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Fotovoltaico: eticamente corretto?

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

Moderatori: Foto Utentesebago, Foto Utentemario_maggi

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[21] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utentemir » 20 mar 2010, 11:51

6367 ha scritto:Quanto .....

ehm ehm, credo che hai dimenticato qualche Quanto...
Quanto costa smaltire l'Uranio?
Quanto costa procurarsi l'Uranio?
Quanto rischio, ehm..costo si corre nella lavorazione dell'Uranio?
Quanto costa smantellare una centrale nucleare ?
etc etc...
certo la differenza può esser vista in temrini di impatto ambientale,nel fotovoltaico (esempio) si valutano i m^{2}, nel nucleare il rischio di inquinamento ambientale (coste,laghi,fiumi) che hanno estensione...
:roll:
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[22] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 mar 2010, 13:17

ehm ehm, credo che hai dimenticato qualche Quanto...


Certo, certo... mettiamoci tutti i Quanto, non volevo esluderne nessuno. Lo davo per sottointeso!
Tu però non dimenticare, che sono fondamentali sempre, gli per unità di energia prodotta [kWh].

Per effetuare un confronto equo fra le varie sorgenti di energia, è necessario quantificarne i costi (costi economici, costi ambientali) sempre per unità di energia prodotta!

perché se non ragiona in termini quantitativi, possiamo sempre dimostrare tutto e il contrario di tutto!


Comunque, chi si occupa di energetica nucleare, è abituato a considerare tutti gli aspetti: "dalla culla alla morte". Tant'è che il problema delle "scorie nucleari" le conoscono anche i bambini.
Qualche sospetto che una completa analisi "dalla culla alla morte" (ovviamente sempre "per unità di energia prodotta"), non sia stata ancora fatta per altre fonti, è fondato.
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[23] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utenteadmin » 20 mar 2010, 23:33

Innanzitutto bentornato su questo forum ad m_dalpra, impegnato su fronti ben più importanti.
Colgo l’occasione per augurargli buona fortuna nella sua importante avventura.

Il problema evidenziato dal prof. Fellin, riguarda i guadagni degli speculatori. Su questo c’è in effetti da riflettere perché chi ha già guadagna a spese di chi non ha, e nemmeno con l’incentivazione riesce ad installare il suo impianto fotovoltaico. In fondo, siamo sinceri: niente di nuovo sotto il sole! Ma qual è la proposta concreta che la critica, legittima, suggerisce? In un articolo di giornale, non la si può inserire in dettaglio. Ma probabilmente è perché non c’è nulla da dettagliare: l’incentivazione va abolita. Certo, si può discutere se l’incentivazione ci debba essere o meno. Ma questo non vale solo per il fotovoltaico. E’ etico incentivare la vendita di autovetture? Non solo: è etico sentirsi dire da dieci anni che l’incentivazione scadrà a fine mese? E’ solo la produzione e l’immissione di autovetture in circolazione, il loro ossessivo e sempre più frequente ricambio, che deve far girare la nostra economia? Non ce ne sono già abbastanza ad intasare le nostre città? E chi paga l’incentivazione, anche in questo caso? E chi ci guadagna?
E’ etico abolire le lampadine ad incandescenza più semplici e meno costose, con la motivazione di salvare il pianeta dall’effetto serra, ma in realtà per incentivare, come è stato detto in altro thread, la vendita di altre lampade a tecnologia più evoluta, ma, per certi aspetti più discutibili delle proibite?

Le osservazioni di 6367 sui confronti da effettuare sono perfettamente legittime. Giustissime le domande elencate. Ma ancora più giusto sarebbe rispondervi, e non porle come retoriche a risposta sottintesa obbligata.
Io avevo cercato con un articolo ed anche in un thread di stimolare la produzione di dati concreti su cui riflettere. Non ho ottenuto ciò che speravo. Del resto lo capisco: ho provato a raccoglierli per mio conto, ma non ci sono riuscito ed alla fine vi ho rinunciato. I dati sono tanti, sono difficili da raccogliere, è difficile un realistico confronto che tenga conto di tutto, perché tutto è troppo per tutti. Ed allora è più facile scegliere una parte in cui stare, mostrarne i vantaggi, tacerne gli svantaggi, evidenziare gli svantaggi dell’altra parte, sminuirne i vantaggi, ridicolizzarsi reciprocamente. Poi andrà come deve andare.
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[24] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utente6367 » 20 mar 2010, 23:52

Giustissime le domande elencate. Ma ancora più giusto sarebbe rispondervi, e non porle come retoriche a risposta sottintesa obbligata.


