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Restauro di una radio d'epoca

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[51] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utentepinowski » 17 dic 2009, 21:24

... e si, la "colpa" fu del maestro in quinta elementare che ci spiegò il funzionamento del campanello elettrico, quello in continua con l'auto-interruzione, ne fui affascinato e da lì cominciò l'avventura.
- Ci incontreremo là, dove non c'è tenebra -

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[52] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utenteadmin » 17 dic 2009, 22:20

pinowski ha scritto:[..]Il condensatore elettrolitico color arancione dovrebbe essere un "Geloso" [..]

Intanto confermo questo riconoscimento di pinowski, che è facile: c'è scritto.
Per tutto il resto verificherò... :wink:
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[53] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 dic 2009, 17:50

A proposito di campanelli con l'auto-interruzione, ve li ricordate quegli ordigni micidiali che le donne utilizzavano in cucina come accendi-gas? erano di legno e funzionavano sullo stesso principio del campanello e il gas vaniva acceso grazie alla scintilla a ripetizione che si generava nel contatto mobile. Una vera "sedia elettrica" visto che erano di legno, erano alimentati direttamente a 125-220V e si maneggiavano in ambiente umido e spesso si bagnavano addirittura, non avevano alcuna presa di terra e ovviamente non erano ermetici, avevano un tubetto metallico come coperchio dell'elettrocalamita avvolta direttamente sul legno.
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[54] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utentemir » 18 dic 2009, 18:02

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[55] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 18 dic 2009, 18:07


Cavolo è proprio lui! fa venire i brividi solo a guardarlo.
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[56] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utentemir » 18 dic 2009, 18:12

strano che chi lo venda, non provi le stesse sensazioni, per non parlare del povero acquirente.. :shock:
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[57] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 19 dic 2009, 14:07

Beh, mi pare venga venduto come oggetto da collezione e voglio sperare che l'acquirente non intenda utilizzarlo.
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[58] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utenteadmin » 19 dic 2009, 20:11

bruno valente ha scritto:[..] il condensatore FALCON con il positivo giuntato e la giunta appare isolata con nastro isolante di tela (d'epoca anche quello) che non può essere originale e quindi ipotizzo che il FALCON sostituisca il vitone.
Se è così dovresti verificare che il FALCON si colleghi con il negativo al telaio e che quello arancione vi si colleghi con una resistenza da 100 ohm.[..]

Oggi, dopo la bella nevicata, mi sembrava una giornata adatta per riprendere il restauro.
Intanto devo dire che non mi ero accorto che "il vitone" aveva il secondo terminale: una rondella che mi era caduta. Avvitando, stabilisce il contatto con il contenitore del vitone: il negativo, presumo. Ritengo fosse collegato al filo che esce dal foro e che si collega alla resistenza da 100 \Omega il cui secondo terminale è collegato al telaio.
Il positivo al centro, presumo fosse collegato al conduttore, ora giuntato al Falcon, e che è collegato al trasformatore ed alla AZ1.
vitone.jpg
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Per quanto ne capisco, il vitone è stato escluso (il filo che doveva andare al meno appare tagliato) e sostituito, con il Falcon, come dici tu, Bruno. Con la differenza, però, che il negativo del Falcon è direttamente collegato al telaio e non tramite la resistenza da 100 \Ohm come il "vitone".

L'arancione è effettivamente il secondo elettrolitico dello schema.

Mi trovo abbastanza con lo schema, però, ad esempio, il collegamento al piedino 7 della EF9 avviene con una resistenza di 120 k \Omega e non di 82 k \Omega come nello schema.
Ho un tester che non mi piace, è vero (me ne procurerò uno migliore) però..

Elettrolitici.jpg
Elettrolitici.jpg (65.32 KiB) Osservato 2531 volte


Per ora ho fatto dunque queste mosse: ma la vedo molto dura :?
Oltre ad aver già rotto il filo della sintonia e perso la relativa molla, sono riuscito a rompere un altro paio di componenti (condensatori?...)
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[59] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 20 dic 2009, 14:04

Provo a riassumere, correggimi admin se ho capito male: Il vitone è ora in disuso ed è stato sostituito dal Falcon, quello giallo invece è originale. Il vitone in origine aveva il polo negativo isolato dal telaio della radio ed era il primo dei due condensatori cioè quello di sinistra nello schema. Il falcon che ha sostituito il vitone non è stato collegato correttamente: ha il polo negativo collegato al telaio invece di essere collegato alla resistenza da 100 ohm ed al centrale del secondario. Entrambi i condensatori attivi (falcon e giallo) ora hanno il polo negativo collegato direttamente al telaio. La resistenza da 100 ohm ora da una parte risulta collegata al telaio, dall'altra ad un nodo dove confluiscono solo tre collegamenti: il centrale del secondario, una resistenza da 0.43Mohm e una resistenza da 4.7Kohm.
Per i condensatori rotti non ti rimane che individuarli sullo schema e procurarteli nuovi.
Per la resistenza da 120K invece che da 82K non saprei, assicurati che sia proprio così... comunque non fa molta differenza.
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[60] Re: Restauro di una radio d'epoca

Messaggioda Foto Utenteadmin » 20 dic 2009, 19:51

bruno valente ha scritto:Provo a riassumere, correggimi admin se ho capito male[..]

Hai capito tutto bene.
Non mi trovo però ancora con i valori delle resistenze che ci sono nello schema e quelle che vedo e che misuro.
Questo è il nodo della resistenza da 100 \Omega.
Nodo100R.jpg
Nodo100R.jpg (76.82 KiB) Osservato 2639 volte

Invece della resistenza da 4,7 k \Omega c'è quella da 470 k \Omega che è quella successiva nello schema (Io poi ne misuro circa 600, ma vedrò di procurarmi un tester più affidabile). Sull'altra c'è scritto M43 ed ai suoi capi misuro 150 k \Omega: guardando nello schema non mi pare sia in parallelo a qualcos'altro perché i percorsi possibili finiscono tutti su terminali di valvole o di condensatori.. :roll:

I condensatori rotti si trovano come gli originali? Tra l'altro, di che tipo sono?
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