Ing.Elettronica vecchio ordinamento
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sicuramente alcuni piani di studi di oggi sono fatti col culo, ma rimango basito nel vedere tra le materia a scelta di ing. elettrotecnica cose come campi elettromagnetici, sistemi elettrici per l'energia e azionamenti elettrici (soprattutto la prima; ma anche le altre 2, passabili forse per elettronica ma elettronitecnica non direi).
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Sinceramente trovo assurdo e dispersivo che un ing. elettronico studi materie come disegno e scienze delle costruzioni. E' un idea arcaica che per fortuna non c'è più.
Credo di essermi laureato tra gli ultimi con il VO, poi è arrivato il 3+2.
Credo di essermi laureato tra gli ultimi con il VO, poi è arrivato il 3+2.
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dipende da dove lavori...
su scienza delle costruzioni sono d'accordo, troopo specialistico per essere considerato un esame "di base".
Ma Disegno... se lavori in molti settori dell'elettronica, es comunicazioni/microonde come me, il dialogo col CAD meccanico è continuo, e saper buttar giù uno schizzo decente, avere un'idea di tolleranze, trattamenti ecc è indispensabile.
su scienza delle costruzioni sono d'accordo, troopo specialistico per essere considerato un esame "di base".
Ma Disegno... se lavori in molti settori dell'elettronica, es comunicazioni/microonde come me, il dialogo col CAD meccanico è continuo, e saper buttar giù uno schizzo decente, avere un'idea di tolleranze, trattamenti ecc è indispensabile.
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flori2 ha scritto:.....che un ing. elettronico studi materie come disegno e scienza delle costruzioni....
Per quanto riguarda disegno direi che invece dovrebbe essere obbligatorio. Non sai quante volte in cantiere ho visto ingegneri non saper consultare un layouto leggere un disegno meccanico per installare un dispositivo o capire dove fosse stato installato per sostituirlo!

Inoltre bisogna saper parlare con i meccanici altrimenti i sensori ed i cavi elettrici si dimenticano di installarli e poi devi fare i salti mortali per trovare un posto per piazzarli sulla macchina.
Se non ci parli prima rischi di fare "l'albero di Natale" dopo con tutte le conseguenze del caso.
L'automazione per il controllo della macchina è indispensabile discuterla da subito ciclogrammi alla mano altrimenti invece di un progetto coerente si partorisce un patchwork.
Per scienza delle costruzioni il discorso è diverso. Potrebbe essere facoltativo tranne i casi in cui l'ingegnere debba occuparsi di modellazione. In questo caso diventa strettamente necessario.
Ingegneria : alternativa intelligente alla droga.
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dimaios
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Io esco fuori dal vecchio ordinamento, ma se c'è un esame che non ho fatto e di cui ho sentito la mancanza è proprio disegno. Purtroppo, non so leggere bene un disegno meccanico e quando ho dovuto farne alcuni per farmi soffiare della vetreria, alcuni miei colleghi più esperti di me si sono messi proprio a ridere
E' comunissimo avere a che fare con pezzi ed ingombri meccanici progettando una scheda elettronica. Forse meno chi si occupa di microelettronica, ma anche lì dipende: se uno sta seduto tutto il giorno davanti a Cadence, va bene che non sappia fare disegni meccanici; se uno (che so) si occupa di macchine di RIE, ogni tanto capita di lavorare su macchine meccaniche estremamente complesse e farsi capire è importante.
Mi è anche spiaciuto di non aver fatto meccanica razionale che mi sarebbe stata utile per impratichirmi con alcuni concetti utili altrove (per esempio in meccanica quantistica).
Fondamentale l'esame di Campi, che mi ha aperto un mondo e di cui ho ottimi ricordi. Teoria delle reti elettriche ai miei tempi si chiamava Teoria dei circuiti. Molto interessante e molto, molto difficile. Aveva un chiaro valore iniziatico: quando lo si passava, dopo si iniziava ad essere considerati (ed a considerarsi) "quasi ingegneri".
