6367 ha scritto: Ho sentito professori universitari sostenere il contrario.
Sarebbe interessante, oltre a starli a sentire, anche farsi dare i MOTIVI di perché sarebbe il contrario. Finora il nucleare civile (con la molto parziale eccezione del Giappone che però si è dotato di un'infrastruttura tale che lo rende a tutti gli effetti un paese del club nucleare in grado, se vuole, di costrursi la propria bomba atomica nel giro di al massimo sei mesi) si è retto proprio sull'esistenza del nucleare militare, il solo settore che ha reso l'intero processo di produzione e ritrattamente dei combustibili praticamente un "cost non object". E i paesi che non hanno questa struttura (la maggioranza in effetti) dipendono alla grande da chi invece ce l'ha e che riesce in qualche modo a recuperare parte dei costi che comporta l'appartenenza al "club" nucleare militare proprio vendendo parte della propria capacità di arricchimento e trattamento del combustibile a paesi che non solo non hanno questo tipo di strutture ma non se le possono neppure permettere (tedeschi inclusi, figurati noi!). Le centrali nucleari più o meno in funzione nel mondo sono 440 mentre di impianti di fabbricazione e ritrattamento delcombustibile ce ne saranno a dir tanto una decina in tutto il mondo, la maggior parte dei quali, guarda caso, proprio in paesi che se ne sono dovuti far carico PROPRIO per dortarsi dell'arma nucleare. Non è proprio uan sproporzione da nulla...
Tanto per rendere un'idea di cosa signfica, anche solo in termini energetici, gestire un impianto del genere, sia pure con tecnologie ormai superate: l'impianto Eurex francese negli anni settanta richeidedeva per il SUO SOLO FUNZIONAMENTO, l'energia prodotta da ben QUATTRO centrali nucleari dedicate da oltre 800 MW ciascuna. Con le tecnologie attuali basate su centrifugazione anzichè su diffusione gassosa, il fabbrisogno si è probabilmente ridotto a una sola centrale nucleare dedicata che è comunque sempre un bel consumare corrente.
E ora un bell'indovinelo: tenuto conto che se gli iraniani volevano puntare SOLO ad avere una bomba atomica tra le proprie armi avevano mezzi molto più rapidi e meno costosi di ottenerla che non buttarsi nell'avventura di creare una industria delll'arricchimento di uranio dal nulla, come mai si sono invece buttati PROPRIO su questa strada? E come ma molti in occidente han cominciato veramente ad agitarsi sulla sedia (e a cercare pretesti per passare alle maniere forti) a cominciare PROPRIO da quando, dall'agosto scorso, l'Iran ha finalmente un suo reattore nucleare con cui poter alimentare una VERA industria per la lavorazione del combustibile nucleare? Secondo voi questi signori temono solo che gli iraniani si dotino della bomba o temono piuttosto che gli iraniani diventino UN CONCORRENTE DIRETTO (e fuori dal loro "club") sul mercato dei combustibili nucleari? Io propendo per la seconda delle due... che ha molto ma molto più senso e che impensierirebbe seriamente quella che è attualmente la vera fonte di reddito dell'industria nucleare del pianeta: non le centrali (che sono il "rasoio" della famosa politica commerciale "rasoio e lametta") ma le forniture di attrezzature, combustibili e manutenzioni ad esse (che sono appunto le "lamette" del rasoio - quelle che nel gioco fanno veramente i quattrini).
Ciao
Piercarlo