elettrodomus ha scritto:m_dalpra ha scritto:Faciloneria, Stupidità, Economie.
Sono tutti elementi che remano contro il nucleare.
In realtà sono elementi che remano contro un po' a tutte le tecnologie.
Sono all'origine anche del disastro del Vajont.
Infatti.... non fosse che per il fatto che, qualunque cosa si faccia, alla fine si lavora per mettersi in tasca dei soldi per vivere (magari anche molto bene ma non è questo il punto), qualsiasi voce che intacchi il margine di profitto di un'impresa (e la sicurezza del nucleare è senz'altro una di queste) corre sempre il rischio di essere compromessa da spinte che "scommettono" in direzione opposta: precisamente scommettono sul fatto che un certo decremento dei margini di sicurezza causi solo un aumento della PROBABILITA' di un incidente che non necessariamente "deve" accadere, contro il fatto che i soldi risparmiati in questo modo finiscono CERTAMENTE in attivo sui conti di chi li fa che, contrariamente alle vittime "astratte" di un incidente non ancora avvenuto, sono persone ATTUALI molto concrete e più che interessate a mangiarsi subito, per così dire, "l'uovo della sicurezza" piuttosto che rinunciarci e aspettare che, in caso di problemi, la collettività (con cui non è che si identifichino più di tanto...) ne esca quantomeno con delle perdite più contenute.
A questa logica si oppone, sotto la minaccia storica di essere messi da parte da una popolazione che si venga a trovare in una situazione senza uscita, solo uno Stato che però è come minimo infestato di lobbies di ogni genere che gli remano contro per portare più acqua possibile al loro mulino. E finora le lobbies del nucleare sono state tenute a bada dal fatto che, in ultima istanza, le spese per la sicurezza delle centrali NON sono state affatto sostenute da loro ma dalla collettività attraverso le tasse. Che sono diventate così un'altra mucca da mungere alimentando un mercato della "sicurezza nucleare" che è in buona sostanza un mercato indotto. E fin qui le cose hanno funzionato relativamente bene. Quello che non ha funzionato così bene sono in realtà i GESTORI del nucleare civile che, avendone la possibilità, non di rado hanno fatto economie di gestione dove non avrebbero dovuto. E in questo non c'è molto da stupirsi: forse i leoni, se non gli lasci altro, puoi pure costringerli ad essere forzosamente vegetariani ma questo non ne cambia la loro natura: se trovano un pezzo di carne commestibile (nel nostro caso la gestione di qualcosa che gli è stato affidato) cercano di papparselo senza andare troppo per il sottile.
Come dire che, se veramente ci si tiene alla sicurezza (nel nucleare come in altre industrie, quelle chimica e farmaceutica per esempio o altre che comunque, sotto la spinta di "arrotondare" i propri profitti, possono generare comportamenti a rischio verso la collettività) occorre un sistema di regolamentazione che se non si faccia alcuno scrupolo a tagliare le mani (o anche la testa se occorre) a chiunque soltanto accenni a fare il furbo. Mai come in queste cose vi deve essere una pena certa e inderogabile per chi sgarra... e e alla fine è questo il vero problema in Italia: la si fa franca un po' troppo facilmente per potersi veramente fidare. Soprattutto in un campo in cui, pur in presenza di una maggioranza costituita da "pecore bianche" oneste e coscienziose, basta anche UNA SOLA pecora nera a mandare all'aria tutto quanto.
Ciao
Piercarlo