buongiorno
voglio alimentare un plc, dei motori passo passo con i relativi driver e degli encoder rotativi con un gruppo elettrogeno, considerando la delicatezza dell'elettronica chiedo quali possono essere gli accorgimenti per avere una buona alimentazione elettrica
grazie anticipato
gruppo elettrogeno
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Salve steza66,
credo che con un buon alimentatore stabilizzato AC-DC per i PLC non ci dovrebbero essere problemi, sempre ammesso che il generatore non si spenga;
più in particolare quanto assorbe il tutto?
credo che con un buon alimentatore stabilizzato AC-DC per i PLC non ci dovrebbero essere problemi, sempre ammesso che il generatore non si spenga;
più in particolare quanto assorbe il tutto?
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http://www.marellimotori.com/MMCP/SIN.D ... MA%204.pdf
dai un'occhiata a questo data-sheet: è di un alternatore industriale di attuale produzione, di quelli che sono normalemente accoppiati su un gruppo elettrogeno (g.e.) standard (25 kVA/20kW).
Precisione di regolazione in tensione : 1% (condizioni stazionarie)
REsiduo armonico : 2%
L'ENEL non riesce a far meglio!
Quando mi chiedono se il g.e. è "stabilizzato", mi vengono i brividi, perché non si sa neanche cosa vuol dire
Mi spiego
Gli alternatori normalmente accoppiati sui g.e. sono dotati di regolatore di tensione, ormai piuttosto preciso e affidabile.
Per essere precisi parliamo di alternatori brushless autoeccitati e autoregolati, cioè tipicamente di macchine di potenza di 10-15kVA e superiori (per intenderci, non fanno parte di questa categoria i piccoli alternatori di tipo compound, affidabili ma decisamente meno precisi, e i generatori asincroni)
Queste macchine sono del tutto adeguate al servizio richiesto.
C'è da fare attenzione ad alcuni aspetti dell'installazione:
- eventuali grossi carichi da avviare derivati sotto g.e., che provocherebbero importanti cadute di tensione con conseguenze potenzialmente dannose all'elettronica da alimentare (centri di lavoro, macchine utensili, plc, ...)
- carichi distorcenti (ponti trifase non controllati, non filtrati, elettronica di controllo basata fondamentalmente su raddrizzatori, ...) derivati sotto g.e., che rifletterebbero in linea (verso il g.e.) armoniche di corrente, potenziale disturbo per la regolazione di tensione dell'alternatore
Per ovviare a quanto sopra, in genere è sufficiente sovradimensionare in modo opportuno il g.e. (sarebbe sufficiente sovradim. la macchina elettrica, ma visto che ormai tutti i g.e. sono accoppiati in modo standard, bisogna sovradim. tutto il g.e.; serve potenza reattiva, non potenza attiva)
Opportuno significa "opportuno", non che si prende un g.e. grosso il doppio e tutto andrà bene (???), com'è pensiero assai comune!
Buoni kW a tutti
dai un'occhiata a questo data-sheet: è di un alternatore industriale di attuale produzione, di quelli che sono normalemente accoppiati su un gruppo elettrogeno (g.e.) standard (25 kVA/20kW).
Precisione di regolazione in tensione : 1% (condizioni stazionarie)
REsiduo armonico : 2%
L'ENEL non riesce a far meglio!
Quando mi chiedono se il g.e. è "stabilizzato", mi vengono i brividi, perché non si sa neanche cosa vuol dire
Mi spiego
Gli alternatori normalmente accoppiati sui g.e. sono dotati di regolatore di tensione, ormai piuttosto preciso e affidabile.
Per essere precisi parliamo di alternatori brushless autoeccitati e autoregolati, cioè tipicamente di macchine di potenza di 10-15kVA e superiori (per intenderci, non fanno parte di questa categoria i piccoli alternatori di tipo compound, affidabili ma decisamente meno precisi, e i generatori asincroni)
Queste macchine sono del tutto adeguate al servizio richiesto.
C'è da fare attenzione ad alcuni aspetti dell'installazione:
- eventuali grossi carichi da avviare derivati sotto g.e., che provocherebbero importanti cadute di tensione con conseguenze potenzialmente dannose all'elettronica da alimentare (centri di lavoro, macchine utensili, plc, ...)
- carichi distorcenti (ponti trifase non controllati, non filtrati, elettronica di controllo basata fondamentalmente su raddrizzatori, ...) derivati sotto g.e., che rifletterebbero in linea (verso il g.e.) armoniche di corrente, potenziale disturbo per la regolazione di tensione dell'alternatore
Per ovviare a quanto sopra, in genere è sufficiente sovradimensionare in modo opportuno il g.e. (sarebbe sufficiente sovradim. la macchina elettrica, ma visto che ormai tutti i g.e. sono accoppiati in modo standard, bisogna sovradim. tutto il g.e.; serve potenza reattiva, non potenza attiva)
Opportuno significa "opportuno", non che si prende un g.e. grosso il doppio e tutto andrà bene (???), com'è pensiero assai comune!
Buoni kW a tutti
-

Agostino Valentini
0 1 - Messaggi: 8
- Iscritto il: 14 nov 2008, 14:12
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Come ha giustamente detto fpalone , un buon alimentatore stabilizzato AC-DC, dovrebbe garantire il funzionamento dell'elettronica, in quanto è quest'ultimo ad aoccuparsi di eventuali problemi a monte dell'alimentazione, pur garantendo un uscita stabilizzata (ovvio purchè sia presente la rete di alimentazione),io aggiungerei: l'elettronica che hai citato non ha di serie i suoi alimentatori ?, ad esempio i PLC della Siemens S7 offrono di serie gli Alimentatori Sitop, di diverso corrente, così come alcuni sistemi che utilizzano brushless hanno le proprie unità di alimentazione.
ciao
mir
ciao
mir
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