il DOPO nucleare
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[11] Re: il DOPO nucleare
dopo il disastro di Fukushima,il Giappone avrebbe potuto avviare un programma di chiusura di queste centrali su un periodo anche molto ampio,faccio un esempio:tutte le centrali nucleari verranno chiuse gradatamente nell'arco temporale di 50 anni(faccio io un'ipotesi), non ne verranno piu progettate, nel frattempo il Giappone avrebbe sfruttato il suo enorme potenziale tecnico economico e scentifico per la ricerca e lo sfruttamewnto di fonti di energia alternative;niente di tutto questo neanche la piu pallida idea di fare cosi,invece l'unica risposta che ci è arrivata da quelle parti è stata questa:il Giappone non puo fare a meno dell'energia nucleare;a sto punto mi chiedo ma i "coglioni" chi sono:noi o i Giapponesi?dobbiamo essere sempre noi che ci dobbiamo far carico di tutti i problemi di questo mondo mentre gli altri se ne fregano?
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[12] Re: il DOPO nucleare
Ma io non riesco a capire perché si grida alla deturpazione del paesaggio quando si parla di fotovoltaico e eolico, io tengo tantissimo alla mia terra, vivo in un paese circondato da un parco eolico e sinceramente non vedo tutta questa deturpazione del paesaggio, se faccio questo ragionamento allora devo pensare che qualunque cosa costruita dall'uomo sia una deturpazione, io li vedo un po' come i mulini del ventunesimo secolo, ci forniscono qualcosa che a noi è indispensabile a impatto zero, e sopratutto quando saranno superati da un metodo di produzione di energia più evoluto, basterà semplicemente smontarli e recuperare il possibile, senza scorie e problemi non risolvibili per migliaia d'anni, per questo al quesito sul nucleare ho votato si, preferisco 10.000volte avere un po' di ventilatori a 2/3 km da casa, che una centrale nucleare a 30km in linea d'aria. 
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[13] Re: il DOPO nucleare
donciccio ha scritto:dopo il disastro di Fukushima,il Giappone avrebbe potuto avviare un programma di chiusura...
Vedo che non leggi le risposte altrui ma ripeti le cose cambiando solo qualche parola.
Signori, un saluto a tutti.
Continuate pure senza di me, la discussione non m' interessa piu'.

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[14] Re: il DOPO nucleare
Una cosa opportuna da ricordare sul nucleare, prima di parlare a vanvera degli attribuiti di chicchessia, è che una volta che ci sei dentro praticamente sei condannato a restarci. E di questo ne abbiamo un esempio anche a casa nostra, nonostante da noi il peso del nucleare, anche quando funzionavano le centrali, era poco più che ininflluente. Sono state spente, disattivate ecc... ma i "cadaveri" sono ancora praticamente ancora lì da smontare e seppellire. Ci si può solo immaginare come sia ora la situazione in Giappone o in qualunque altro paese in cui al nucleare sia stato dato un peso di gran lunga più decisivo che da noi tra le fonti di energia. Semplicemente il nucleare, anche nella migliore delle ipotesi che non vada mai storto niente, è una strada senza ritorno, punto e basta. Se non si vuole il nucleare occorre deciderne di starne fuori fin da subito perché dopo, anche solo dopo un mese che una centrale è diventata critica, è semplicemente troppo tardi per qualsiasi ripensamento.
Il Giappone (ma il discorso è estensibilie a Francia, Stati Uniti, Russia e in sostanza a tutti coloro che dall'emergia prodotta tramite il nuclere ci dipendeono in maniera pesante), nonostante i disastri che sono successi, nonostante la Fukushima di oggi ma anche eventuali future (che ci saranno: quando e dove nessuno lo sa... ma ci saranno), non può fare a meno del nucleare per l'ottimo motivo che una volta che le centrali le hai costruite e attivate, anche se vuoi rinunciare al loro uso te le tieni e basta. Sono tutto tranne che un paio di scarpe di cui ti puoi libearare quando ormai non ti piacciono più o non te ne frega più niente di portarle. Te le tieni addoso a tempo indeterminato, fine della storia. E allora, a queste condizioni, tanto vale usarle e ricavarci almeno qualcosa di utile.
E' evidente che qui non si tratta di avere i "coglioni" per il buon motivi che una volta che ti sei messo una palla al piede e non puoi più liberartene, non ci vuole un gran coraggio a tenertela al piede. Ti piaccia o no, lì rimane. Puoi solo cercare di impararci a camminare senza farti troppo male e senza rischiare di romperti una gamba troppo spesso. Ma di sicuro prima o poi la gamba o la caviglia,, anche se non te la rompi, non nà uscira sempre sana e illesa. Purtroppo!
