Salve a tutti, ho acquistato un inverter 220 V con uscita trifase per utilizzare un trapano a colonna con motore trifase. Ho collegato il tutto e funziona perfettamente però non sono riuscito a capire una cosa. (sono assolutamente inesperto)
ho provato a misurare la tensione di uscita dell'inverter con il tester ma sembra che vada in fondo scala, addirittura se collego un puntale a una fase e l'altro lo lascio libero mi segna un migliaio di volt, sono disturbi elettromagnetici?
misura tensione uscita inverter trifase
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gnigno,
mi spiace contraddire g.schgor, ma e' possibile. Il puntale del tester funziona da antenna, raccoglie i disturbi ad alta frequenza.
Se usi una pinza amperometrica, potrai leggere valori diversi semplicemente spostando la pinza.
Ciao
Mario
mi spiace contraddire g.schgor, ma e' possibile. Il puntale del tester funziona da antenna, raccoglie i disturbi ad alta frequenza.
Se usi una pinza amperometrica, potrai leggere valori diversi semplicemente spostando la pinza.
Ciao
Mario
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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g.schgor ha scritto:Non è possibile!
Sei sicuro che i puntali siano nelle boccole giuste (COM e V)?
e che il selettore sia sulla scala dei 600Vca?
Sono sicuro di averlo usato correttamente, ho provato anche con un altro tester.
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mario_maggi ha scritto:gnigno,
mi spiace contraddire g.schgor, ma e' possibile. Il puntale del tester funziona da antenna, raccoglie i disturbi ad alta frequenza.
Se usi una pinza amperometrica, potrai leggere valori diversi semplicemente spostando la pinza.
Ciao
Mario
Quindi non esiste un modo per misurare la tensione all'uscita di un inverter? forse misurarla lontano dall'inverter? io ho provato a un metro dall'inverter ma mi dà più o meno gli stessi valori (non so se stò dicendo delle sciocchezze)
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Se lo dice Mario (e tu confermi la misure), non posso che prenderne atto,
ma mi chiedo: non esistono normative per la schermatura delle radiazioni
elettromagnetiche?
Si fanno campagne per la pericolosità (presunta) dei telefonini (da pochi W)
e poi si scopre che gli inverter creano campi di queste intensità?
Qualcuno può spiegarmi?
ma mi chiedo: non esistono normative per la schermatura delle radiazioni
elettromagnetiche?
Si fanno campagne per la pericolosità (presunta) dei telefonini (da pochi W)
e poi si scopre che gli inverter creano campi di queste intensità?
Qualcuno può spiegarmi?
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Salve g.schgor,
norme sugli azionamenti in tema di compatibilità elettromagnetica ce ne sono, per esempio la CEI EN 61800-3 (mario sicuramente saprà fornire più informazioni).
Sinceramente non mi stupisco che le emissioni elettromagnetiche di un inverter siano così alte, basti pensare che si parla di correnti di decine (centinaia?) di ampere commutate a parecchi kHz. Un cellulare è molto meno potente, ma certo non passerei metà della giornata seduto sopra un inverter, mentre può capitare di tenere il cellulare nella giacca.
Mi viene però in mente che la tensione misurata dal tester (credo anche io che il puntale faccia da antenna) potrebbe essere largamente falsata per via dell'alta frequenza.
A puro titolo di aneddoto: nel 2008 quando realizzammo all'università un prototipo di macchina elettrica, non era insolito che le emissioni dell'inverter (prototipo e non ottimamente schermato) facessero impazzire i PIC di controllo, con conseguente necessità di riprogrammarli...
norme sugli azionamenti in tema di compatibilità elettromagnetica ce ne sono, per esempio la CEI EN 61800-3 (mario sicuramente saprà fornire più informazioni).
Sinceramente non mi stupisco che le emissioni elettromagnetiche di un inverter siano così alte, basti pensare che si parla di correnti di decine (centinaia?) di ampere commutate a parecchi kHz. Un cellulare è molto meno potente, ma certo non passerei metà della giornata seduto sopra un inverter, mentre può capitare di tenere il cellulare nella giacca.
Mi viene però in mente che la tensione misurata dal tester (credo anche io che il puntale faccia da antenna) potrebbe essere largamente falsata per via dell'alta frequenza.
A puro titolo di aneddoto: nel 2008 quando realizzammo all'università un prototipo di macchina elettrica, non era insolito che le emissioni dell'inverter (prototipo e non ottimamente schermato) facessero impazzire i PIC di controllo, con conseguente necessità di riprogrammarli...
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Certo che non sia fattibile questo tipo di misurazione, per curiosità ho provato a verificare misure di valori anomali (esageratamente tali) o eventuali fondo scala;
Prova di misurazione a campo:
Inverter danfoss vlt2800,
alimentazione L1-L2-L3 trifase 400V 50Hz,
uscita U,V,W, trifase;
motore asincrono trifase 400 V 0,76Kw 2,5A Y
strumento Fluke 175A
misurazioni sulle tre fasi U,V,W, con mt in funzionamento: 300V (oscillazione 290..301V).
Prova di misurazione a campo:
Inverter danfoss vlt2800,
alimentazione L1-L2-L3 trifase 400V 50Hz,
uscita U,V,W, trifase;
motore asincrono trifase 400 V 0,76Kw 2,5A Y
strumento Fluke 175A
misurazioni sulle tre fasi U,V,W, con mt in funzionamento: 300V (oscillazione 290..301V).
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Caro Giovanni,
no di certo.
E' lo strumento ad alta impedenza di ingresso che si aspetta di misurare una tensione sinusoidale o quasi, ed invece si trova in ingresso una sequenza di impulsi con dV/dt elevatissimo (alcuna migliaia di V/us). Non dimentichiamo che ci sono IGBT che commutano in meno di 100 nanosecondi una tensione che puo' superare i 600 V, quindi il dV/dt sara' di oltre 6 kV/microsecondo, a frequenze nell'ordine dei kiloHertz. In queste condizioni basta collegare anche solo un puntale del per "far impazzire" lo strumento, che dara' numeri a caso oppure stabili ma non pertinenti.
mir,
in quali condizioni hai misurato l'uscita? Come ti spieghi di aver trovato una tensione cosi' bassa?
Ciao
Mario
disturbi di "un migliaio di V"?
no di certo.
E' lo strumento ad alta impedenza di ingresso che si aspetta di misurare una tensione sinusoidale o quasi, ed invece si trova in ingresso una sequenza di impulsi con dV/dt elevatissimo (alcuna migliaia di V/us). Non dimentichiamo che ci sono IGBT che commutano in meno di 100 nanosecondi una tensione che puo' superare i 600 V, quindi il dV/dt sara' di oltre 6 kV/microsecondo, a frequenze nell'ordine dei kiloHertz. In queste condizioni basta collegare anche solo un puntale del per "far impazzire" lo strumento, che dara' numeri a caso oppure stabili ma non pertinenti.
mir,
in quali condizioni hai misurato l'uscita? Come ti spieghi di aver trovato una tensione cosi' bassa?
Ciao
Mario
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mario_maggi
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