Certo che sarebbe giusto rispondervi.
Anzi, diciamo che sarebbe obbligatorio dare queste risposte.
Io certo non ne sono in grado.
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[25] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utentemir » 21 mar 2010, 12:39

6367 ha scritto:Per effetuare un confronto equo fra le varie sorgenti di energia, è necessario quantificarne i costi (costi economici, costi ambientali) sempre per unità di energia prodotta!

manca la valutazione dei rischi ambientali/umani.
6367 ha scritto:il problema delle "scorie nucleari" le conoscono anche i bambini.

quindi un "problema scorie" esiste,ed è strano che i bambini lo conoscano,ed i nuclearisti no.
6367 ha scritto:Comunque, chi si occupa di energetica nucleare, è abituato a considerare tutti gli aspetti: "dalla culla alla morte".

Bella prospettiva, quella "dalla culla alla morte" :shock:
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[26] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utente6367 » 21 mar 2010, 22:43

quindi un "problema scorie" esiste,ed è strano che i bambini lo conoscano,ed i nuclearisti no


Non so chi intendi per "nuclearisti" ma i professionisti delle tecnlogie nucleari lo consocono, e pure conoscono le soluzioni, sia pure non "perfette". Basta leggere i testi di ingegneria nucleare.


Bella prospettiva, quella "dalla culla alla morte"


E' un termine gergale per indicare l'analisi del ciclo di vita, o LCA (life cycle assessment), di un prodotto o di una tecnologia.
Si analizza con metodo scientifico l'interazione con l'ambiente: cosa si prende dalla natura, e cosa si disperde.
Nelle tre fasi: costruzione, vita, e fine vita (smaltimento).
Molto importante, in un'ottica ambientale, considerare le tre fasi.
Il tutto ovviamente in termini analitici, quindi sempre "per unità prodotto", che nel caso di una lampadina è la quantità di luce, nel caso di una tecnologia energetica i kilowattora prodotti.

manca la valutazione dei rischi ambientali/umani.


Certo, anche questo.
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[27] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utentemir » 22 mar 2010, 9:07

6367 ha scritto:Non so chi intendi per "nuclearisti" ....

pardon,mi sono espresso male, intendevo i fautori del nucleare da fissione, inteso come fonte per la produzione di energia elettrica;
6367 ha scritto:Basta leggere i testi di ingegneria nucleare.

mi dispisace,non sarei in grado di comprenderli..
6367 ha scritto:E' un termine ...
Si analizza con metodo scientifico l'interazione con l'ambiente: cosa si prende dalla natura, e cosa si disperde.
Nelle tre fasi: costruzione, vita, e fine vita (smaltimento).
Molto importante, in un'ottica ambientale, considerare le tre fasi.....

interessante..
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[28] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utente6367 » 8 giu 2010, 0:09

Il prof. Fellin ha integrato il suo intervento sul Gazzettino.