Un altro esame utilissimo che mi ha dischiuso cose che non avrei immaginato è stato quello di algebra lineare, al secondo anno. Oggi passo tutto il giorno a fare decomposizioni su basi di autovettori
E' comunissimo avere a che fare con pezzi ed ingombri meccanici progettando una scheda elettronica. Forse meno chi si occupa di microelettronica, ma anche lì dipende: se uno sta seduto tutto il giorno davanti a Cadence, va bene che non sappia fare disegni meccanici; se uno (che so) si occupa di macchine di RIE, ogni tanto capita di lavorare su macchine meccaniche estremamente complesse e farsi capire è importante.
Mi è anche spiaciuto di non aver fatto meccanica razionale che mi sarebbe stata utile per impratichirmi con alcuni concetti utili altrove (per esempio in meccanica quantistica).
Fondamentale l'esame di Campi, che mi ha aperto un mondo e di cui ho ottimi ricordi. Teoria delle reti elettriche ai miei tempi si chiamava Teoria dei circuiti. Molto interessante e molto, molto difficile. Aveva un chiaro valore iniziatico: quando lo si passava, dopo si iniziava ad essere considerati (ed a considerarsi) "quasi ingegneri".
Un altro esame utilissimo che mi ha dischiuso cose che non avrei immaginato è stato quello di algebra lineare, al secondo anno. Oggi passo tutto il giorno a fare decomposizioni su basi di autovettori
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DarwinNE
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Io sono d'accordo con quanto scritto da molti. Sicuramente gli esami di disegno e meccanica razionale si fanno rimpiangere (soprattutto il secondo, utile per studiare un po' di Meccanica Quantistica in modo serio); su Scienza delle Costruzioni rimango un po' scettico, in quanto è un esame applicativo in fin dei conti e potrebbe lasciar spazio a qualcosa di altrettanto formativo ma più utile.
Cosa mi dite dell'approccio con cui si affrontavano i vari insegnamenti?
E' vero che era più rigoroso e si scendeva più nel dettaglio delle varie questioni? (Personalmente, questo è un problema che ho percepito spesso)
Cosa mi dite dell'approccio con cui si affrontavano i vari insegnamenti?
E' vero che era più rigoroso e si scendeva più nel dettaglio delle varie questioni? (Personalmente, questo è un problema che ho percepito spesso)
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slashino
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slashino ha scritto:E' vero che era più rigoroso e si scendeva più nel dettaglio delle varie questioni?
Si. Il numero di ore per corso era più elevato e di conseguenza anche la dimensione dell'esame.
Inoltre non esistendo la divisione tra 3 + 2 anni ma 5 anni e basta si privilegiava una formazione solida di matematica e fisica prima di intraprendere gli esami specialistici.
In poche parole non esisteva il concetto di "spolverata di ....." ma gli esami erano completi.
Pensa che in alcune facoltà di ingegneria gli esami di matematica e fisica venivano seguiti insieme agli allievi di matematica e di fisica per cui lo "sconto" non era previsto.
Chiaro che all'inizio era molto più dura ma capivi i benefici più avanti quando avevi i mezzi per affrontare gli esami di specialità.
Anche dividere una materia in più moduli a volte non risulta corretto perché viene a mancare la visione di insieme soprattutto negli esami di matematica e fisica.
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dimaios
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Sono felice di aver fatto analisi I, analisi II, fisica I e algebra lineare e geometria tutti da 12 crediti. È abbastanza raro nel nuovissimo ordinamento ad ingegneria. Già così alcune cose vanno perse e i professori limitano i programmi, non immagino i poveretti che le trovano da 9 o meno
.
Invidio molto chi ci ha preceduti :).
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"640K ought to be enough for anybody" Bill Gates (?) 1981
Qualcosa non ha funzionato...
Lo sapete che l'arroganza in informatica si misura in nanodijkstra?
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fairyvilje
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fairyvilje ha scritto:tutti da 12 crediti.
Tanta roba, solo per curiosità, posso chiederti di postare il tuo piano di studi?
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