Così?
Questa cosa del riferimento (Massa) mi sfugge un po.
Inserito schema in FidoCadJ.
Resistenza e diodo Zener
Moderatori:
carloc,
g.schgor,
BrunoValente,
IsidoroKZ
0
voti
0
voti
Ogni circuito elettrico ha un nodo che viene definito riferimento. Normalmente è il nodo a potenziale più basso, nei circuiti a batteria è il polo negativo della batteria. Quel filo orizzontale collegato al negativo della batteria dello schema precedente è il riferimento. Volgarmente (e impropriamente...) si chiama anche massa.
Non allegare le immagini di FidoCad, ma incorpora lo schema (guarda come hanno fatto gli altri).
Lo schema va bene. Quello è un transistor. Con l'emettitore al riferimento è un emettitore comune. Usandolo come interruttore funziona in questo modo:
- se non entra corrente in base, il collettore non è connesso al riferimento.
- se entra corrente in base, il collettore è connesso al riferimento.
E' una (grossa) semplificazione, ma per ora va bene così.
Chiaro?
Non allegare le immagini di FidoCad, ma incorpora lo schema (guarda come hanno fatto gli altri).
Lo schema va bene. Quello è un transistor. Con l'emettitore al riferimento è un emettitore comune. Usandolo come interruttore funziona in questo modo:
- se non entra corrente in base, il collettore non è connesso al riferimento.
- se entra corrente in base, il collettore è connesso al riferimento.
E' una (grossa) semplificazione, ma per ora va bene così.
Chiaro?
0
voti
Edit: cancellata la citazione inutile. Usa il tasto RISPONDI non il tasto CITA
Si, fino qui ci sono, una cosa però non mi è tanto chiara.
Cosa definisce il fatto che in un punto del circuito ci sia il potenziale più basso?
Si, fino qui ci sono, una cosa però non mi è tanto chiara.
Cosa definisce il fatto che in un punto del circuito ci sia il potenziale più basso?
1
voti
Ok, anche se comunque quell'informazione è utile.
Adesso dividiamo il lavoro in due parti. Ingresso e uscita.
Uscita. Dobbiamo far arrivare 3.3 V al piedino del Pi in un caso e 0 V nell'altro. Il nostro interruttore chiude verso il riferimento (0 V). Basterà inserire una resistenza di opportuno valore tra i 3.3 V e il piedino del Pi, e collegare lo stesso piedino al collettore del transistor. Quando il transistor è in interdizione (interruttore aperto) il piedino vedrà la tensione di 3.3 V tramite la resistenza (che non gli comporterà nessun problema perché quel pin ha un'impedenza molto alta). Quando il transistor è in saturazione (interruttore chiuso), il pin del Pi è connesso al riferimento tramite il transistor e vede 0 V. In questo ultimo caso, anche la resistenza sarà connessa al riferimento e un po' di corrente ci scorrerà attraverso.
Dimmi se hai capito e, nel caso, aggiungi allo schema la parte di uscita.
Adesso dividiamo il lavoro in due parti. Ingresso e uscita.
Uscita. Dobbiamo far arrivare 3.3 V al piedino del Pi in un caso e 0 V nell'altro. Il nostro interruttore chiude verso il riferimento (0 V). Basterà inserire una resistenza di opportuno valore tra i 3.3 V e il piedino del Pi, e collegare lo stesso piedino al collettore del transistor. Quando il transistor è in interdizione (interruttore aperto) il piedino vedrà la tensione di 3.3 V tramite la resistenza (che non gli comporterà nessun problema perché quel pin ha un'impedenza molto alta). Quando il transistor è in saturazione (interruttore chiuso), il pin del Pi è connesso al riferimento tramite il transistor e vede 0 V. In questo ultimo caso, anche la resistenza sarà connessa al riferimento e un po' di corrente ci scorrerà attraverso.
Dimmi se hai capito e, nel caso, aggiungi allo schema la parte di uscita.
0
voti
Si, credo di esserci. Ecco lo schema:
0
voti
la parte di uscita non è completa, e credo anche tu non abbia compreso bene il post precedente. Ti consiglio di rileggerlo.
Aggiungi due terminali all'uscita, uno per i 3.3 V e uno per il Pin del Pi.
Aggiungi due terminali all'uscita, uno per i 3.3 V e uno per il Pin del Pi.
0
voti
Non ho ben capito. Mi parli di ingressi e di uscite, che non so quali siano in riferimento al transistor
0
voti
Nope... non ci siamo. Dobbiamo fare un passo indietro.
Ti ho scritto che l'ingresso del transistor è la base, l'uscita e il collettore (in questa configurazione).
Ciò che stiamo facendo ora, è collegare l'uscita del transistor (il collettore) all'ingresso del Raspberry (il pin GPIO).
Se rileggi quello che ho scritto in [66] dovresti essere in grado di collegare correttamente la resistenza.
Ti ripeto la domanda: hai studiato elettrotecnica in qualche modo? Anche da autodidatta? Se la risposta è no, seguiamo una strada differente.
Ti ho scritto che l'ingresso del transistor è la base, l'uscita e il collettore (in questa configurazione).
Ciò che stiamo facendo ora, è collegare l'uscita del transistor (il collettore) all'ingresso del Raspberry (il pin GPIO).
Se rileggi quello che ho scritto in [66] dovresti essere in grado di collegare correttamente la resistenza.
Ti ripeto la domanda: hai studiato elettrotecnica in qualche modo? Anche da autodidatta? Se la risposta è no, seguiamo una strada differente.
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 138 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)





