprimere il mio naturale istinto, nei limiti delle mie competenze, di voler fare chiarezza, di voler sgomberare il campo da dogmi e da leggende metropolitane che non sopporto nella vita di tutti i giorni, figuriamoci nell'ambiente dell'elettronica dove la presenza di ciarlatani e creduloni mi infastidisce oltremodo, dove spesso a cadere nelle trappole sono i giovani... ed eccomi qui per l'ennesima volta.

Se proprio c'è un'interazione tra circuiti di alimentazione e circuiti di segnale vuol dire senz'altro che l'amplificatore non è di qualità, vuol dire che la distorsione alta è la norma.
Un amplificatore che si rispetti, quando è pilotato con segnali di ampiezza idonea, cioè che non lo saturano, dovrebbe avere un funzionamento ampiamente indipendente dalle variazioni della tensione di alimentazione e di conseguenza si comporterebbe in ugual modo sia con rettificatori a tubi che a stato solido.
Un amplificatore scadente (e purtroppo quelli a valvole molto spesso lo sono) tra i vari difetti ha anche quello di essere sensibile alle variazioni della tensione di alimentazione o, detto in altro modo, se fosse sovrapposto un segnale audio alla tensione di alimentazione, questo segnale, in una certa misura, raggiungerebbe l'uscita dell'amplificatore e produrrebbe un suono in altoparlante.
Questo significa principalmente che, se del ripple fosse sovrapposto alla tensione continua di alimentazione, si ascolterebbe in altoparlante del ronzio sovrapposto al segnale audio.
Significa ancora che se la corrente di alimentazione, che segue le stesse vicende del segnale audio, fosse in grado di produrre una caduta di tensione sull’impedenza interna dell’alimentatore (condensatore di filtro e impedenza interna non lineare dei rettificatori), questa caduta di tensione, che in qualche misura e in modo non lineare segue ancora le vicende del segnale audio (soprattutto alle basse frequenza dove aumenta la reattanza del condensatore di filtro) produrrebbe a sua volta un segnale audio distorto che si sovrapporrebbe a quello buono in altoparlante.
Tutto questo quindi significa che l’interazione tra i due circuiti apparentemente indipendenti è invece possibile ma solo se l’amplificatore non è di qualità, dove l’ingresso per la tensione di alimentazione è anche una porta di accesso per i segnali.
Questa sensibilità alle variazioni della tensione di alimentazione è sintomo di cattiva qualità dell’amplificatore perché è una normale conseguenza della assenza o dell’insufficienza di controreazione (e qui gli audiofili non capiscono ma si imbestialiscono perché si mette in discussione uno dei loro numerosi dogmi), dove le non linearità naturali dei componenti attivi la fanno da padrone e quindi dove comunque, come ho detto all’inizio, la distorsione alta è la norma.
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[13] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteCandy » 17 lug 2010, 20:35

Mah, io invece, ce sono ignorante, proprio ora, mi sono messo ad ascoltare Ottorino espighi - La ballata degli Gnomi, poi passerò a qualche sinfonia di Mahler, da uno dei tanti mp3/mp4, su un notebook, e me lo sto godendo.

I valvoloni hanno fatto la loro epoca, la faranno anche tutte ste canzonette da tre minuti, che non esprimono nulla; inclusa la polemica valvole si/valvole no.
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[14] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 17 lug 2010, 21:13

candy ha scritto:Mah, io invece, ce sono ignorante, proprio ora, mi sono messo ad ascoltare Ottorino espighi - La ballata degli Gnomi, poi passerò a qualche sinfonia di Mahler, da uno dei tanti mp3/mp4, su un notebook, e me lo sto godendo.


Io sono ancora più pigro: quando posso accendo RAI stereo 3. Non mi devo neanche alzare a cambiare disco, file da suonare, niente... non fosse per il caldo lo uso pure come ninna nanna alla sera...

Le valvole sono oggetti interessantissimi per gli appassionati di fisica e di storia della tecnologia (le cui difficoltà non erano affatto inferiori a quelle della tecnologia dei semiconduttori; erano solo diverse) ma per chi con l'elettronica ci lavora non credo possano avere più alcun interesse. A momenti non ce l'hanno più neppure i transistori...

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[15] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto Utentemir » 17 lug 2010, 21:28

Piercarlo ha scritto:...ma per chi con l'elettronica ci lavora non credo possano avere più alcun interesse

per passione e per il fascino che rappresentano della tecnologia che fu, quakche interesse vivo ancora lo si può nutrire... :D
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[16] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 17 lug 2010, 22:59

Se la mettiamo su questo piano il suono del mitico VOX AC30 sparato a palla, in distorsione piena, ha un suono che ha fatto storia. I chitarristi volevano quel suono, io lo voglio, e poco importa se arriva da una grattugia o da un sistemone digitale.
Ci sono cose che piacciono punto e basta.
Questa non e' piu' tecnica e' sensazione, e penso che sia pericoloso mischiare le due cose. C'e' il rischio di voler trovare un' inesistente spiegazione tecnica a quello che e' una mera sensazione. Un po' come cercare di trovare l' equazione della felicita' o dell' amore. :wink:
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[17] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 18 lug 2010, 0:05

Secondo me il problema alla fine è molto più semplice e diretto da risolvere: ed è sintetizzabile (in milanese) dal detto "ofelée fa il too mestée" (pasticciere fa il tuo mestiere, cioè i pasticcini che, aggiungo io, ai pasticcioni ognuno pensa per conto proprio). Una prassi che gli audiofili si guardano dal rispettare, ben sobillati da chi ha tutto l'interesse a vendere a caro prezzo porcherie di ogni tipo (o più spesso semplicemente spacciare del normale ottone per oro fino o addirittura per meglio di questo).

