Dubbio su modifica valore potenziometro.
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claudiocedrone
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Scusatemi, precisazione doverosa, ho sbagliato a scrivere il valore del resistore da mettere in parallelo che è da 120 kohm non da 150 (valore risultante appunto circa 95 k, con 150 il risultante è circa 113).
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claudiocedrone
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dal parallelo, ottengo un valore che in alto puo assomigliare al logaritmico, giro tanto per ottenere poca escursione resistiva, se però voglio lavorare in audio, mi interessa che il basso, sia molto lungo, cioè giro tanto e la resistenza aumenta di poco, se uso un lineare questa curva non la trovo, neanche mettendo in parallelo la resistenza, che lavora principalmente in alto, avrò che appena inizio a girare, anche poco, ho gia un segnale di ampiezza elevata.
io ho usato un potenziometro lineare doppio e poi collegati in cascata i due rami, così ho ottenuto una buone regolazione in basso.
Poi il tutto sta a vedere come ti serve il controllo con il potenziomentro.
Parere personale.
io ho usato un potenziometro lineare doppio e poi collegati in cascata i due rami, così ho ottenuto una buone regolazione in basso.
Poi il tutto sta a vedere come ti serve il controllo con il potenziomentro.
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lelerelele
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Parere mio personale è... che tu non abbia letto bene il thread 
io non voglio logaritmizzare un potenziometro lineare, ho un logaritmico da 470 kohm e volevo sapere se riducendone il valore complessivo mettendo un resistore in parallelo sì mantiene più o meno la caratteristica logarimica o questa viene stravolta
io non voglio logaritmizzare un potenziometro lineare, ho un logaritmico da 470 kohm e volevo sapere se riducendone il valore complessivo mettendo un resistore in parallelo sì mantiene più o meno la caratteristica logarimica o questa viene stravolta
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claudiocedrone
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Fare le analisi a mano è un po' complicato, nel senso che quel blocco lì in mezzo tra l'amplificatore a monte (emettitore comune) e il buffer a valle (inseguitore di emettitore) dovrebbe fare "solo" da attenuatore per poter variare il guadagno dell'anello e permettere così di variare la capacità equivalente del filtro.
In realtà, in valore del potenziometro VR1 entra in gioco anche nello stadio prima, in quanto l'impedenza di uscita dell'emettitore comune R3 è parte integrante del guadagno complessivo: intuitivamente la corrente di collettore di Q1 si vede un partitore di R3 e VR1 (assieme a R5, che aggiunge un contributo tanto maggiore quanto più è simile a VR1) e questo complica ulteriormente le cose quando decidi di cambiarne il valore nominale (qui nella parte finale avevo incluso nei conti conclusivi anche questo effetto).
Parlando di cose pratiche, questo è il confronto delle due funzioni di trasferimento, rossa per il 100k e blu per il 470k, ottenuta solo cambiando il valore nominale del potenziometro:
La variazione c'è e secondo me si sente, specie se sei un utilizzatore abituale del wah e ormai "ci hai fatto il piede" aspettandoti una certa risposta a secondo di quanto premi.
Invece di accrocchiare la caratteristica del potenziometro, ti proporrei di modificare i componenti interagenti in modo da compensare la variazione di guadagno del nuovo potenziometro, in particolare:
- abbassare un po' R3 da 22k a 18k.
- alzare R5 da 470k a qualcosa come 2M.
Ho provato a simulare con questi cambi e questo è il risultato.
Ovviamente non sarà mai identico (in particolare durante i picchi), ma secondo me si avvicina molto.
In realtà, in valore del potenziometro VR1 entra in gioco anche nello stadio prima, in quanto l'impedenza di uscita dell'emettitore comune R3 è parte integrante del guadagno complessivo: intuitivamente la corrente di collettore di Q1 si vede un partitore di R3 e VR1 (assieme a R5, che aggiunge un contributo tanto maggiore quanto più è simile a VR1) e questo complica ulteriormente le cose quando decidi di cambiarne il valore nominale (qui nella parte finale avevo incluso nei conti conclusivi anche questo effetto).
Parlando di cose pratiche, questo è il confronto delle due funzioni di trasferimento, rossa per il 100k e blu per il 470k, ottenuta solo cambiando il valore nominale del potenziometro:
La variazione c'è e secondo me si sente, specie se sei un utilizzatore abituale del wah e ormai "ci hai fatto il piede" aspettandoti una certa risposta a secondo di quanto premi.
Invece di accrocchiare la caratteristica del potenziometro, ti proporrei di modificare i componenti interagenti in modo da compensare la variazione di guadagno del nuovo potenziometro, in particolare:
- abbassare un po' R3 da 22k a 18k.
