La costante dielettrica, o più precisamente, come già riportato da
admin, la permittività è un indicatore di una dinamica sottostante propria e descrittiva del materiale.
Il termine costante dielettrica è usato correttamente solo qualora si parli di permittività a frequenza nulla, anche se, molto spesso, questa convenzione non viene rispettata.
La permittività può considerarsi un semplice numero, ma questo avviene soltanto per intervalli di frequenza piccoli, per regioni spaziali piccole, uniformi e isotrope. Questa caratteristica è fondamentale per architettare algoritmi di risoluzione numerica ad un problema reale, poiché si divide il materiale in tante aree elementari per le quali si considera la permittività come costante. In questo caso la soluzione del problema diventa possibile, anche se tra due regioni vicine sarà poi necessario imporre la continuità di campo, cosa, in generale, laboriosa dal punto di vista numerico.
In un sistema fisico reale si hanno diversi problemi relativi alla deviazione dalle caratteristiche della permittività (in ordine di importanza):
- variazione col campo (non linearità)
- variazione con la frequenza (dispersione)
- variazione nello spazio (anisotropia o tensorialità)
- variazione nel tempo (instabilità, invecchiamento)
Le caratteristiche più difficili da studiare sono la 1 e la 3.
La più importante è però la 2, la dispersione.
Questa caratteristica ci dà molte informazioni sul comportamento del materiale ad un livello sottostante.
Facciamo un esempio.
Un'automobile, viaggiando ad una certa velocità, emette un ronzio. Cosa significa? che quella frequenza meccanica ha eccitato un qualche componente meccanico (che ha le dimensioni fisiche corrette per quella frequenza) portandolo alla risonanza. Ad un'altra velocità potrà esserci poi un'altra risonanza. Se il pezzo meccanico è piccolo potrà oscillare ad una frequenza alta, se è grosso e ingombrante ad una frequenza bassa.
Le varie risonanze (il comportamento dell'auto alle varie velocità) danno informazioni sui suoi componenti (probabilmente difettosi

)
Per quando riguarda la permettività, le sue varie risonanze sono una espressione di una dinamica sottostante e, per capirla, sarà necessario scendere ad un livello più basso, andando nel dettaglio (per esempio con la MQ) della descrizione del dielettrico.
La tensorialità del dielettrico, invece, è l'espressione del fatto che il dielettrico possa non essere isotropo.
In questi casi è possibile implementare algoritmi che contengano tensori, in genere diagonali a blocchi.
Nel problema specifico, non è possibile trascurare gli effetti Meixner, o effetti di bordo, come già correttamente osservato da
IsidoroKZ. Sebbene è possibile trovare una soluzione semianalitica al problema, secondo me è meglio, a livello pratico, fare una misura con un capacimetro.
E non ho considerato il fatto che sopra e sotto al condensatore ci siano due dielettrici diversi...
Ciao,
Pietro.