Due parole per spiegare il senso del "guazzabuglio".
Uno dei traguardi della relatività è l'aver dimostrato il dualismo massa energia
![\[E=mc^{2}\] \[E=mc^{2}\]](/forum/latexrender/pictures/fe59f0d3f5155bc0b0aaa6b7881e4091.png)
. Cosa significa in ultima analisi? Dovrebbe significare che l'energia, sotto qualsiasi forma, manifesta una inerzia al moto e un peso gravitazionale allo stesso modo di una massa meccanica in relazione ad essa secondo quella formula.
Insomma un condensatore carico dovrebbe manifestare una massa maggiore dello stesso condensatore scarico e la quota di massa "speciale" dovuta all'energia elettrica accumulata deve manifestare effetti inerziali e ponderali identici ad una massa "normale". Questo, correggetemi se sbaglio, è attinente all'autoinduzione che è una conseguenza dell'inerzia delle cariche.
L'inerzia delle cariche era già nota prima dell'avvento della relatività e se ne attribuiva la causa al campo magnetico: si dimostra infatti che per accelerare una carica si deve spendere dell'energia meccanica che nel processo si converte completamente in energia del campo magnetico associato alla carica in movimento. Quando la carica viene arrestata essa manifesta una inerzia, cioè manifesta una forza che si oppone al rallentamento della velocità e il lavoro negativo a cui è sottoposto il dispositivo di frenatura altro non è che il recupero dell'energia del campo magnetico che tende a ridursi man mano che la carica rallenta fino ad estinguersi a carica ferma. Questo "effetto inerzia" è quindi identico a quello delle normali masse in meccanica.
Ci si dovrebbe chiedere a questo punto perché mai questa "inerzia artificiale" dovrebbe anche essere soggetta agli effetti gravitazionali, cioè manifestare un peso.
Vi è da notare che l'intensità del campo magnetico dipende dal sistema di riferimento: in un riferimento solidale con la carica in moto (a velocità costante) non c'è alcun campo magnetico.
Mi pare fu proprio questa “non attinenza ai fenomeni” che spinse Einstein a cercare una spiegazione diversa, che non fosse dipendente dal riferimento scelto.
Da quello che ho capito della questione, la relatività ha reinterpretato il fenomeno non attribuendo più gli effetti dipendenti dalla velocità di una carica alla presenza di un campo magnetico: grazie alla introduzione delle deformazioni dello spazio-tempo laddove è presente il campo elettrico in movimento, è stato possibile dare ragione di tutti gli effetti associati alla velocità, senza che vi fosse più la necessità di dover ricorrere al campo magnetico per spiegarli.
Insomma, con la relatività il ruolo del campo magnetico viene sminuito da “realtà fisica” ad “artifizio contabile”.
I fisici del passato furono costretti ad introdurlo per giustificare quegli effetti della corrente elettrica che in fin dei conti sono l’unico effetto relativistico osservabile normalmente in laboratorio.
Con la relatività, quindi, gli effetti magnetici non sono dovuti alla presenza di un campo magnetico ma si tratterebbe ancora di effetti del campo elettrico:li produce il campo elettrico in movimento che, per chi sta fermo, si estende in uno spazio-tempo non euclideo modificato secondo le trasformazioni di Lorenz.
In questa nuova ottica l’inerzia al moto delle cariche si spiegherebbe tenendo conto del fatto che il campo elettrico in condizione di totale simmetria (carica ferma) è nelle condizioni di minima energia. Alla perdita di simmetria dello spaziotempo che si ha a causa della velocità, l’energia associata al campo elettrico aumenta ed è quindi in questo incremento dell’energia del campo elettrico e non in quella del campo magnetico che si converte l’energia meccanica fornita nei processi dove l’inerzia si manifesta.
Tutto questo è ben messo in evidenza nel Berkeley, il libro di fisica dove ho tentato di approfondire questi argomenti.
In quel libro c’è un intero capitolo dove fa vedere come si deformano i campi elettrici a causa della velocità delle cariche e come gli effetti di queste deformazioni siano identici a quelli prima attribuiti al campo magnetico.
Quello che non ho capito è perché in quel testo non si dice mai esplicitamente che il campo magnetico, con l'avvento della relatività, è andato in pensione, pur apparendo questa la naturale conseguenza di quello che c’è scritto. Poi, stranamente, nel capitolo successivo il campo magnetico ricompare in tutta la sua realtà e addirittura applica le trasformazioni di Lorenz anche ad esso. Sarei molto grato a
DirtyDeeds o a chiunque volesse chiarirmi.
Tornando al mio “guazzabuglio”, esso vuole essere un tentativo per mettere in evidenza che la quota di massa dovuta all’energia elettrica di un condensatore carico subisce le stesse vicende di una massa meccanica. Come ho fatto vedere, quando il condensatore è disposto con le facce parallele al vettore velocità i conti tornano perfettamente, invece con le facce disposte ortogonalmente no.
DirtyDeeds ha scritto:Nella figura 1 disegnata da
BrunoValente, nel sistema di riferimento solidale con il condensatore c'è solo un campo elettrico. Nel sistema del laboratorio, invece, ci sono sia un campo elettrico che un campo magnetico che viaggiano con il condensatore. La cosa può essere vista in due modi: o tenendo conto delle trasformazioni dei campi (quasi analoghe a quelle di Lorentz) che nel sistema del laboratorio fanno nascere un campo magnetico, oppure tenendo conto del fatto che nel sistema del laboratorio c'è una corrente dovuta alle cariche in moto sulle armature del condensatore.(
Per quanto ho detto sopra, non ho considerato il campo magnetico del primo caso. Secondo me, lo avrei dovuto considerare solo se avessi voluto trattare il problema classicamente (senza relatività). Così i conti tornano, se invece avessi anche tenuto conto del campo magnetico e dell’energia ad esso associata, avrei ottenuto un eccesso di massa, quindi un risultato sbagliato.
Nel secondo caso i conti non tornano: appare addirittura un decremento di massa con l’aumento della velocità!?!. Anche volendo trattare il problema classicamente comunque non vi sarebbe un campo magnetico e quindi non comparirebbe un incremento di massa all'aumentare della velocità.
So che è stato da tempo abolito il concetto di massa variante ed è stato introdotto il concetto di massa invariante, quindi so di essermi espresso male ma spero sia comunque chiaro il senso del ragionamento.
Sarò grato a chiunque vorrà aiutarmi a capire o vorrà smentirmi o semplicemente vorrà dire la sua.