- alzare R5 da 470k a qualcosa come 2M.
Ho provato a simulare con questi cambi e questo è il risultato.
Ovviamente non sarà mai identico (in particolare durante i picchi), ma secondo me si avvicina molto.
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Sì, pare anche a me fattibile con un buon risultato, non avrei saputo fare i calcoli ma concordo con la soluzione
In alternativa, ho visto che i 100K Log venduti per WhaWha (dovrebbero avere la pista più spessa per resistere meglio agli azionamenti ripetuti), partono da circa 13 / 15 € per arrivare ai 30 € di cui parlavi
K
In alternativa, ho visto che i 100K Log venduti per WhaWha (dovrebbero avere la pista più spessa per resistere meglio agli azionamenti ripetuti), partono da circa 13 / 15 € per arrivare ai 30 € di cui parlavi
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Kagliostro
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Accidenti
gill90, gran bel lavoro grazie!
Certo è un pochino più complesso sostituire i due resistori (tocca disassemblare tutto) rispetto ai soli due colpi di saldatore per aggiungere il resistore in parallelo al potenziometro)
ma ancora grazie 
Ora dovrò procurarmi i tre resistori (non rinuncio a effettuare prima la prova col resistore in parallelo anche per vedere che succede e riferirlo sul forum) e... entro qualche mese comunicherò come è andata a finire
Certo è un pochino più complesso sostituire i due resistori (tocca disassemblare tutto) rispetto ai soli due colpi di saldatore per aggiungere il resistore in parallelo al potenziometro)

Ora dovrò procurarmi i tre resistori (non rinuncio a effettuare prima la prova col resistore in parallelo anche per vedere che succede e riferirlo sul forum) e... entro qualche mese comunicherò come è andata a finire
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claudiocedrone
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Kagliostro ha scritto:... In alternativa...
Sì, of course, potenziometro nuovo, ma in caso tanto vale spendere 30 € per quello originale secondo me.
Al tempo avevo provato a ripristinare il potenziometro originario che era di quelli apribili (quelli più recenti, quello da 470 del volume compreso sono "blindati" non ci si può mettere mano), il difetto è che era divenuto insopportabilmente rumoroso, lo disassemblai pensando fosse sporco e invece con mia grande sorpresa (non ne avevo mai visti fatti così) vidi che il cursore come contatto strisciante aveva un carboncino incastonato in una gabbietta che si era completamente consumato; rimossi il residuo, ripulii accuratamente il tutto, rimuginai un po' e mi venne il colpo di genio: sagomai a misura un pezzo di spazzola recuperata dal motore del mio vecchio e ormai inutilizzabile avvitatore, lo sistemai nel castoncino, riassemblai il tutto e funzionava!...
L'entusiasmo durò ben poco

Quindi accantonai il tutto, il potenziometro in questione lo ho ancora, riuscissi mai a sapere che tipo di "carboncino" sia quello adatto potrei provare a procurarmelo per ritentare la riparazione ma la vedo ardua... però... quasi quasi apro un thread apposito, che dite?
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claudiocedrone
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Se mai ti giungesse vaghezza di sperimentare potresti provare a metterci un contatto prelevato da uno di quei relè con zoccolo octal o da un vecchio timer per lavatrici (una volta i contatti erano in argento) oppure potresti metterci un pezzetto di ottone o rame, avendo cura che la parte che struscia sulla pista resistiva sia il più levigata possibile
L'ideale sarebbe stata questa vecchia tipologia di potenziometro della Geloso dove tra cursore e pista resistiva era interposta una lamina in ottone (o, forse, più probabilmente in bronzo fosforoso), al muoversi del cursore la lamina veniva portata a contatto della pista resistiva senza sfregamento, solo il punto di contatto si spostava
Purtroppo una siffatta tecnologia ebbe vita non lunghissima, sicuramente a causa del maggior costo di produzione, anche la casa americana Centralab negli anni 30 del novecento aveva messo in catalogo quella tecnologia ma dovette rinunciare
K
L'ideale sarebbe stata questa vecchia tipologia di potenziometro della Geloso dove tra cursore e pista resistiva era interposta una lamina in ottone (o, forse, più probabilmente in bronzo fosforoso), al muoversi del cursore la lamina veniva portata a contatto della pista resistiva senza sfregamento, solo il punto di contatto si spostava
Purtroppo una siffatta tecnologia ebbe vita non lunghissima, sicuramente a causa del maggior costo di produzione, anche la casa americana Centralab negli anni 30 del novecento aveva messo in catalogo quella tecnologia ma dovette rinunciare
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Kagliostro
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