Ciao a tutti,
Guardando il catalogo di qualche produttore di inverter fotovoltaici ho visto l'esistenza di un accessorio di cui non comprendo a pieno il motivo.
Si tratta di un dispositivo di misura wattmetrica da inserire al punto di consegna del distributore, per far si che l'inverter eroghi la potenza necessaria a raggiungere lo zero, senza superare e quindi immettere in rete.
Dato che, una volta realizzato l'impianto non cambia nulla tra il farlo lavorare a potenza piena o limitarlo, anche se in rete dovessi regalarla, perché implementare una simile logica?
Forse si ha qualche vantaggio nella procedura di connessione? Dato che non si é utente attivo, quanto piuttosto autoproduttore?
Grazie mille.
Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
Moderatori:
sebago,
mario_maggi
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[2] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
Dipende dalla diversa normativa/legislazione presente nelle varie nazioni.
In italia abbiamo "lo scambio sul posto" per cui puoi immettere in rete tutta l'energia prodotta.
Non ricordo di preciso in che nazioni (Germania ?) , ma avevo letto che alcune permettono di immettere in rete solo una percentuale dell'energia prodotta tipo 70% pertanto si usa un contatore d'energia collegato all'inverter che nel caso va a limitare la potenza d'immissione.
In italia abbiamo "lo scambio sul posto" per cui puoi immettere in rete tutta l'energia prodotta.
Non ricordo di preciso in che nazioni (Germania ?) , ma avevo letto che alcune permettono di immettere in rete solo una percentuale dell'energia prodotta tipo 70% pertanto si usa un contatore d'energia collegato all'inverter che nel caso va a limitare la potenza d'immissione.
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[3] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
E se invece fosse un dispositivo da utilizzare negli impianti con accumulo?
Durante il giorno si immette corrente alternata solo per alimentare le utenze dell'abitazione (o comunque dell'edificio dove è installato l'impianto), il resto dell'energia prodotta è immagazzinata nelle batterie.
La notte invece vengono scaricate le batterie (e qui non so se si arrivi a scaricarle completamente o se allo stesso modo si immetta nell'impianto dell'edificio solo quanto serve)
Durante il giorno si immette corrente alternata solo per alimentare le utenze dell'abitazione (o comunque dell'edificio dove è installato l'impianto), il resto dell'energia prodotta è immagazzinata nelle batterie.
La notte invece vengono scaricate le batterie (e qui non so se si arrivi a scaricarle completamente o se allo stesso modo si immetta nell'impianto dell'edificio solo quanto serve)
Almeno l'itagliano sallo...
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[4] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
E se invece fosse un dispositivo da utilizzare negli impianti con accumulo
Sarebbe lo scenario in cui avrebbe più senso, ma non mi sembra contemplato in alcuni application note.
Ad es. (impostando zero) https://www.zcsazzurro.com/images/uploa ... nofase.pdf
Ma con una soluzione del genere, si dovrebbe comunque stipulare un contratto di connessione per lo scambio sul posto, pur sapendo che in realtà vi sarà solo prelievo ?
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[5] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
Non so con precisione come funzioni la cosa, dato che l'unica esperienza che ho è una chiacchierata che ho fatto con un installatore di impianti fotovoltaici.
Potrei aver scritto una grandissima cavolata, dato che io mi occupo di tutt'altro. Però mi pare che parlasse di una configurazione del genere.
Si, serve comunque un contratto per lo scambio sul posto, perché una volta che le batterie sono cariche il resto lo immetti in rete.
Però ripeto: non sono certo di ste cose, potrei aver capito male...
Potrei aver scritto una grandissima cavolata, dato che io mi occupo di tutt'altro. Però mi pare che parlasse di una configurazione del genere.
JAndrea ha scritto:Ma con una soluzione del genere, si dovrebbe comunque stipulare un contratto di connessione per lo scambio sul posto, pur sapendo che in realtà vi sarà solo prelievo ?
Si, serve comunque un contratto per lo scambio sul posto, perché una volta che le batterie sono cariche il resto lo immetti in rete.
Però ripeto: non sono certo di ste cose, potrei aver capito male...
Almeno l'itagliano sallo...
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[6] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
Non credo serva per l'accumulo, tecnicamente non ha senso.
Secondo me è un componente costruito per qualche esigenza specifica (magari in paesi esteri) che si sta tentando di vendere anche in Italia.
Non vedo proprio il motivo.
Al limite si potrebbe usare per evitare di immettere energia in rete (immissione zero) e quindi fare i furbi evitando anche la pratica di connessione. Però anche in questo caso ha poco senso (soprattutto economicamente).
Secondo me è un componente costruito per qualche esigenza specifica (magari in paesi esteri) che si sta tentando di vendere anche in Italia.
Non vedo proprio il motivo.
Al limite si potrebbe usare per evitare di immettere energia in rete (immissione zero) e quindi fare i furbi evitando anche la pratica di connessione. Però anche in questo caso ha poco senso (soprattutto economicamente).
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[7] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
Si, fosse accoppiandolo ad un relè di gestione carichi, per, in prima battuta accendere utenze energivore, e poi per non immettere limitare la produzione.
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lillo
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[8] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
forse dico una cavolata,
ma potrebbe essere un sistema che incanala il surplus di potenza su altri vettori.
un collega termotecnico qualche anno fa parlava di aver realizzato un sistema simile, onestamente non so bene come, ma si prevedeva di utilizzare l'eccesso di potenza prodotta per surriscaldare l'acqua calda sanitaria in un bollitore ben oltre la temperatura solita di stoccaggio, in modo da averla a disposizione anche nelle ore serali inoltrate.
premetteva, con consapevolezza, che utilizzare l'effetto Joule per riscaldare l'acqua non è esattamente il massimo, ma mi assicurava di aver effettuato una comparazione economica con lo scambio sul posto, e che il sistema avesse un efficienza (in termini di euri) maggiore.
ma potrebbe essere un sistema che incanala il surplus di potenza su altri vettori.
un collega termotecnico qualche anno fa parlava di aver realizzato un sistema simile, onestamente non so bene come, ma si prevedeva di utilizzare l'eccesso di potenza prodotta per surriscaldare l'acqua calda sanitaria in un bollitore ben oltre la temperatura solita di stoccaggio, in modo da averla a disposizione anche nelle ore serali inoltrate.
premetteva, con consapevolezza, che utilizzare l'effetto Joule per riscaldare l'acqua non è esattamente il massimo, ma mi assicurava di aver effettuato una comparazione economica con lo scambio sul posto, e che il sistema avesse un efficienza (in termini di euri) maggiore.
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GiovanniPalmieri
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- Iscritto il: 24 apr 2020, 12:34
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[9] Re: Impianto fotovoltaico connesso alla rete a scambio zero
Anche io ho recentemente installato un impianto fotovoltaico!
Sono cosi felice! L'uso di energia rinnovabile e' stra importante e sono contento di poter dare un contributo all'ambiente.
Per prendere questa decisione mi sono affidato agli esperte di **************** , li ho trovato tutte le info necessarie per fare questo grande investimento! Magari puo' tornare utile anche a voi!!
Ciaooo a presto!
Sono cosi felice! L'uso di energia rinnovabile e' stra importante e sono contento di poter dare un contributo all'ambiente.
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Ultima modifica di
attilio il 28 apr 2020, 17:50, modificato 2 volte in totale.
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