Ciao
Piercarlo
Il Giappone (ma il discorso è estensibilie a Francia, Stati Uniti, Russia e in sostanza a tutti coloro che dall'emergia prodotta tramite il nuclere ci dipendeono in maniera pesante), nonostante i disastri che sono successi, nonostante la Fukushima di oggi ma anche eventuali future (che ci saranno: quando e dove nessuno lo sa... ma ci saranno), non può fare a meno del nucleare per l'ottimo motivo che una volta che le centrali le hai costruite e attivate, anche se vuoi rinunciare al loro uso te le tieni e basta. Sono tutto tranne che un paio di scarpe di cui ti puoi libearare quando ormai non ti piacciono più o non te ne frega più niente di portarle. Te le tieni addoso a tempo indeterminato, fine della storia. E allora, a queste condizioni, tanto vale usarle e ricavarci almeno qualcosa di utile.
E' evidente che qui non si tratta di avere i "coglioni" per il buon motivi che una volta che ti sei messo una palla al piede e non puoi più liberartene, non ci vuole un gran coraggio a tenertela al piede. Ti piaccia o no, lì rimane. Puoi solo cercare di impararci a camminare senza farti troppo male e senza rischiare di romperti una gamba troppo spesso. Ma di sicuro prima o poi la gamba o la caviglia,, anche se non te la rompi, non nà uscira sempre sana e illesa. Purtroppo!
Ciao
Piercarlo
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[15] Re: il DOPO nucleare
in un Paese democratico nulla è impossibile,se la gente si facesse sentire come succede qui da noi,le centrali nucleari anche in giappone russia ecc,verrebbero alla fine chiuse tutte una alla volta,magari nell'arco di tempo lungo,ma alla fine cominciando da quelle piu vecchie tutte cesserebbero di funzionare,se invece la gente sta zitta e non dice mai no i potente,gli industriali gli speculatori e chi ne ha piu ne metta,hanno giuoco facile e impongono quello che vogliono
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[16] Re: il DOPO nucleare
donciccio ha scritto:in un Paese democratico nulla è impossibile
Non è detto che in un paese democratico tutti siano automaticamente antinuclearisti per principio. E iinfatti spesso e volentieri non lo sono. Ma, se posso permettermi un appunto, non è questo il forum più adatto per discutere di queste cose.
Ciao
Piercarlo
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[17] Re: il DOPO nucleare
Piercarlo ha scritto:Il Giappone (ma il discorso è estensibilie a Francia, Stati Uniti, Russia e in sostanza a tutti coloro che dall'emergia prodotta tramite il nuclere ci dipendeono in maniera pesante), nonostante i disastri che sono successi, nonostante la Fukushima di oggi ma anche eventuali future (che ci saranno: quando e dove nessuno lo sa... ma ci saranno), non può fare a meno del nucleare per l'ottimo motivo che una volta che le centrali le hai costruite e attivate, anche se vuoi rinunciare al loro uso te le tieni e basta.
Per un discorso economico dici?
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[18] Re: il DOPO nucleare
GCV ha scritto: Per un discorso economico dici?
Anche ma non solo. Il fatto è che tra scorie e impianti cotti, dopo l'uso il nucleare ti lascia "in casa" un bel po' di problemi di cui ancora oggi nessuno ha un'idea di come risolvere e sbarazzarsene una volta per ttutte, a prescindere dai costi dell'operazione. Non è un qualcosa che ti basta demolire e morta lì. E' un qualcosa in cui il "demolire" comporta praticamente il risolvere gli stessi problemi di sicurezza del costruire e del funzionamento ordinario di questo tipo di impianti. Ammettendo che in tutto il modo le centrali nucleari venissero spente e abbandonate di punto in bianco, gli impianti rimarrebbero comunque pericolosi per decenni anche se inattivi.
Per rendersene conto basti pensare al fatto che la centrale di Caorso, nonostante sia ferma da oltre vent'anni, è praticamente ancora lì tutta intera, soprattutto per quel che riguarda la parte nucleare. Ed è a tal punto "intera" che in effetti hanno pensato addirittura, previo ammodernamento e ristrutturazione degli impianti, di riattivarla entro il 2014-2015 con una spesa relativamente modesta (la metà circa) rispetto al costruire una centrale ex-novo (in soldoni signficano 3 mliardi di euro, sforamenti di budget inclusi, contro oltre i 6 prevedibili per quest'ultima, piuttosto ottimistici se si tiene conto di come stanno andando nel fatti le cose con gli EPR francesi, gli unici "nuovi" reattori che si stia realmente costruendo da qualche parte e non solo sul monitor di un computer - è chiaro che l'aggettivo "modesto" rispetto agli investimenti va preso "abbastanza" con le molle).
Ciao
Piercarlo
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[19] Re: il DOPO nucleare
piuttosto ottimistici se si tiene conto di come stanno andando nel fatti le cose con gli EPR francesi, gli unici "nuovi" reattori che si stia realmente costruendo da qualche parte e non solo sul monitor di un computer
E l'AP1000 non è abbastanza "nuovo" ?
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[20] Re: il DOPO nucleare
il topic titola "dopo il nucleare" e questo dopo un chiaro,recentissimo ed inequivocabile referendum. 
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