Su questo è bene chiarire fin da subito: i tecnici possono soltanto fare del loro meglio per far sì che gli strumenti che producono (amplificatori, casse, supporti di registrazione o anche protocolli di ripresa ecc.) siano, in un dato momento storico e tecnologico, tecnicamente allo stato dell'arte e al di sopra di ogni critica - ovviamente non "in assoluto" ma in rapporto alle spese sostenute per raggiungerlo: oggi le prestazioni di uno Studer, confrontate con quello di un normale Hard Disk Recording sono tecnicamente mediocri o addirittura scadenti (e infatti sono finiti ormai da oltre un decennio a prender polvere se non addirittura già finiti in discarica); ma prima non lo erano affatto e valevano per intero il prezzo fino almeno alla metà degli anni novanta. Lo stesso discorso vale per tutto ciò che, a parità di funzione svolta, è stato nel tempo soppiantato tecnologicamente: le valvole dai transistori e poi i transistori dai circuiti integrati; i TV a CRT da quelli piatti a LCD o a LED ecc. Il mondo va avanti e questa, a parte le passioni dei singoli per l'una o l'altra tecnolgia, è una realtà che non può essere elusa in alcun modo.

Ma al di là di questo, un tecnico non può fare altro che fornire il meglio reso disponibile dalla sua disciplina in un dato momento. I costruttori di woofer, quale che sia stata la musicalità prodotta da un woofer incidentato in un concerto, non hanno potuto far alto che continuare a produrre woofer perfettamente funzionanti; gli interessati a riprodurre quella particolare musicalità devono semplicemente comprarsi i woofer perfettamente funzionanti che vengono prodotti e venduti per poi, se ci tengono, scassarli come meglio credono: una volta che qualcosa è stato venduto ognuno se ne fa quel che vuole! :)

In campo audio(filo) non sta qui il problema ma semmai nella pretesa di alcuni che le cose vengano prodotte già "scassate in un certo modo" perché altrimenti non vanno bene, che è un po' sullo stesso piano del pretendere che, tanto per dire, un ricercatore rinneghi i risultati del suo lavoro perché questi fanno a pugni con quello che c'è scritto nella bibbia (e più o meno con lo stesso tipo di giustificazioni, previa sostituzione di "dio" con "orecchio" e "mistica religiosa" con "mistica dell'ascolto"...). Tutti i malintesi, secondo me, nascono da nient'altro che questo... E dalla spirale in crescendo a darsi, da sponde opposte, del deficiente per partito preso. Sulla questione mi viene appena da notare che molto spesso chi avrebbe titolo dall'intervenire in materia di suono e di musica se ne tiene ben fuori dalla imischia. E dalla mischia escono pure coloro che, prima o poi si rendono conto che lo scopo di un impianto audio è appunto ascoltare musica, non giudicare suoni... E tra gli audiofili quelli che si lasciano veramente andare all'ascolto della musica sono una minoranza, forse neppure troppo robusta...

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[18] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto Utenteadmin » 18 lug 2010, 0:19

Il fatto è che, da quel che ho capito seguendo tali discussioni, (che io, qualche tempo fa, nemmeno sapevo esistessero, tantomeno che fossero tanto accese) gli audiofili affermano che il suono riprodotto dagli amplificatori valvolari è migliore perché più fedele, non perché piacevolmente distorto. Nessuno vuole privarli della sensazione di essere più appagati dal suono di un amplificatore a valvole, ma vogliono convincere l'interlocutore che lo sono perché la qualità della riproduzione è oggettivamente migliore.
Qui nasce la disputa.
Come si valuta la qualità di una riproduzione? Usando strumenti o raccontando sensazioni?
Non si accontentano di dire: "mi piace di più e non mi importa se la misura fornisce parametri di valutazione peggiori".
No, vogliono convincere che le loro sensazioni sono più oggettive delle misure.
Insomma la loro soggettività è oggettiva, mentre non è oggettivo uno strumento di misura, incapace di sensazioni.
----------------
PS: nel frattempo vedo l'intervento di Piercarlo.
Aggiungo allora che lo condivido completamente.
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[19] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda quenci » 18 lug 2010, 1:23

Scusate ma è dalle 8 di due sere fa che oromoiluig non si è fatto più sentire. Mettete giù le valvole e qualcuno vada a cercarlo perché sto iniziando a preoccuparmi...
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[20] Re: raddrizzamento a tubo vs raddrizzamento a stato solido

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 18 lug 2010, 2:10

Oddio, sono le 2 e non ha neanche telefonato :shock:
Che gli sia successo qualcosa? :(

:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

E' tardi e sto farneticando. :?
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