Energia, ecco perché
questo fotovoltaico
non conviene

--------------------------------------------------------------------------------

Mi siano consentite alcune precisazioni in relazione al mio intervento sui costi sociali degli impianti fotovoltaici e alle repliche dei lettori del Gazzettino (e alle decine di e-mail che continuo a ricevere).
1. Il lettore Santi rileva un errore nei miei calcoli relativi all’operazione “fotovoltaico” sui 29 ettari dei Magazzini Generali di Padova: si tratta in effetti di un errore di stampa, ma non di calcolo, sul valore dell’incentivo (0,4 euro/chilowattora, e non 0,04 come riportato) per cui l’importo stimato resta quello da me indicato: 140 milioni di euro nelle tasche dell’imprenditore e a carico di chi paga la bolletta.
2. Il fatto che sia il GSE (Gestore del Sistema Elettrico) a incassare la tassa e a trasformarla in incentivi (conto energia), non sposta certo il merito etico della questione; semmai ci si può meravigliare come due Enti pubblici (inutili carrozzoni?) come GSE e l’Autorità per l’Energia siano (o vogliano essere) impotenti rispetto a questa estorsione legalizzata che si configura come una sorta di Robin Hood rovesciato: toglie ai poveri per dare ai ricchi.
3. Non è in discussione l’opportunità di puntare quanto più possibile, e a costi accettabili, alle energie rinnovabili. Al contrario, si evidenzia la necessità e l’urgenza di un potenziamento della ricerca tecnologica a tutto campo, la sola che può dare “futuro” anche in termini ambientali e occupazionali sul lungo periodo. Occorre investire in ricerca per un salto tecnologico che renda il solare realmente competitivo senza la necessità di stampelle statali. E qui sta il nocciolo del problema: gli incentivi sono oggi una sorta di “tassa sul macinato” (il chilowattora) che deve versare anche chi riesce a mala pena a comprare la pagnotta di sopravvivenza; non hanno lo scopo di ridurre il “prezzo del pane” o di migliorare tecnologicamente i “mulini” (le celle fotovoltaiche), ma solo di consentire a chi lo può fare di mettersi i soldi in tasca. Amen.
4. né regge la tesi che sia giusto togliere a chi inquina e dare a chi produce energia “pulita”. In primo luogo perché chi non è in grado (economicamente o per ragioni logistiche) di dotarsi di pannelli non può certo essere accusato di inquinamento solo perché costretto ad acquistare l’energia dal distributore di rete che si ritrova. In secondo luogo perché se si ha a cuore la riduzione di CO2, esistono sistemi molto più efficaci, a parità di investimento, per creare un sistema virtuoso e dinamico, che rilanci ad esempio l’edilizia intelligente, capace di creare onde d’urto di effettivo reddito e posti di lavoro.
5. Quanto al nucleare (ultima e sicura generazione ovviamente, non i residuati che qualcuno vorrebbe rifilarci) mi limito a osservare che in tema di CO2 esso rientra tra le tecnologie “virtuose”, come il fotovoltaico, l’idroelettrico e l’eolico. Con una differenza però: una centrale nucleare da un milione di chilowatt può stare in pochi ettari e lavora per circa 7000 ore all’anno.
6.Il progetto “Padova solare” non costituisce un riconoscimento di Padova come “Silicon Valley italiana” perché si assemblano celle prodotte all’estero (o su licenza): la ricerca non alberga qui ma in Germania, Cina e Giappone.
Lorenzo Fellin
ordinario di sistemi elettrici per l’energia
dipartimento di Ingegneria elettrica
Padova

(Lunedì 29 Marzo 2010)


http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=463646&Data=20100329&CodSigla=PG
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[29] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utenteadmin » 8 giu 2010, 11:04

6367 ha scritto:[..] Occorre investire in ricerca per un salto tecnologico che renda il solare realmente competitivo senza la necessità di stampelle statali. E qui sta il nocciolo del problema: gli incentivi sono oggi una sorta di “tassa sul macinato” (il chilowattora) che deve versare anche chi riesce a mala pena a comprare la pagnotta di sopravvivenza; non hanno lo scopo di ridurre il “prezzo del pane” o di migliorare tecnologicamente i “mulini” (le celle fotovoltaiche), ma solo di consentire a chi lo può fare di mettersi i soldi in tasca. Amen.
[..]

Il punto cruciale è senz'altro questo. Ma allora la domanda è: non deve esserci alcuna forma di incentivazione, od occorre modificare l'incentivazione in modo da prelevare i soldi da chi riesce sempre a metterseli intasca?
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[30] Re: Fotovoltaico : Eticamente corretto ?

Messaggioda Foto Utente6367 » 9 giu 2010, 9:25

cosi' voi vi affannate a considerare "immorali" gli incentivi, come se l'apparente singolo vantaggio di "uno" non vi facesse tornare banessere anche a voi


Confesso di non aver ancora capito quale è questo benessere....


sempre piu' gente, anche senza contributi installera' i pannelli


bene!


e' l'Elettrotecnica, quella con le E maiuscola, che da torto a voi e ragione a noi !


L'Elettrotecnica dà torto anche al prof . Fellin???
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